Con il nuovo anno non si fermano le lotte delle sportive per le rivendicazioni dei propri diritti. Proprio nelle ultime ore si parla di una rivoluzione che arriva dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. Sebbene queste innovazioni riguardino solamente la massima lega femminile di basket, la WNBA, rappresentano comunque un enorme passo avanti per l’intera comunità di atlete. La speranza è quella che gli Stati Uniti facciano da apripista e che questi nuovi provvedimenti spingano tutti gli altri paesi a riflettere e a riformare le loro politiche a riguardo.

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Tutto questo però ha richiesto settimane di contrattazione tra i dirigenti della lega e il sindacato delle giocatrici (WNBPA). “Una grande scommessa sulle donne”, Cathy Engelbert, commissioner della WNBA, ha così commentato l’accordo raggiunto tra le parti per i prossimi otto anni. Ciò segna, inevitabilmente, l’inizio di una nuova era per le atlete americane e, più in generale, per la concezione dello sport professionistico al femminile. 

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Nello specifico questi alcuni dei punti cruciali definiti dagli accordi:

  • il salario: la retribuzione media sarà di 130 mila dollari e potrà raggiungere anche la cifra di 500 mila dollari a stagione;⁣
  • il marketing: 1.6 milioni di dollari verranno stanziati al fine di incrementare la visibilità delle star WNBA;⁣
  • la maternità: durante questo periodo le cestiste potranno ricevere il loro salario completo e diversi bonus. Nel primo anno di vita del bambino la giocatrice riceverà 5.000 dollari e un appartamento pagato;
  • le trasferte: ogni atleta avrà a disposizione una propria camera e viaggerà su mezzi migliori;⁣

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  • il sostegno economico: la WNBA aiuterà le atlete che vorranno creare una famiglia tramite adozione, maternità surrogata o crioconservazione di ovociti;⁣
  • il lavoro: saranno garantite opportunità di lavoro durante la off-season per coloro che non andranno a giocare all’estero, permettendo a quest’ultime di rimanere in contatto con l’ambiente della lega;⁣
  • la Commissioner’s Cup: un torneo che sarà disputato durante la stagione regolare e che darà diritto a ulteriori bonus;
  • l’assistenza medica e psicologica: le giocatrici avranno un team di supporto a cui rivolgersi in caso di violenza domestica.

Ma l’America non è l’unica ad avere effettuato qualche passo in favore dello sviluppo della condizione delle atlete. In Italia, lo scorso dicembre, la Commissione Bilancio al Senato ha approvato un emendamento storico. Le società sono agevolate nel passaggio al professionismo femminile. Come incentivo, da gennaio 2020 fino al 2022, le società che stipulano contratti di lavoro sportivo con le giocatrici saranno esonerate per il 100% dal pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali.

Gli sport interessati sono il calcio, il basket, il volley e il rugby, un universo abbastanza ampio che spera di fiorire concimato da novità e cambiamenti. Questo è solo l’inizio.

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