Nella terza puntata di #dunkinthefuture parliamo di un altro figlio d’arte, Davide Moretti, guardia di Texas Tech. Il figlio di Paolo, dopo i percorsi nelle squadre giovanili in Italia, ha scelto la strada del college, per ora con ottimi risultati. Se Mannion ha avuto un percorso da predestinato , il “Moro” ha seguito un percorso più progressivo, ma non per questo avrà un ruolo meno importante nel futuro del nostro basket.

Davide Moretti

 Gli inizi

Essere nato il 25 marzo 1998 a Bologna, dove giocava il padre, tra i due derby di Eurolega, poteva essere sicuramente un buon presagio. Cresce nelle squadre in cui Paolo allena e inizia ad affermarsi nei campionati giovanili. Dopo una stagione alla Stella Azzurra, va a Pistoia dove esordisce in serie A a 16 anni e vince il campionato U17. L’anno successivo si trasferisce a Treviso in A2, dove è protagonista di due annate positive. La seconda si conclude con la promozione e il premio di miglior under del campionato. Durante la stagione, a dicembre 2016, partecipa agli Europei U18, dove l’Italia chiude terza e in cui il “Moro” viene inserito nel miglior quintetto. Premio degno di nota anche per la concorrenza forte nel backcourt in quella competizione, con tra gli altri Ntilikina e Zoosman, oggi protagonisti rispettivamente ai Knicks e al Maccabi. Al termine della stagione 2016/2017 decide di trasferirsi negli USA, accettando l’offerta di Texas Tech.

Davide Moretti

Il college

Davide Moretti approda a Texas Tech nel 2017, assieme a Zhaire Smith e Jarret Culver. L’ateneo texano era riuscito a qualificarsi al torneo NCAA solo una volta nei precedenti dieci anni. Moretti ha un discreto minutaggio, parte sempre dalla panchina, ma per lui è un anno di crescita. La squadra ottiene la prima storica qualificazione alle Final Eight, ma saprà riconfermarsi. L’anno successivo, con Smith che approda in NBA, il “Moro” trova spazio in quintetto e diventa elemento imprescindibile dei texani. Guida della squadra con Culver, con percentuali dal campo e ai liberi di altissimo livello trascina la squadra fino al torneo NCAA. Texas Tech riesce a battere Michigan, Gonzaga e Michigan State, tutte con seed migliori, e si presenta alla finalissima con Virginia. Per entrambe è il primo storico Championship Game. La spunta Virginia all’overtime, ma Moretti è tra i migliori anche sul palcoscenico più importante, chiudendo con 15 punti (50% da tre) e 2 rubate, non sfigurando affatto di fianco a Culver e Hunter, le due stelle della partita, entrambi draftati al primo giro dell’ultimo draft.

Davide Moretti

Al suo terzo anno, Davide sta avendo un ruolo ancor più importante. Il minutaggio è rimasto elevato come lo scorso anno, ma sono aumentate le responsabilità e la mole di gioco che passa per le mani dell’azzurro. Spesso, soprattutto nei momenti difficili è lui a prendere in mano la squadra, con maturità e personalità. L’inizio è stato altalenante, anche per la squadra, con qualche passaggio a vuoto al tiro, ma quando gira è protagonista assoluto. Come contro Louisville, in quel momento testa di serie numero 1, battuta al Madison Square Garden in maniera netta con 18 punti e 3 assist del “Moro”. 

Le caratteristiche

Davide Moretti può giocare sia da guardia che da play, anche se probabilmente il primo è il ruolo che più gli si addice. Tiro compatto, pulito e soprattutto efficace, nonostante qualche alto e basso in questo inizio di stagione sta mantenendo percentuali non distanti dal 40%. La grande attenzione dei difensori sul suo tiro da tre gli lascia spesso spazio per le penetrazioni, che sa sfruttare sia per sé stesso che per trovare i compagni sugli scarichi. La buona visione offensiva lo rende ottimo anche nella conduzione del contropiede. Se le percentuali dall’arco sono ottime, quelle dalla lunetta sono eccezionali. Sopra il 90% la scorsa stagione, quest’anno è quasi perfetto: 38/39 nelle prime dieci partite. Può essere quindi il primo target da ricercare nei finali punto a punto. Punto debole (peraltro cronico per la nostra nazionale) il fisico. Buona struttura, anche grazie a una crescita graduale tra A2 e college, non è altissimo e ciò potrebbe creare qualche difficoltà nel difendere su giocatori più grossi.

Davide Moretti

Le prospettive

Anche per Davide Moretti il futuro in nazionale non è in dubbio. Dopo il percorso nelle giovanili arriverà a breve il suo turno anche in nazionale maggiore. A riguardo non ha alcun dubbio Riccardo Fois, assistente ai Suns e uomo FIP negli States, che ha parlato di lui come uno dei cardini della futura nazionale insieme a Mannion. Dopo aver avuto un ottimo impatto con i grandi in A2, l’esperienza al college sarà ulteriormente formativa. Nel post Tokyo 2020, chiuso il percorso NCAA, la speranza è di vederlo in un contesto che gli permetta di continuare a crescere e trovare spazio e minuti. Per il resto la solidità mostrata in questi anni è più che rassicurante. Meno uomo copertina di Mannion, potrà completare con lui un reparto esterni di tutto rispetto, con due giocatori con ottimo tiro perimetrale e la capacità di portare il pallone nella metà campo avversaria. I due, quindi, potranno anche scambiarsi i ruoli e lavorare sia con la palla che senza. Un altro punto a suo favore sono le percentuali spaziali ai liberi, che non sempre si sono viste in questi anni in nazionale.

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