Torna il classico appuntamento del lunedì mattina con la nostra rubrica #icone. Dopo la controversa storia dell’atleta Caster Semenya, oggi parliamo di un ciclista che ha dominato le grandi classiche nel recentissimo passato. Per gli appassionati il suo nome è leggenda, per gli altri è più semplicemente Fabian Cancellara, la Locomotiva di Berna.

La nazionalità ed i capelli strappati

Quando avevo poco meno di dieci anni sentì parlare di un certo Cancellara che stava esplodendo tra i grandi, così andai da mio padre e gli chiesi «ma è italiano?»… La risposta potete immaginarla. No, Fabian Cancellara purtroppo per noi non è italiano. Quando lo intervistano i nostri inviati parla alla perfezione, ma in questi anni di brillante carriera abbiamo dovuto farcene una ragione, è svizzero. Suo padre nacque in Basilicata ma si trasferì in Svizzera a cercar miglior fortuna, mentre quasi tutta la sua famiglia paterna vive tuttora in qualche piccolo paesino in provincia di Potenza. Il bambino che nel giro di qualche lustro sarebbe diventato Spartacus nacque poco distante da Berna nel marzo del 1981 ma durante l’infanzia non mostrò alcun tipo di interesse verso il ciclismo. Per nostra fortuna un giorno trovò la bicicletta di suo padre e decise di salire in sella, all’età di 13 anni. In quel momento iniziò la storia del più grande cronoman della storia.

Fabian Cancellara

Le prove contro il tempo

Quando si pensa al nome di Fabian Cancellara vengono in mente due cose: le prove contro il tempo e le classiche del Nord. Per distacco il miglior cronoman del terzo millennio, e non solo, in carriera ha vinto quattro ori iridati e due olimpici, oltre ad un’infinità di tappe in giro per il mondo. Lo svizzero ha sempre goduto di una tecnica impeccabile unita ad una potenza fuori dal comune. Il secondo titolo olimpico conquistato a Rio nel 2016 ad oggi è una delle prove più sublimi nella storia delle prove contro il tempo. In quell’occasione riuscì a fermare il cronometro con 47 secondi di vantaggio su Tom Dumoulin e 62 su Chris Froome, non esattamente gli ultimi due arrivati.

La rivalità con Boonen ed il Fiandre 2010

Tuttavia, la leggenda di Fabian Cancellara è nata tra la Francia ed il Belgio. Tra il 2008 ed il 2016 fu il vero mattatore delle Classiche del Nord, l’uomo di spicco del plotone che ogni primavera dava spettacolo contro il suo storico rivale Tom Boonen. Il belga e lo svizzero si sono dati battaglia per anni tra le pietre della Roubaix e le cote del Fiandre. Nell’inferno del Nord Cancellara ha avuto la meglio per tre volte, mentre Boonen si è guadagnato il titolo di Monsieur Roubaix per i suoi quattro titoli (record con De Vlaeminck). Discorso diverso per la Classica Universitaria dove i due rivali hanno concluso la carriera appaiati a quota tre.

Una delle scene più iconiche della storia del ciclismo ha visto come protagonisti proprio Cancellara e Boonen al Giro delle Fiandre 2010. La folla era tutta per il campione nazionale belga, idolo di casa, mentre Cancellara con la maglia di campione svizzero era lievemente favorito per i bookmakers. I due avevano fatto il vuoto guadagnando circa un minuto sul gruppo degli inseguitori a 16 chilometri dall’arrivo. Imboccato l’ingresso del Kapelmuur, Cancellara staccò Boonen con un’azione incredibile e scollinò in cima al Muur con un buon vantaggio. Da lì in poi, per un cronoman come lui si trattò di ordinaria amministrazione e così iniziò una passerella di 14 chilometri in mezzo alle bandiere fiamminghe per poi trionfare tra gli applausi dei tifosi “avversari”.

La rivalità con Sagan ed il Fiandre 2013

L’altra storica rivalità di Fabian Cancellara fu quella con Peter Sagan, rivalità che nei primi anni si poteva tranquillamente definire come vera e propria antipatia reciproca. Da un lato il “vecchio” leader del gruppo e dall’altro il giovane bad boy che impenna e palpa le vallette sul podio. Il punto più alto si verificò di nuovo al Giro delle Fiandre del 2013. Una sorta di déjà-vu, visto che a 18 chilometri dal traguardo Cancellara cominciò la sua classica progressione sul Paterberg, lasciando immobile lo slovacco. Altra passerella, altro successo. Il terzo al Fiandre, uno dei sette trionfi nelle classiche monumento.

Questa è la storia di un leader, un ciclista che ha diviso per il suo essere superiore a tutti. Uno sportivo che non si rivedrà più e che già ora, a pochi anni dal suo ritiro, fa sentire un’enorme nostalgia. L’icona di questa settimana è Fabian Cancellara, la Locomotiva di Berna.

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