Nella settimana del festival di Sanremo l’attesa del mondo del calcio è tutta per il derby di Milano. Inter e Milan arrivano alla stracittadina distanziate da ben 20 punti e con obiettivi decisamente diversi. Una situazione incredibile se si pensa che l’anno scorso le milanesi si erano contese l’accesso in Champions fino all’ultimo secondo.

Come ogni anno, il Derby potrebbe annullare la differenza di valori e regalare una partita equilibrata. Gli ultimi precedenti però, non sembrano dare molte possibilità ai Rossoneri che in campionato non vincono un Derby dal Gennaio 2015; l’ultima vittoria risale addirittura all’anno dello scudetto di Allegri, quando fu decisivo Ibrahimovic su rigore. A distanza di quasi dieci anni Ibra rappresenta ancora la principale speranza dalle parti di Milanello mentre Conte si affida al  bomber Romelu Lukaku.

 

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Ma come spesso accade, in partite del genere, i protagonisti posso essere davvero iaspettaiti. Che sia la serata delle “spalle di Lukaku e Zlatan”?

Sanchez e Rebic erano arrivati a Milano negli ultimi giorni di mercato come “seconde scelte”, alternative a nomi quali Edin Dzeko e Angel Correa. Nonostante le condizioni precarie ci si aspettava da entrambi un girone di andata diverso. El Niño Maravilla poteva rappresentare una valida alternativa alla coppia Lukaku-Lautaro, ma quando sembrava pronto per entrare in gioco sono arrivate l’espulsione in casa della Samp e l’infortunio alla caviglia. 

Con il nuovo anno Sànchez è tornato a disposizione di Conte ma le prestazioni tutt’altro che esaltanti, unite all’addio di Politano, avevano spinto Marotta a cercare una punta nelle ultimissime ore di mercato. Il tempo però ha chiuso le porte ad un nuovo arrivo e i nerazzurri hanno deciso di aspettare il cileno e dar fiducia al giovane Esposito. Anche se sembra destinato a tornare al Manchester United, il numero 7 vuole ripagare la fiducia. L’obiettivo è quello di aiutare l’Inter a coltivare il sogno scudetto e Europa League. Ironia del destino, proprio a Udine, dove Alexis si era fatto conoscere al mondo, potrebbe essere iniziata una pagina nuova della sua carriera italiana.

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Anche Rebic dal canto suo, è passato attraverso mesi da incubo a Milanello, con Giampaolo prima e con Pioli poi. Ora il croato sembra essere tornato quello di prima, la spina nel fianco degli avversari. D’altronde c’era del suo nella finale del mondiale raggiunta in Russia e nel cammino dell’ Eintracht Francoforte in Europa League, in cui figura l’eliminazione proprio l’Inter.

Per questa sfida Milan potrebbe decidere di abbandonare per una sera il 4-4-2, passando a un 4-2-3-1. Modulo più ordinato e difensivo, che in fase di non possesso si trasformerebbe in un 4-4-1-1, con Bonaventura al posto di Léao sulla fascia sinistra e Calhanoglu in appoggio a Ibrahimovic. In ogni caso quasi certamente Rebic partirà dalla panchina, pronto a subentrare per provare regalare altri punti al Milan. 

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Non c’è certezza in un derby, è la serata dei desaparecidos.

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