Alzi la mano chi dopo il sorteggio di agosto, e soprattutto alla fine del girone di andata di Champions, avrebbe immaginato l’Atalanta, la Dea, tra le sedici squadre che a febbraio si giocheranno gli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.

Nonostante l’entusiasmo incredibile che ormai accompagna e travolge i neroazzurri da più di tre anni, anche il più ottimista dei tifosi non avrebbe potuto sperare in un risultato simile, visto e considerato lo spessore degli avversari e l’inesperienza assoluta della squadra bergamasca in tale competizione.

Il sorteggio di agosto, infatti, non era di certo stato clemente com la Dea: partendo dal Manchester City, che rappresentava e rimane tutt’ora una delle favorite per la vittoria finale, passando per lo Shaktar Donetsk, che è una squadra abituata a giocare ogni stagione in questo  torneo, e la Dinamo Zagabria, una formazione piena di giovani di buon talento che naviga spesso fra la Champions e l’Europa League.

La qualificazione dell’Atalanta poi, è resa ancora più straordinaria se si pensa ai pessimi risultati che aveva collezionato la squadra bergamasca nel girone d’andata. Gli uomini di Gasperini infatti, pur giocando quasi sempre buone partite, avevano pagato a carissimo prezzo l’inesperienza europea, subendo tre sconfitte, incassando 11 gol e segnandone solo 2. 

Messa all’angolo e non avendo più nulla da perdere, da un mese e mezzo a questa parte la Dea ha iniziato a prendere le misure con  il calcio europeo: nelle tre partite successive infatti, i neroazzurri hanno compiuto un vero e proprio miracolo sportivo, portando a casa 7 punti e riuscendo a strappare il pass per l’insperata fase ad eliminazione diretta. Un’impresa unica anche per la stessa Champions League, visto che con questa qualificazione l’Atalanta risulta essere la sola squadra ad aver superato il girone dopo aver chiuso a zero punti le prime tre gare.

Il momento fondamentale per il passaggio del turno è stato probabilmente il rigore fallito da Gabriel Jesus a San Siro alla quarta giornata: in quel momento infatti, la squadra di Guardiola stava conducendo per 1-0 grazie alla rete di Sterling, mentre Ilicic & co avevano un piede e mezzo fuori dalla Champions. Il pericolo scampato piuttosto rigenerò i bergamaschi, che pareggiarono con Pasalic e provarono anche a vincere sfruttando la superiorità numerica acquista nel finale di gara.

Lo stesso Gabriel Jesus poi, anche ieri si è confermato il “12° uomo” degli Atalantini stendendo la Dinamo – che vincendo avrebbe passato il turno – con una tripletta.

La cavalcata neroazzurra, culminata per ora con la vittoria di Karkiv, è poi da considerare eroica anche per le assenze. Gasperini ha potuto infatti contare su Zapata solo nelle prime partite, e ieri sera ha dovuto affrontare la partita più importante della storia neroazzurra anche senza Ilicic e soprattutto Toloi, difensore prezioso e anima del gruppo insieme al Papu Gomez.

Proprio il numero 10 e capitano merita una menzione speciale perché quella di ieri probabilmente è stata la partita più importante e sofferta della sua carriera, non solo per quello che c’era in palio, ma anche perché per la prima volta tornava in quella terra dove anche a causa della guerrra, aveva passato forse il momento più buio della carriera e della sua vita. Come accade dal giorno del suo arrivo a Bergamo, quando ha iniziato a “girare” lui, anche in Champions con le sue grandi prestazioni si è svegliata tutta la squadra.

La rincorsa a questo obiettivo, difficile anche solo da immaginare fino all’approdo di Gasperini in panchina, è stata possibile grazie a una proprietà e a una società all’avanguardia che in questi anni si è sempre distinta sotto ogni punto di vista  rispetto a tutte le altre squadre italiane. Sfruttando il lavoro dell’ex allenatore del Genoa e il sempre florido settore giovanile, dal dicembre 2016, dopo un inizio di campionato tremendo, la Dea ha intrapreso un percorso molto virtuoso che le ha consentito di essere ormai  considerata una big del nostro calcio, e da ieri sera anche di quello continentale.

Come sappiamo, dopo l’ottimo campionato 2016-17, la squadra del Gasp aveva disputato anche una buona Europa League nel 2017-18, uscendo in modo rocambolesco contro il Borussia Dortmund ai sedicesimi di finale. È indubbio considerare che questi successi in fila siano arrivati tenendo sempre i conti in ordine e vendendo i propri prezzi pregiati a carissimo prezzo.

Dopo aver quindi raggiunto l’ennesimo traguardo pazzesco, l’Atalanta è ora pronta a rituffarsi in maniera decisa sul campionato per provare a ripetere queste emozioni anche l’anno prossimo tornando nuovamente in Champions. Lunedi poi  conoscerà il nome del suo avversario europeo agli ottavi che sarà certamente una corazzata (sarà infatti una tra PSG, Liverpool, Barcellona, Bayern, Lipsia o Valencia).

Ma la banda del Gasp ora è ufficialmente nell’Olimpo continentale e ha un solo obiettivo: continuare a stupire per tentare altre imprese da Dea.

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