Nella settima puntata della rubrica #Dunkinthefuture parliamo di un altro ragazzo che viene dalla Sardegna. Ala piccola classe 2002, Sasha Grant può legittimamente sognare di ripercorrere le orme di Gigi Datome.

Gli inizi

Sasha Grant nasce il 15 febbraio 2002 a Cagliari. Cresce a Dolianova, nel sud dell’isola, paese nel quale inizia a giocare a basket. Il fisico è notevole e infatti inizia a giocare come centro, per poi scalare gradualmente fino allo spot di ala piccola. Sasha ha talento per palcoscenici ben più importanti e infatti passa prima all’Esperia Cagliari e poi va in prestito a Reggio Emilia. Proprio nell’anno alla Grissinbon, a 15 anni partecipa alla prima manifestazione internazionale con la nazionale U16. In quello che per i nostri colori possiamo identificare come l’europeo di Mannion, anche Grant fa vedere ottime cose. In 25 minuti di media mette a referto 9 punti e quasi 6 rimbalzi, risultando il secondo miglior marcatore italiano. A notarlo, tra tutti, il Bayern Monaco, che lo porta in Germania.

Sasha Grant

I primi anni in Baviera, le nazionali giovanili e il Top 100 camp

Nell’estate 2017 Sasha Grant si trasferisce in Baviera, dove trova da subito grande spazio nella formazione giovanile. Partecipa all’Adidas Next Generation Tournament, dove viene eliminata al torneo finale di Belgrado. L’estate successiva è ricca di impegni, con la doppia convocazione per gli europei U16 e U18. Entrambe le manifestazioni si chiudono con risultati scarsi di squadra. Da notare sono i 17 minuti di media con l’U18, ma soprattutto il titolo di capocannoniere con l’U16 e le ottime percentuali al tiro. Nella seconda stagione a Monaco raggiunge di nuovo la fase finale (a Vitoria) dove viene eliminato dai serbi del Mega Bemax. Nel mentre arrivano anche le prime presenze con la seconda squadra bavarese. In estate è ovviamente tra i per gli europei U18, ma soprattutto è uno dei 4 giocatori europei invitati al Top 100 Camp. Manifestazione importantissima a livello di high school, con tecnici e giocatori NBA a seguire e dare consigli ai ragazzi. Per dare un’idea, dal 1994 sono transitati da questo evento più di 300 ragazzi approdati in NBA, tra cui Curry, Davis e Durant.

Sasha Grant

La stagione attuale e gli esordi in prima squadra

Sasha Grant durante la stagione in corso gioca con più regolarità nella squadra B, oltre che nella U18. Con la squadra giovanile viene eliminato alla fase di qualificazione dell’Adidas NGT, giocata in casa all’Audi Dome, dalla Stella Azzurra. Nonostante ciò è inserito nel miglior quintetto della competizione. La sua continua crescita lo porta ad esordire sia in Bundesliga che in Eurolega, dopo l’esperienza all’NBA G-League Challenge in preseason. Nonostante siano solo spezzoni, riesce comunque a farsi notare, soprattutto in Eurolega dove all’esordio stoppa Desyatnikov, centro di 2,20 metri del Khimki. La possibilità di essere spesso aggregato alla prima squadra gli darà modo di crescere imparando da giocatori di livello come Monroe, Lucic e Lo. A prescindere da cosa riserverà il futuro per lui, che sia in Europa o negli USA, questa sarà sicuramente una stagione molto importante.

Sasha Grant

Il sogno NBA e un futuro sulle orme di Datome

Il sogno di Sasha Grant è la NBA e l’invito al Top 100 Camp dimostra la considerazione che gode negli USA. Molto dipenderà da che sviluppo avrà nei prossimi anni, a partire dal trovare un ruolo più definito. I due metri di altezza uniti al buon ball-handling e all’atletismo sopra la media gli consentono di giocare sia da guardia che da ala piccola. Sono molto importanti anche i minuti che sta giocando da play che aumenteranno la visione di gioco e la capacità di fare le giuste scelte. Rimanendo con lo sguardo rivolto agli States, potrebbe diventare un giocatore 3&D. Di sicuro dalla sua ha l’atletismo e la rapidità per difendere sia su giocatori più piccoli che su quelli più alti. Al momento resta da consolidare la difesa lontano dalla palla, ma tempo ne ha. Nell’altra fase ha sicuramente ottime doti realizzative ed è molto bravo ad attaccare il ferro. Il miglioramento ai liberi nell’ultima stagione è importantissimo perché con le sue caratteristiche è soggetto a subire molti falli. Da alzare sicuramente le percentuali dall’arco, che lo renderebbero a tutti gli effetti il prototipo del giocatore moderno bidimensionale. Altra zona in cui può migliorare è il trattamento del pallone, limitando le palle perse, anche se probabilmente non sarà lui a condurla nella metà campo avversaria.

Sasha Grant

Il modello da seguire è a lui molto vicino ed è il capitano azzurro Gigi Datome. Il rapporto tra i due esiste già, per la provenienza, perché il cugino di Gigi è il procuratore di Sasha e perché Gigi stesso già gli fa da mentore, cercando di elargire consigli e guidarlo nella crescita. Il fatto di parlare fluentemente tre lingue, soprattutto l’inglese da madrelingua (il padre è giamaicano), l’umiltà e l’etica del lavoro potranno aprirgli le porte delle migliori squadre (leggi NBA o Eurolega).

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