Conclusa la prima fase delle competizioni europee in corso, si è svolta, nella giornata di ieri, la cerimonia a Nyon che ha stabilito gli accoppiamenti delle squadre che saranno protagoniste, a partire dal mese di febbraio, nella seconda parte dei percorsi di Champions ed Europa League. Un sorteggio agrodolce (più dolce, a dire il vero) per le cinque squadre italiane rimaste in gioco. Tolta la Lazio, saranno cinque le formazioni a rappresentare l’Italia nella fase ad eliminazione: Juventus, Napoli e Atalanta in Champions League, Inter e Roma in Europa League. Andiamo a conoscere le cinque avversarie pescate dalle squadre del nostro campionato, analizzando i punti di forza, le criticità e il loro cammino finora compiuto. Quante riusciranno ad accedere al turno successivo?

Sorteggi di Champions League

Champions League: Juve, ti poteva andare meglio?

No, assolutamente. Chiariamo un punto, innanzitutto, per non rendere vano il nostro focus. Le partite vanno giocate tutte e solo il rettangolo verde potrà decretare il verdetto ultimo. Pare evidente, tuttavia, che il sorteggio della Juventus sia stato eccellente. In prima fascia, insieme ad altre squadre nobilissime (Barcellona, Manchester City, PSG, Liverpool), la squadra bianconera avrebbe potuto pescare anche una seria competitor per la vittoria finale. Il Real Madrid, ad esempio. Squadra ancora da inquadrare nella stagione corrente, rimane un’assoluta big europea per storia, tradizione, blasone e qualità della rosa. Oppure il Tottenham di José Mourinho, possibile mina vagante della competizione.

Invece, è uscito il Lione di Rudi Garcia. Vecchia conoscenza del nostro calcio, il tecnico ex-Roma ha già avuto modo di “familiarizzare” con i bianconeri. Specie, nella stagione 2013-14, l’annata in cui i giallorossi, nella prima parte del campionato, diedero filo da torcere ai piemontesi, prima di arrendersi alla supremazia della Juventus, capace di ottenere il record di 102 punti. Piazzatosi secondo, alle spalle del Lipsia, il Lione ha ottenuto 8 punti in sei gare, distaccando di una sola lunghezza il Benfica e lo Zenit. Ottavi in classifica, con risultati fin troppo altalenanti e difficili da decifrare, i francesi, molto probabilmente, arriveranno all’ottavo di Champions senza il loro miglior calciatore: Memphis Depay, infortunatosi gravemente nel corso dell’ultima sfida contro il Rennes. La Juve può uscire in un solo modo: sottovalutando l’avversario. Dopo l’esperienza contro l’Ajax dell’anno scorso, difficilmente ci sarà una seconda occasione.

Il Napoli di Gennaro Gattuso contro Leo Messi 

Ritrovarsi e iniziare a carburare seriamente in campionato. I due ingredienti per arrivare al meglio al doppio confronto contro il Barcellona che vale l’ottavo di finale di Champions League. Attardata (troppo) in Serie A, la formazione partenopea, ora nelle mani di Gennaro Gattuso, ha poco più di due mesi di tempo per rimettere assieme i pezzi e cercare di riprendere a marciare in campionato, fondamentalmente. In attesa, inutile dirlo, di affrontare i blaugrana, forse i grandi favoriti di questa Champions. Per non sfigurare, gli azzurri hanno dalla loro un potenziale ancora da scoprire.

La coppia difensiva Koulibaly-Manolas (quest’ultimo “poco apprezzato” a Barcellona, per quanto accaduto un anno e mezzo fa), per esempio, che ha bisogno di trovare il giusto equilibrio per non uscire disarcionata dalla doppia sfida contro l’attacco esplosivo del Barcellona. Da identificare, poi, l’aspetto principale: il sistema di gioco. Gattuso, nella prima uscita contro il Parma, ha riproposto il 4-3-3, modulo con il quale il Napoli riuscì a fare faville con Maurizio Sarri. Vedremo se la strada presa dal neo-tecnico si rivelerà quella giusta…

Va sottolineato, comunque, l’ottimo girone disputato. Contro il Liverpool campione d’Europa in carica, l’allora tecnico Carlo Ancelotti non ha perso: vittoria interna e pareggio nella bolgia di Anfield. Una doppia sorpresa. Ripetibile?

L’Atalanta di Gasperini come l’Ajax di Ten Hag della scorsa Champions League?

Forse sogniamo. O forse no. In questo momento, però, non possono che uscirci belle parole verso il lavoro, l’abnegazione e le pagine meravigliose di storia calcistica che stanno scrivendo i ragazzi di Gasperini. Solo il Newcastle, nel 2002, riuscì a compiere l’impresa realizzata dai bergamaschi una settimana fa: qualificarsi agli ottavi, nonostante le tre sconfitte nelle prime tre partite. Data per sfavorita sin dall’inizio, l’Atalanta ha stupito ancora. Soprattutto, nell’ultimo match, quello decisivo per le sorti delle due squadre che si sono affrontate: l’Atalanta stessa, appunto e lo Shakhtar Donetsk. Gli ucraini, forti del pronostico iniziale che li vedeva superiori ai nerazzurri, si sono dovuti arrendere alla forza dimostrata da Gomez e i suoi compagni.

Ora, il percorso, già di per sé straordinario, può addirittura continuare, considerando l’avversario abbordabilissimo. Il Valencia, infatti, tra le squadre presenti in prima fascia, rappresentava una sorta di “Cenerentola”, appetibile per il resto delle partecipanti. L’Atalanta ha avuto anche un pizzico di fortuna (componente necessaria) nel trovarla. Ma attenzione a (non) semplificare troppo il tutto. Gli spagnoli sono arrivati davanti al Chelsea, grazie allo scontro diretto vinto a Stamford Bridge e all’Ajax, eliminato in casa, proprio per mano dello stesso Valencia. Antenne dritte.

Shakhtar - Atalanta: ultima partita del girone di Champions League

Europa League: Inter e Roma sorridono 

Da capire cosa avrà intenzione di fare Antonio Conte con questa competizione, prima di tracciare un’analisi completa sull’ipotetico prosieguo europeo della sua Inter. Giocare di giovedì può essere mentalmente irrilevante. È sicuramente dispendioso dal punto di vista fisico. Il Ludogorets da sfidare ai sedicesimi è avversario sulla carta semplice. Difesa che soffre determinate situazioni di gioco: contro l’Espanyol, fuori casa, ha subito addirittura sei reti. Una squadra che l’Inter può agevolmente superare, se affronterà l’Europa League con il piglio giusto e la cattiveria che potrebbe portarla anche fino in fondo…

Non è una partita affatto proibitiva anche quella della Roma. Contro il Gent (squadra belga), Paulo Fonseca ha ottime possibilità di andare avanti e approdare agli ottavi di finale. Il rendimento dell’avversario giallorosso non è stato malvagio: imbattuto nel girone di qualificazione, il Gent ha conquistato il primo posto ai danni del Wolfsburg, che, nelle due partite, ha racimolato appena un punto. D’altra parte, la Roma dovrà tenere ben altro ritmo, rispetto a quello tenuto in un girone diventato più complesso di quanto non lo fosse realmente. Ci riuscirà?

 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here