Ai nastri di partenza, nessuno avrebbe immaginato il Napoli undicesimo in classifica. Eppure, dopo venti giornate di campionato, la squadra partenopea è lontana addirittura quattordici punti dalla zona Champions League (quarto posto occupato momentaneamente dalla Roma). I punti conquistati sono appena 24, le vittorie solo 6. Neanche il cambio d’allenatore, che ha visto Gennaro Gattuso succedere a Carlo Ancelotti, ha scosso l’ambiente e i calciatori nelle prime uscite: un solo successo contro il Sassuolo nelle ultime cinque partite di Serie A. “Ritrovare il veleno” – questo l’invito del tecnico azzurro ai suoi giocatori per uscire fuori da una situazione complessa. Segnali positivi si sono avvertiti nell’ultima sfida contro la Lazio, che ha permesso alla squadra di strappare il pass per le semifinali di Coppa Italia.

Una gara non semplice, che rischiava di diventare estremamente difficile dopo l’espulsione di Hysaj. Tra le note liete della serata, c’è stata la prestazione convincente di Diego Demme. Il neo-acquisto del Napoli si è disimpegnato egregiamente a centrocampo, dando la dimostrazione di quanto sia stato mirato il suo innesto. Le caratteristiche del centrocampista tedesco sembrano perfette per colmare le lacune tattiche di questo Napoli.

Da schermo davanti alla difesa, Demme contro la Lazio ha garantito quella giusta dose di equilibrio che è mancata finora alla squadra di Gattuso, intenzionato ad accantonare definitivamente il 4-4-2 per ridare spazio ad un 4-3-3 di “sarriana” memoria. A dir la verità, il calciatore prelevato dal Lipsia, per una cifra pari a 12 milioni di euro, presenta un bagaglio tecnico differente rispetto al classico regista. Per tempismo nell’intercetto e nel contrasto, Demme si avvicina molto di più a quella categoria di “mediano” che, per muovere velocemente il pallone, avrà bisogno di due mezzali dinamiche e brave muoversi con i tempi giusti. Se Fabian Ruiz si riuscisse a ritrovare, e con lui Allan, la squadra ne gioverebbe in fase di interdizione. Componente, questa, quasi nulla fino a questo momento.

Demme nella partita contro la Lazio

Contro la Lazio, Demme è stato fondamentale in mezzo al campo. Gli intercetti, a dimostrazione di quanto detto, sono stati quattro; nove i contrasti effettuati, di cui due vinti. Non solo: il classe 1991 è stato costantemente al centro della manovra, toccando 95 palloni. Una capacità di palleggio discreta, ma anche tanta solidità ed efficacia nel recupero palla. Sarà interessante, ora, vederlo all’opera contro la Juventus, che sta migliorando nel pressing offensivo. Se il piano tattico di Gattuso dovesse prevedere la marcatura a uomo su Miralem Pjanic, il “ragionatore” delle linee di passaggio bianconere, sarebbe, probabilmente, lo stesso Demme a stare lì, fisso sul bosniaco. 

La simpatia di Demme verso Napoli (come città, ma anche come squadra di calcio) gli è stata trasmessa dalla famiglia. Il suo nome, infatti, lo deve al padre (calabrese), grande ammiratore di Diego Armando Maradona. La storia, in realtà, si arricchisce di intrecci del destino assai curiosi. L’idolo del giovane calciatore è stato da sempre Gennaro Gattuso. Già, proprio l’allenatore che ora ha trovato sulla panchina della sua attuale squadra.

Demma con la maglia del Napoli

La piazza calcistica di Napoli, come ben sappiamo, ha sempre sentito l’esigenza di riconoscersi in una figura che in campo riesca a scaldare i cuori dei tifosi. Può essere Demme, che con sé porta un passato tinto di azzurro e un temperamento combattivo, il nuovo beniamino del San Paolo?

 

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