Il calcio talvolta riesce dove i piani e i governi falliscono. È il 1945, la guerra si consuma ma la normalità è latitante. I tempi della cortina di ferro non sono ancora maturi e quello di Regno Unito, USA e URSS è un nemico comune che si chiama nazionalsocialismo e fa capo ad Adolf Hitler. Quale mezzo usare per dare un segnale se non il calcio? La storia a chi la conosce sa dare indicazioni, chissà se i membri della Football Association inglese avevano letto della partita dell’assedio di quattro secoli prima. Sta di fatto che per distendere il clima non usano diplomatici o ambasciatori ma organizzano una sorta di torneo amichevole invitando la Dinamo Mosca, squadra campione dell’Unione Sovietica.

Quel che oggi sembrerebbe ovvio all’epoca è una grande intuizione. Pensare che una squadra di atleti, non certo professionisti moderni, possa spostarsi nel cuore del vecchio continente è se non altro molto strano. Ma i Sovietici non si tirano indietro, anzi. In Europa c’è il razionamento e persino mangiare diventa un problema. I calciatori ospiti hanno paura di essere avvelenati o di non avere nulla da mettere sotto i denti per questo il loro viaggio si carica di bagagli in più. I sospetti fioriscono e muoiono velocemente e si parla addirittura di bombe atomiche. Con i sovietici però arriva solo cibo e c’è qualcosa di più temibile in tempo di fame?

La squadra che si imbarca verso i territori di sua maestà è una selezione dei migliori calciatori Sovietici, una nazionale sotto mentite spoglie. Se a Stamford Bridge, nel pareggio con sei reti contro i Blues del Chelsea, si apprezza lo spirito così british dello spettacolo, è nella seconda sfida che si capisce l’importanza degli incontri. La Dinamo Mosca rifila infatti ben dieci reti al Cardiff City che resta inerme.

Arsenal - Dinamo Mosca

Gli accordi stipulati sono chiari: almeno una partita deve essere diretta da un arbitro sovietico e deve esserci uno scontro con l’Arsenal. Detto fatto, si gioca Arsenal – Dinamo Mosca, non manca nulla, eccetto Highbury. Proprio lì il Ministero della Difesa ha collocato un Air Raid Precautions Centre. Noto ai più come ARP e ideato dai britannici nel 1924, si tratta di un servizio volto a proteggere i cittadini dalla minaccia crescente di bombardamenti aerei. Con la casa dei Gunners in mano allo stato quindi si scende in campo eccezionalmente a White Hart Lane e il fischietto va in bocca a Nikolay Latyshev.

Nessuno vuole perdersi la gara nemmeno la nebbia. Non ci si aspettava certo una giornata di sole, d’inverno, a quelle latitudini, ma la coltre grigia calata sul nord di Londra è impressionante. Non è la prima volta. All’inizio della guerra un’altra storia di calcio e di nebbia aveva mischiato le carte in tavola a vantaggio degli alleanti, era successo ad Edimburgo, durante un derby.  Come allora si gioca e il confine tra storia e leggenda inizia ad assottigliarsi.

La visibilià è quasi azzerata, più in la di mezzo metro si staglia un mare grigio che disorienta e confonde. I sovietici effettuano sostituzioni finte e finiscono per trovarsi in campo in 15. I Londinesi restano in 10 ma l’espulso non si accomoda in panchina, resta in campo. Il portiere sbatte contro il suo palo diventato quasi un fantasma, un infortunato viene sostituito da uno spettatore, è un’escalation di assurdità perse nella foschia.

nebbia Arsenal - Dinamo Mosca

Al fischio finale Arsenal – Dinamo Mosca finisce 3 -4. Così leggenda narra.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here