Il campionato è fermo ma ”#LeBeatrici: storie di donne di Serie A” non vanno in vacanza e vi fanno compagnia, tra gli ultimi regali da incartare e i preparativi per il cenone. 

Sotto l’albero abbiamo deciso di mettere un po’ di ricordi. Ve la ricordate quella tripletta di Cristiana Girelli? No, non quella al mondiale, quell’altra. Ah no? Bene, allora siete nel posto giusto. 

 

È il 3 ottobre del 2012 quando al Marcantonio Bentegodi arriva il Birmingham. Le inglesi hanno il vantaggio delle due reti siglate in casa ma le italiane  non accarezzano affatto l’idea della resa. 

La partita è una discussione incalzante. Botta e risposta: prima di Criscio, poi Taylor, poi ancora Da Rocha. A spiccioli dalla mezz’ora la gara perde una grande protagonista: capitan Gabbiadini, per problemi fisici, è costretta a cedere fascia e responsabilità. La salita si fa più ripida ma i quattromila sugli spalti hanno una visuale migliore. Al minuto 36 Girelli si avventura in area e guadagna e trasforma un calcio di rigore.

Cristiana Girelli

La seconda frazione di gioco si riapre seguendo lo stesso copione della prima: a Christiansen risponde Toselli, poi Potter e ancora il doppio palo. Il tempo scorre ma non ha ancora né assolto né condannato nessuno. Arriva in area un traversone, il pallone raggiunge Girelli che lo controlla e in pochi istanti lo deposita in rete. È tutto pari.

Si va ai supplementari, tempi che incoronano spesso campioni e consacrano stelle. Le inglesi non ci stanno ma le gialloblù sembrano avere qualcosa in più. Restano poco meno di quindici minuti quando l’arbitro assegna una punizione dai 25 metri. Chissà quante ne avrà viste calciare Cristiana in televisione, quante ne avrà provate. Sta tutto qui, una rincorsa e poi l’appuntamento con il destino. È 3 – 0 Verona, gli ottavi sono conquistati.

Sono queste le notti in cui si accendono le stelle, quelle che fanno la differenza, quelle che del calcio riassumono fantasia e poesia, quelle che indossano il numero 10. Questa Cristiana è una giovanissima ragazza di poco più di vent’anni che sì, sicuramente vuole sognare in grande, ma magari non riesce ancora ad immaginare le emozioni che conoscerà a Reims, allo Stade Auguste – Delaune II. 

“Noi ci siamo, ci siamo sempre state.” ha dichiarato dopo la tripletta mondiale, ora quasi trentenne, con tanta esperienza nel bagaglio e la maglia numero 10 della Juventus sulle spalle, la prima indossata da una donna. Bisognava leggerlo nella premessa, era facile capire che ricordava ”un tantinello il Pinturicchio della prima maniera”.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here