In voluto ritardo di un giorno ritorna la rubrica #icone oggi, 21 gennaio, per celebrare il compleanno di uno dei più grandi cestisti della storia. Pochissimi altri giocatori sono riusciti a dominare così la lega più famosa del mondo, Hakeem Olajuwon è uno di questi. Tanti auguri a The Dream che oggi compie 57 anni!

Nato per essere unico

Che fosse destinato a fare la differenza in ambito sportivo i familiari se l’aspettavano sin dalla pre-adolescenza. Hakeem nasce a Lagos in Nigeria, la quarta città al mondo per popolazione e già da ragazzo mette in mostra un fisico sensazionale. Rappresenta l’eleganza allo stato puro: longilineo (per usare un eufemismo) con una struttura muscolare in grado di primeggiare in una decina di discipline. Il basket però diventa il suo pane e dimostra di essere unico già dal college, quando a Houston domina assieme a Clyde Drexler senza mai riuscire a portare a casa il titolo NCAA. Hakeem Olajuwon è letteralmente una forza della natura, ma capiamoci: non rappresenta ciò che ci si immagina per giocatore potente e con un fisico dirompente, anzi porta con sé una mixité di skills che lo rendono allo stesso tempo uno dei migliori attaccanti e uno dei migliori difensori.

Hakeem Olajuwon

Prima del primo

Il 19 giugno 1984 è il giorno del Draft NBA. La lottery ’84 è passata alla storia per due motivi in particolare, oltre al fatto di essere una delle più “ricche” di sempre. Lo steal del Draft più clamoroso del Draft lo mettono a segno i Jazz portandosi a Salt Lake City con la 16esima scelta quello che sarebbe diventato il miglior assistman della storia del basket: John Stockton. La prima scelta assoluta è proprio Hakeem Olajuwon che viene selezionato dagli Houston Rockets dove resta per 17 anni. Fino a qui non c’è niente di strano, Olajuwon n.1 più che razionale e Stockton steal. Alla numero 2 viene scelto Sam Bowie, buon giocatore al college e appena discreto in NBA che in carriera non ottiene altro che una selezione al Rookie first team. Con la terza chiamata i Chicago Bulls chiamano da North Carolina un certo Michael Jeffrey Jordan, sì The Air, il più grande giocatore di basket di sempre. Quindi: Olawujon ok, Bowie magari no.

Hakeem Olajuwon

In post basso, come lui nessuno mai

Passare alla storia in NBA è già di per sé una cosa ai limiti del sovrumano. Diventare un’icona per aver creato “qualcosa” o per averlo portato alla sua massima espressione è per pochissimi eletti. Tutti si ricordano il gancio di Abdul-Jabbar, il tiro da tre in elevazione di Curry, lo eurostep di Ginobili e pochissimo altro. Tuttavia, Olajuwon, oltre ad inventare un movimento è diventato anche l’unico (o comunque uno dei pochi a realizzarlo): il The Dream Shake. Il sogno di tutti i giocatori di post basso, l’incubo di tutti i difensori. Un gioco di perni degno del migliore manuale cestistico, finta e rotazione dal versante opposto: una poesia. NON PROVATECI A CASA.

Qualche statistica sparsa

Vivere contemporaneamente a sua santità Michael Jordan non è stato facile per nessuno, neanche per Hakeem Olajuwon. In molti affermano che il suo palmarès, senza il ritiro temporaneo di The Air per approcciare il baseball, non sarebbe così mostruoso. Tralasciando i “se” e i “ma”, The Dream ha concluso la carriera con 2 titoli NBA, 2 MVP della regular season, 2 MVP delle Finals e 2 DPOY, tutto tra il 1993 ed il 1995. Un dominio che in pochissimi possono vantare! Oltre a questi numeri Olajuwon ha collezionato 12 convocazioni all’All Star Game, 12 All-NBA e 9 All-Defensive.

Hakeem Olajuwon

L’icona di oggi è un simbolo della storia NBA, un simbolo dell’islam e uno sportivo d’altri tempi in grado di essere maestro ed esempio per tantissimi giocatori contemporanei. Buon compleanno ad Hakeem Olajuwon, The Dream, che oggi spegne 57 candeline e non poteva mancare nella nostra rubrica #icone.

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