A volte intervistare gli atleti può rivelarsi molto divertente: stavolta è stato proprio così nella chiacchierata fatta con Costanza Verona. Palermitana di nascita, milanese di adozione, Costanza ha appena vent’anni, eppure fa parlare tanto di sé perché un talento, come il suo, non può passare inosservato. Tra una giornata e l’altra di Serie A1 ci delizia con le sue prodezze di playmaker del Geas Sesto San Giovanni che le consentono di allungare sempre più il già importante minutaggio concessole da Coach Cinzia Zanotti.

costanza verona

Senza dimenticare l’incredibile successo ottenuto agli Europei 2019 con la nazionale U20 e la conquista della massima serie con il Palermo. Ma mettiamo da parte per un attimo i convenevoli e lasciamo che sia lei, com’è giusto che sia, a raccontarsi.

Ringraziamo Costanza per il tempo che ci ha dedicato e le auguriamo un grande in bocca al lupo, nella speranza che possa realizzare tutti i suoi sogni!     

costanza verona

Costanza, sei fra le giovani ragazze più promettenti della pallacanestro femminile italiana: cosa si prova ad avere gli occhi sempre puntati addosso e l’incombenza di non dover deludere le aspettative di nessuno?

“Innanzitutto ti ringrazio per questa considerazione. Diciamo che dietro a tutto ciò che ho ottenuto c’è stato tanto lavoro. Non ho mai avuto niente regalato e ho sempre lottato. Amo questo sport e amo come mi fa sentire. In questi anni alcune persone mi hanno detto che quando gioco trasmetto energia, penso che questa sia una delle cose più importanti. In tutto ciò che faccio ci metto energia e determinazione e spero di continuare a far divertire tutti quelli che mi vedono giocare.”

costanza verona

Com’è avvenuto il tuo primo approccio con la pallacanestro?

“Posso dire quasi di essere nata con la palla da basket in mano! Mia mamma (Simona Chines n.d.r.) è un ex giocatrice di Serie A e quando sono nata aveva iniziato ad allenare, quindi fin da piccola frequentavo palestre e palazzetti. A casa avevo un’ossessione: stavo sempre a giocare con qualsiasi tipo di palla o pallina cercando di imitare i movimenti dei grandi giocatori.“

Sebbene tu sia ancora abbastanza giovane, cosa ti sentiresti di dire alla Costanza bambina e adolescente?

“Sinceramente non ci ho mai pensato… le direi di non smettere mai di inseguire i propri sogni.”

costanza verona

L’ultimo ballo a Klatovy. Cosa si prova a salire sul tetto d’Europa a nemmeno 20 anni dopo tanti sacrifici? E, soprattutto, a tagliare da capitano la retina del canestro?

“È stata un’emozione davvero incredibile. Alzare quella coppa davanti a tutti, davanti alla propria squadra, alla propria famiglia, a tutti i tifosi che erano venuti per seguirci… in quel momento ho pensato: ‘Finalmente ce l’abbiamo fatta anche noi’. Ci abbiamo creduto talmente tanto che abbiamo compiuto un’impresa, battendo le squadre più forti e dimostrando al mondo che ci meritavamo quella medaglia. Per quanto riguarda il taglio della retina, non l’avevo mai fatto, ero talmente emozionata e stanca che ho fatto fatica a tagliarla, distruggendo le spalle della mia compagna che a metà retina ha dovuto chiedere il cambio! A parte gli scherzi, mi sentivo al settimo cielo, è stata una figata!”

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Qualche giorno fa sei tornata sul parquet di Palermo, però da avversaria. Hai dovuto anche affrontare tua sorella Marta nel tanto discusso e atteso #ChinesVeronaday e poi la premiazione a vostra madre. A detta dei media una domenica ad alto tasso emotivo, come hai vissuto la situazione? 

“La partita giocata a Palermo è stata molto impegnativa dal punto di vista emotivo. Diciamo che mi considero una persona abbastanza forte in queste cose e, infatti, non mi aspettavo di emozionarmi. Invece, rientrare in quel campo, con quel tifo davanti, con parenti e amici lì a sostenerti, beh è stata dura! Partita per di più molto intensa chiusa nel finale dopo un supplementare. Mia mamma e mio papà a fine partita erano distrutti, non vedevano l’ora che finisse.”

Quali sono i tuoi obiettivi futuri e i buoni propositi per quest’anno da poco iniziato?

“Il mio sogno è quello di arrivare a giocare ad alti livelli in Europa. C’è ancora tanto da fare e su cui lavorare. Per quanto riguarda quest’anno, l’obiettivo è quello di lottare per arrivare tra le prime 4 squadre.”

Che cosa ne pensi dei nuovi provvedimenti in WNBA? È auspicabile che anche il nostro paese adotti la stessa politica?

“Sono stata felice di aver letto che finalmente ci considereranno di più dal punto di vista del salario (ovviamente non come le cifre nella maschile). In Italia stiamo lavorando per riuscirci, ma sono sicura che, prima o poi, le cose cambieranno perché, al pari degli uomini, noi lavoriamo e impegniamo tempo e sudore per questo magnifico sport.”

Un ringraziamento speciale a Costanza Verona

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Intervista di Ilaria Petruzzi

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