Nella sesta puntata della rubrica #Dunkinthefuture ci occupiamo di colui che è stato la vera rivelazione dell’ultimo anno e mezzo. Non più giovanissimo, Marco Spissu dopo aver fatto la gavetta è esploso e può insidiare nelle gerarchie chi come Della Valle o Tonut ha avuto più occasioni negli ultimi anni.

Dalla Sardegna con furore

Marco Spissu nasce il 5 febbraio 1995 a Sassari, dove cresce con la pallacanestro come chiodo fisso. D’altronde crescendo con un padre allenatore e una madre ex giocatrice a cento metri dal PalaSerradimigni probabilmente non poteva essere altrimenti.  Come tutti i talenti nostrani passa anche per il trofeo delle Regioni, di cui è miglior marcatore nel 2010. Sempre con la sua Sardegna vince oro e titolo di MVP ai Juex des Iles, giochi giovanili di rappresentative di varie isole, dalla Sicilia fino alla lontana Martinica. A 17 anni corona il sogno dell’esordio con la sua Dinamo, ma dovrà passare qualche anno prima di diventare protagonista. Anche a causa di un fisico ordinario dovrà abbandonare l’isola per andare a “farsi le ossa” sul continente. Prima, però, arriva la prima esperienza azzurra, all’Europeo U18 in Lettonia, chiuso al decimo posto.

Marco Spissu

La lunga scalata dalla terza divisione alla Virtus

La prima tappa del viaggio di Marco Spissu è Bari, la cui squadra milita nel campionato di Seconda Divisione Silver (la terza divisione nazionale). Nel capoluogo pugliese deve subito affrontare le prime difficoltà. La società è in gravi crisi economica, il roster è molto giovane e i risultati non arrivano. A gennaio è già tempo di rifare la valigia, destinazione Casalpusterlengo. Con i lodigiani vince il campionato U19, ancora da MVP. Nell’estate partecipa, sotto età, all’Europeo U20 che chiude con un altro decimo posto. Né in questo né nel successivo, chiuso al nono posto, riesce a ritagliarsi un ruolo da protagonista con i più quotati Fontecchio e LaQuintana. La strada è ancora lunga, ma si sta avvicinando la prima svolta della sua carriera. Dopo le esperienze di Reggio Calabria e Tortona approda, ancora una volta in prestito, alla Virtus appena retrocessa in A2. La piazza è importante, il campionato competitivo e prevede una sola promozione, quindi le pressioni sulla squadra sono forti. Arrivano successi, campionato e Coppa Italia, e soddisfazioni personali, come il premio di MVP nel derby. Sempre titolare in una squadra farcita di grandi nomi sforna prestazioni di alto livello, dimostrando di essere pronto per il salto in Serie A.

Marco Spissu

Il ritorno a casa e il successo europeo

Nell’estate 2017 il Marco Spissu che varca i cancelli del PalaSerradimigni non è più un adolescente di belle speranze, ma un giocatore consapevole, di sé e del percorso che ha affrontato. Sa che è ad un passo dal coronare il suo sogno, dopo anni non sempre semplici, sacrifici e duro lavoro. Se questo da una parte poteva aumentare eccessivamente la pressione del vestire da protagonista la maglia della propria squadra, dall’altra gli ha dato la maturità per gestirla nel migliore dei modi e anche la giusta fame. Senza queste, lo scoglio dell’impatto con campionato e Champions poteva risultare insormontabile. Il livello tecnico e fisico delle competizioni è enormemente più alto, ma Marco con pazienza e costanza si ritaglia sempre più spazio. La prima stagione si chiude con la Dinamo fuori da playoff, ma anche con la sua conferma per l’anno successivo. Il 2018/19 inizia con risultati altalenanti e le dimissioni di coach Esposito appena prima della Coppa Italia. Al suo posto arriva Pozzecco che, dopo qualche iniziale difficoltà, riesce a far svoltare l’annata. Una serie incredibile di vittorie, tra cui il 3-0 contro Milano, la portano fino in finale scudetto, persa 4-3 contro la Reyer. Ma la storia la scrivono in Europa, con la vittoria in Europe Cup, prima vittoria europea per una squadra sarda.

Marco Spissu

La promozione a titolare e l’ultimo salto di qualità

Con la nuova stagione è arrivato anche il posto in quintetto. Un numero maggiore di minuti e quindi anche di responsabilità, ma anche il rendimento di Marco Spissu è salito. La Dinamo è seconda in campionato, vicinissima alla corazzata Virtus, e ha ipotecato il passaggio del turno in Champions League. Proprio nella competizione europea è arrivata una prestazione da record, con 22 punti, 8 assist e 7 rimbalzi in soli 28 minuti nella vittoria esterna a Torun. In campionato è già stato nominato quattro volte miglior italiano di giornata. L’ascesa non è ancora finita e con questo rendimento può legittimamente puntare alla nazionale.

Marco Spissu

Dal biancoazzurro della Dinamo all’azzurro di Italbasket

Il reparto è sicuramente il più affollato, tra chi in questi anni è rimasto dietro ad Hackett e Belinelli e i tanti giovani in rampa di lancio, ma Marco Spissu ha già dimostrato di saper scalare le gerarchie passo dopo passo. Anno dopo anno la sua crescita è costante, ha fatto la gavetta e ora è un giocatore solido e maturo. Tiratore con percentuali spaventose, 47% da tre e 96% dalla lunetta in campionato, poco meno in Europa, sa anche costruire per la squadra. Inoltre sa sopperire alla mancanza di centimetri con la sua energia su entrambi i lati del campo. Ha già dimostrato ogni anno di sapersi adattare a contesti sempre più fisici e competitivi, cancellando ogni possibile dubbio. Giocatore elettrico, capace di infiammare con poco la partita in attacco, ma anche di lottare per tutta la squadra, può essere il giocatore in grado di far saltare il banco anche in pochi minuti. Di sicuro saprebbe adattarsi anche a un ruolo di opzione dalla panchina, sia in una normale rotazione che come variabile da inserire in momenti anche difficili. Dubbi sul fatto che, comunque venga usato, saprà adattarsi e fare un ulteriore passo avanti di fronte ai migliori giocatori d’Europa e del mondo non dovrebbero nemmeno esserci. A parlare basta la sua carriera fino a qui e a ribadirlo ci ha pensato anche il Poz, che di nazionale ne sa qualcosa ed ha dato l’ultima grande spinta per la crescita del suo play. Dopo la sua Sassari, ora è pronto per prendersi anche l’azzurro. L’ascesa di Marco non è ancora finita.

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