Nella quinta puntata di #Dunkinthefuture proviamo a spingerci ancora più avanti nel tempo con un ragazzo del 2003 che ha già fatto parlare di sé. Parliamo di Matteo Spagnolo, primo giocatore italiano ad accedere alla cantera del Real Madrid.


Gli inizi


Matteo Spagnolo nasce il 10 gennaio 2003 a Brindisi. Fisico e talento si dimostrano superiori alla media sin da giovanissimo (sfiorava i 190 cm a 13 anni). Gioca fino ai 13 anni con la Mens Sana Mesagne, con cui arriva a segnare anche 78 punti in una sola partita. Viene notato dal miglior settore giovanile italiano, quello della Stella Azzurra che lo chiama prima in prestito per i tornei internazionali e poi lo tessera per la stagione successiva. Con la squadra romana, alla prima apparizione, chiude l’EYBL Under 14 a 16.8 punti, 7.5 rimbalzi e 3.5 assist di media. Questo contro avversari di un anno più grandi, ad un’età in cui un solo anno può fare tutta la differenza del mondo. Da stellino gioca a 14 anni già in un campionato senior (in serie B), unico a quell’età in Europa, e ha la possibilità di confrontarsi con i migliori pari età in Europa.

Matteo Spagnolo


La chiamata del Real


Con la squadra romana va vicino più volte a battere il Real Madrid che decide di puntare su di lui e lo porta in Spagna. Matteo Spagnolo diventa quindi il primo italiano ad entrare nella cantera blanca. Un ulteriore salto di qualità in un settore giovanile che sta sfornando campioni uno dopo l’altro. Spagnolo continua a fare molto bene, dividendosi tra categoria cadetes e junior, dove trova giocatori di 2-3 anni più vecchi. L’anno lo chiude alla grandissima, con le vittorie nel campionato nazionale in entrambe le categorie. Coi cadetes è protagonista assoluto della finale vinta sui rivali del Barca per 66-64, con 20 punti, 9 rimbalzi, 4 assist e 3 rubate. Si fa notare anche con la squadra junior, in particolare nella semifinale stravinta con l’Estudiantes Leyma Natura dove mette a referto 9 punti e 7 rimbalzi. Oltre che nel campionato nazionale si bagna i piedi anche nell’Adidas Next Generation Tournament, di fatto l’Eurolega U18. Torneo vinto proprio dai blancos, a testimonianza del valore della cantera madrilena.

Matteo Spagnolo


In questa stagione è junior in pianta stabile, che partecipano alla quarta serie iberica e ha già fatto prestazioni notevoli. Un esempio i 33 punti con 12/19 dal campo ad ottobre, conditi da 5 rimbalzi e 4 assist. Ha inoltre avuto la possibilità di allenarsi e giocare con la prima squadra in preseason, dove ha dimostrato una buona personalità. Nella partita contro Malaga dopo un time-out con ramanzina di coach Laso reagisce con cinque punti filati.


Le nazionali giovanili


Matteo Spagnolo ha all’attivo due Europei U16. Nel 2018 partecipa sotto età, giocando comunque quasi 25 minuti a partita. La manifestazione si chiude male per gli azzurrini, solo undicesimi. Nell’ultima edizione però la musica cambia. Da leader trascina l’Italia ad un terzo posto di assoluto valore, arrendendosi solo in semifinale contro la Francia, poi seconda. Solo una partita in cifra singola nei punti, ma soprattutto trascinatore nei momenti topici. Gli scalpi raccolti per strada sono stati importanti, con le vittorie su Germania, Croazia, Lettonia, Grecia e Russia due volte, l’ultima nella finalina che è valsa il bronzo. Viene con merito nominato nel miglior quintetto della manifestazione.

Matteo Spagnolo


Il futuro


Il futuro non è mai una certezza assoluta, ma Matteo Spagnolo ha tutte le caratteristiche del predestinato. Il fatto che due settori giovanili come Stella Azzurra e Real Madrid abbiano puntato fortissimo su di lui non può essere un caso. Vero è che di Luka Doncic ne nasce uno ogni tanto, per rimanere a un fenomeno lanciato dai Blancos. Da coach Laso ai giornalisti che seguono il Real, però, hanno le idee chiare su di lui: testa, fisico e talento sono notevoli e la personalità come detto non manca. Sicuramente questi anni al Real devono farlo crescere, di base ha già un ottimo livello nei rimbalzi e soprattutto è un realizzatore straordinario. Probabilmente il talento più cristallino tra i nostri giovani con Mannion, se confermerà le attese con lui e Moretti avremo solo l’imbarazzo della scelta per i prossimi 15 anni. Nato nella stessa regione e nello stesso mese di Basile, tra l’altro anche lui protagonista in Spagna, anche se con i rivali del Barcellona, non possiamo che augurarci che faccia quanto se non più del suo conterraneo.

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