Il decimo appuntamento con ”Le Beatrici: storie di donne di Serie A”  non poteva che essere all’insegna dei numeri 10. 

Il pirotecnico esordio di Thorvaldsdottir che apre e chiude la rimonta del Milan sulla Roma, il gol e la sponda per Cernoia di Girelli nell’insidiosa trasferta della Juve al Castellani, la tripletta condita da due assist di Bonetti nel derby toscano, tutto è stato fatto con la più suggestiva delle maglie della storia del calcio addosso: la numero 10. 

Anche lo scontro al vertice è una questione tra numero 10. Dopo dodici giornate Cristiana Girelli e Tatiana Bonetti conducono con 12 gol la classifica marcatori; segue, a tre reti di distanza, un numero 9 di razza come Daniela Sabatino. È da qualche tempo che l’attaccante viola va ’10eggiando” – e mi perdonerà la crusca – per i campi di tutta Italia. Suo è stato infatti il premio AIC calciatrice del mese di dicembre. 

Tatiana Bonetti

Tatiana arriva a Firenze dopo l’anno zero. La Fiorentina aveva infatti acquistato il titolo del Firenze Calcio Femminile nella stagione precedente e quella viola, raccolta l’eredita di oltre trent’anni di calcio in rosa cittadino, era diventata la prima selezione femminile italiana di una storica squadra maschile. Si era già trattato di una piccola rivoluzione ma mancava l’ultimo tassello. 

Il secondo anno di vita della Fiorentina Women’s è l’anno dei record: campionato vinto con 21 vittorie su 22, prima qualificazione in Champions League e Coppa Italia strappata al Brescia. 21 i suoi gol, abbastanza per superare la compagna di squadra Mauro ferma a 16 ma non per insidiare il trono dei marcatori occupato da Lana Clelland, in forza al Tavagnacco.

Bonetti, Mauro e Clelland sono oggi tre delle pedine offensive di Cincotta ma condividono un passato nelle file del Tavagnacco. Tatiana in maglia friulana fa ciò che le riesce meglio, segna, ma non riesce a conquistare nessun trofeo. Due secondi posti in campionato, tre finali, tra supercoppa e coppa italia, tutto sfumato a vantaggio della Torres. Per una ragazza cresciuta e battezzata nella massima serie dalla Riozzese, quella gialloblù è un’ottima piazza. Esordisce infatti molto giovane in Champions durante un Tavagnacco – Rosengard terminato 2-1 ed ha modo di farsi notare.

L’attaccante ha 22 anni quando passa all’AGSM Verona. Gioca tutte le partite di campionato e con 18 reti firma il suo primo scudetto personale. La Coppa Italia resta taboo per via di una sconfitta rimediata con il Mozzanica, lo stesso avversario che nell’anno del suo scudetto gigliato le negherà la gioia dell’l’en plein di vittorie. Al secondo anno scaligero fallisce il rigore in supercoppa ma nonostante questo continua a fare il suo mestiere: il gol. Ancora miglior marcatrice della sua squadra vede lo scettro del campionato finire nelle mani di Valentina Giacinti. Incombe ancora l’ombra del Mozzanica sul suo spedito cammino.

Tatiana Bonetti

Oggi ”Veleno”, cosi soprannominata, sembra più che mai in odor di nazionale. Milena Bertolini, tra giovani promesse e solide certezze, ha quasi l’imbarazzo della scelta ma Tatiana Bonetti sembra non volersi fermare. Sarà questo l’anno in cui la classe ’91 riuscirà a salire sul gradino più alto della classifica dei marcatori e a vestirsi d’azzurro? Non ci resta che goderci il resto della stagione.

 

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