Dopo le prime due settimane del Sei Nazioni il torneo come da tradizione si prende una pausa per ritornare il 22 febbraio con l’Italia che affronterà la Scozia allo Stadio Olimpico di Roma. Per non farvi sentire la mancanza della palla ovale proponiamo due articoli di fantarugby che faranno brillare gli occhi a tanti appassionati e susciteranno delle perplessità a tanti altri. Abbiamo provato ad immaginarci il XV ideale del Sei Nazioni 2020, con i migliori giocatori ruolo per ruolo. Oggi parliamo degli “avanti”, gli otto guerrieri che compongono la mischia chiusa.

1 – Pilone sx – Mako Vunipola (ING)

Il maggiore dei fratelli Vunipola è da anni un punto fermo del pack degli avanti della nazionale inglese. A livello mondiale è senza dubbio uno dei massimi esponenti del ruolo, con il suo caratteristico busto corto e una qualità innata da ball carrier non diffusa tra i piloni. In carriera ha già vinto quattro campionati inglesi e tre Champions Cup, oltre ad essere uno degli uomini di punta dei Lions britannici.

2 – Tallonatore – Jamie George (ING)

Altro inglese nella nostra speciale top 15! Per qualche anno è stato inspiegabilmente la riserva di Dylan Hartley, ma con l’arrivo di Eddie Jones il n.2 dei Saracens si è guadagnato il posto senza più perderlo. Essendo compagno di club di Mako Vunipola il suo palmarès è pressoché identico.

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3 – Pilone dx – Tadhg Furlong (IRL)

Qui la scelta è stata un po’ più ardua, viste le ottime prestazioni di Zander Fagerson. Tuttavia, il pilone di Leinster negli ultimi anni si sta dimostrando un avanti capace di unire l’abilità in mischia chiusa e nel gioco alla mano. Eletto giocatore europeo dell’anno nel 2017, Furlong è noto per essere completo sul piano sia offensivo che difensivo.

4 – Seconda linea – Maro Itoje (ING)

195 centimetri di altezza per quasi 120 kg di peso hanno reso Maro Itoje uno dei colossi della seconda linea a livello mondiale. Secondo per talento solo ai fenomeni All Blacks e Springboks, il 25enne è uno dei leader indiscussi della touche inglese assieme a Kruis ed è molto abile anche nel gioco al largo. Se migliorerà le sue skills da fetcher potrà diventare anche uno dei giocatori più forti al mondo e ambire al titolo di miglior giocatore dell’anno.

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5 – Seconda linea – Alun Wyn Jones (GAL)

Il capitano del Galles rappresenta alla perfezione la leadership nell’emisfero nord. Giocatore non particolarmente appariscente, se non in touche, ha un carisma in grado di far cambiare direzione alle partite. Dopo il ritiro prematuro di Warburton ha preso lui in mano le redini dei dragoni ma viste le tante battaglie e la carta d’identità che segna 35 anni il XV di Pivac dovrà presto fare i conti con il vuoto che lascerà. Intanto ce lo godiamo!

6 – Blindside flanker – Peter O’Mahony (IRL)

Icona di Munster dal 2010, il flanker irlandese rappresenta il sacrificio e la fatica. O’Mahony in carriera ha capitanato tutte le squadre con cui ha giocato, da Munster all’Irlanda, passando per i British & Irish Lions. La sua superba dote di fetcher l’hanno reso uno dei migliori interpreti di quello che volgarmente viene definito “grillo-talpa” assieme al suo compagno di reparto CJ Stander.

7 – Openside flanker – Sam Underhill (ING)

Il ragazzo nato negli Stati Uniti è uno degli uomini nuovi della nazionale inglese, nonché uno dei simboli dell’impresa sfiorata nella Coppa del Mondo 2019. Underhill è noto per essere un placcatore con pochi eguali al mondo, da un paio d’anni è titolare inamovibile e assieme a Tom Curry è diventato un vero e proprio incubo per gli attacchi avversari. Nel ruolo di openside flanker stanno facendo grandi cose nel Sei Nazioni anche il francese Ollivon e lo scozzese Watson.

8 – Numero 8 – Grégory Alldritt (FRA)

Non inserire CJ Stander ci è costato un pezzo di cuore, ma le recenti prestazioni del “terza centro” francese non potevano non essere premiate. Spiegare Alldritt è molto difficile perché è un giocatore di una bellezza entusiasmante. Prendete l’eleganza di Kieran Read, l’abilità da fetcher di Stander e i placcaggi di Faletau, il risultato è proprio Alldritt. 23 anni tra poco più di un mese, dopo aver ereditato lo scettro di un mostro come Picamoles, il fuoriclasse francese ha tutte le carte in regola per diventare il n.8 più forte al mondo.

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Nei prossimi giorni torneremo con i “trequarti” per poi andare a comporre il XV ideale del Sei Nazioni 2020. Stay tuned!

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