Ci siamo quasi. Ancora pochi giorni e una manciata di ore e un altro anno volgerà al termine. Un 2019 “calcisticamente” ricco. Pieno di immagini, di storie che abbiamo deciso di raccontarvi per rivivere assieme il meglio di un’annata più bella che mai. Un resoconto sintetico, riassunto in cinque fotografie che, secondo il nostro punto di vista, hanno segnato quest’anno particolarmente sorprendente, per diversi aspetti.

1) L’Atalanta di Gian Piero Gasperini: un sogno a tinte nerazzurre

Non potevamo non cominciare citando la splendida realtà bergamasca. Più di una rivelazione. Più di una semplice promessa del calcio italiano. Oggi, l’Atalanta, per tutto quello che ha dimostrato, merita un’etichetta altisonante e di grande blasone. Per efficacia e capacità di esprimere, sul campo, innanzitutto, le proprie idee. Non solo sul manto verde nostrano. Ma anche sui rettangoli di gioco europei. La squadra di Gasperini, nel 2019, ha reso possibile ogni impresa. Dalla qualificazione in Champions League all’approdo agli ottavi di finale della medesima competizione, dopo aver ottenuto il magrissimo bottino di un punto nelle prime quattro partite del girone.

La padronanza nella trequarti del Papu Gomez e il talento, seppur discontinuo, di Josip Ilicic hanno trascinato l’Atalanta anche in campionato, nonostante le fatiche della Coppa dalle grandi orecchie. Un attacco trasformatosi in un’autentica macchina da gol, specie nelle ultime settimane, reso straordinario da una fase offensiva corale che ha rasentato la perfezione. Questo l’ingrediente principale dei nerazzurri. Sono 81 le reti realizzate nel 2019 in 36 partite. C’è da aggiungere altro?

Il 2019 dell'Atalanta di Gasperini

2) Jurgen  Klopp e il suo Liverpool: assoluti dominatori

Difficile che accada. La probabilità che si verifichi qualcosa di clamoroso, oggi, è intorno allo zero. I Reds hanno la Premier League nelle loro mani, almeno per il momento. Dopo aver dato vita ad uno spettacolare duello terminato soltanto all’ultima giornata della stagione scorsa (2018/19), il Liverpool si è dovuto arrendere alla supremazia del Manchester City di Pep Guardiola. Un campionato perso a 97 punti. Quasi inspiegabile anche aritmeticamente. Jurgen Klopp, spesso criticato in maniera ingenerosa, con la vittoria della Champions League, lo scorso 1° giugno contro il Tottenham, si è tolto, una volta per tutte, il fastidioso adesivo che gli avevano cucito addosso. Che recitava: “eterno secondo”. Una nomea scomoda e inappropriata che dimentica i cinque titoli vinti in Germania con il Borussia Dortmund: due campionati tedeschi, una Coppa di Germania, due Supercoppe.

Con la vittoria contro il Flamengo, il Liverpool è diventato Campione del Mondo per la prima volta nella sua storia. Con un vantaggio potenziale di 16 punti, Firmino e compagni hanno letteralmente demolito un campionato come la Premier League a dicembre. Pochi dubbi: il 2019 è stato fondamentalmente il loro anno.

3) Il movimento calcistico femminile italiano: la nostra scommessa

Forse abbiamo dormito per troppo tempo. Forse non ci eravamo resi conto di quello che, durante questi anni, stava accadendo nelle altre parti del mondo. Fortuna che le ragazze della Nazionale Italiana, quest’estate, ci abbiano svegliato alla grande. La sfida-scudetto, disputata all’Allianz Stadium di Torino, tra Juventus W e Fiorentina W, ha segnato un nuovo inizio in questo cammino. Un’escalation culminata nel Mondiale, seguito da un numero nutrito di persone, appassionati e non.

La svolta significativa si è avuta l’11 dicembre 2019 con l’approvazione, nella Commissione Bilancio del Senato, di un emendamento che permette alle calciatrici di diventare sportive professioniste sotto il profilo contrattuale. A testimonianza della crescita esponenziale e delle potenzialità di questo fenomeno che sta finalmente svoltando. Offrire opportunità alle giovani ragazze e continuare ad accrescere la popolarità del calcio femminile. La strada tracciata nel 2019 è quella giusta, nel 2020 non resta che percorrerla.

Il 2019 dell'Italia femminile

4) La storia per antonomasia: il Leicester

Dopo tre anni e mezzo dal titolo storico conquistato da Claudio Ranieri, stiamo qui ancora a parlare del Leicester. Chi lo avrebbe mai detto? Probabilmente nessuno. Eppure, nonostante sia trascorso tantissimo tempo, e pare che non sia così, in realtà, ci troviamo a raccontare per la seconda volta un capitolo di questa favola stupefacente. Gran parte del merito va dato, ovviamente, a questo primo scorcio di stagione. Viaggiare ai ritmi del Liverpool è follia. E la pesante sconfitta di mercoledì ne è stata la dimostrazione. Però, la posizione finora occupata, la seconda nella graduatoria, non può che essere motivo di soddisfazione ed orgoglio.

Un gruppo che pare non volersi fermare. Anche senza la stella Jamie Vardy, assente nella partita di ieri contro il West Ham, perché diventato padre per la terza volta, il Leicester ha festeggiato con una vittoria che consolida il secondo posto in classifica, indipendentemente da quello che farà il Manchester City contro lo Sheffield United. Sognare e crederci: in Inghilterra si prova a compiere un altro piccolo capolavoro.

Il 2019 del Leicester

5) La Nazionale di Roberto Mancini: dove possiamo arrivare?

Non sappiamo cosa sia potuto accadere in soli due anni. Dalla disfatta contro la Svezia nel 2017 che ha sancito, con ogni probabilità, il punto più basso della nostra storia, alla qualificazione entusiasmante ai prossimi Campionati Europei. Una ventata d’aria fresca, anche togliendo il peso di una maglia tanto gloriosa, come quella della Nazionale. Questo il segreto del lavoro “psicologico” svolto da Roberto Mancini? La risposta può essere considerata come parzialmente vera. Sicuramente, i tanti ragazzi, che hanno finito per formare un bel gruppo da tenere in considerazione per Euro2020, si stanno confermando anche in Serie A, a livelli importanti.

La sensazione che si possa costruire qualcosa di duraturo, non tanto nell’immediato, quanto nel medio-lungo periodo, è forte. Il materiale umano su cui lavorare c’è. Al commissario tecnico le scelte, con la speranza che si possano rivelare giuste e vincenti.

Il 2019 della Nazionale di Roberto Mancini

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