Con quello di oggi gli appuntamenti con ”LeBeatrici: storie di donne di Serie A” diventano cinque, esattamente come i gol della Fiorentina nel turno di Coppa Italia appena archiviato.

Ordinaria amministrazione per le ragazze di Cincotta allo stadio Sbrighi di Ravenna: apre la solita Bonetti e firmano Thogersen, Parisi e Lazaro ma è Marta Mascarello, nel finale del primo tempo, a tirar fuori dal cilindro la magia di giornata. 

La numero 12 raccoglie un passaggio di Alice Parisi e con un grande destro dalla distanza manda la viola a riposo con un rassicurante doppio vantaggio.

Nella lista delle convocate per l’ultimo ritiro dell’ Under 23 azzurra figurano molti nomi di ragazze che si sono messe in luce in occasione dell’ultima partita della coppa nazionale. Tra questi quello della centrocampista Mascarello, compagna di reparto tra le altre di Giada Greggi, capitano d’eccezione della Roma, Cecilia Prugna, match winner di Empoli – Tavagnacco e Arianna Caruso in gol con la maglia della Juventus. 

La giovane età non dice molto sull’esperienza in nazionale della piemontese. Se con le ”ragazze mondiali” ha soltanto vissuto le prime fasi del ritiro, nel 2014 è stata parte del gruppo delle ”ragazzine mondiali”.

In Costa Rica la squadra di Sbardella era arrivata a giocarsi il mondiale U17 con una rosa che con il vantaggio del tempo è testimone di progressi. Durante, Bergamaschi, Piemonte, Giugliano, Simonetti, Marinelli, Boattin, Serturini sono solo alcune delle protagoniste della storica medaglia di bronzo tricolore.

A calcare palcoscenici rappresentando la nazione però Marta Mascarello è abituata da sempre. A Franeker, in Olanda, nel 2012 conquista una medaglia di bronzo ma la maglia, pur essendo azzurra, non è quella della nazionale di calcio. 

Nonostante gli esordi con i primi calci dell’Albese, la giovane gioca anche a pallapugno e guadagna la convocazione nella nazionale di sport sferistici.

Oltre a quella del Cuneo Marta ha vestito per due stagioni la casacca del Tavagnacco, la stessa con cui è cresciuta Ilaria Mauro. L’attaccante friulana classe ’88, così come altre calciatrici d’esperienza quali capitan Guagni o Stéphanie Öhrström, è davvero un ottimo esempio per crescere.

Mascarello è giunta a Firenze in estate ma ha già avuto più volte occasione di lodare l’affetto che la squadra riceve. D’altronde non può che essere così in una città culla ormai da anni di un movimento intero.

 

 

 

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