In casa bianconera, non è stata una settimana semplice. Dopo la sconfitta contro l’Hellas Verona, che ha consentito all’Inter di raggiungere la vetta e alla Lazio di avvicinarsi sensibilmente al primato, la Vecchia Signora, giovedì, ha pareggiato contro il Milan nella semifinale d’andata di Coppa Italia. Insomma, la squadra di Maurizio Sarri, oggi, era chiamata a vincere. Anche perché, entrando nel momento cruciale della stagione, ora, la Juventus non può più permettersi di commettere ulteriori passi falsi. Ragionamento valido anche per le altre compagini, ovviamente.

Contro un Brescia decimato dalle tante assenze (Tonali su tutti), ai piemontesi era richiesta una prova convincente. Prova positiva che, complice la superiorità numerica avuta per più di una frazione di gioco, in parte c’è stata. Nell’ultimo terzo di campo, i bianconeri hanno creato 22 occasioni, tirando nello specchio della porta 9 volte (22 sono stati i tiri totali). Finora, le problematiche maggiori, tuttavia, la Juventus le ha riscontrate non solo negli ultimi metri, peccando in rifinitura e vanificando diverse potenziali palle-gol. Ma anche nella fase difensiva. Le reti subite sono 23 soltanto in campionato. Troppe, se si considera la solidità che ha contraddistinto Madama negli anni precedenti.

Ed è per questo motivo che il rientro di Giorgio Chiellini (avvenuto proprio nella gara odierna) è fondamentale per l’intera retroguardia. Non tanto per lo spessore indiscusso del calciatore. Quanto per l’atteggiamento che Sarri avrebbe voluto vedere costantemente nei suoi uomini. Una squadra capace di aggredire e fare male, partendo già dal pressing, che non è mai stato veramente “sarriano”.

L’investimento per De Ligt, in tal senso, si è rivelato essenziale. La rottura del crociato di Chiellini (disputata solamente la prima giornata di campionato contro il Parma) ha spianato la strada al giovane olandese, che si è dovuto adattare in fretta ai ritmi della Serie A. Nonostante un inizio complesso, l’ex Ajax è cresciuto notevolmente nell’ultimo periodo, fino a risultare decisivo in alcuni interventi difensivi. Altro prospetto che stava facendo benissimo era Merih Demiral. Anche per lui, però, un infortunio pesantissimo lo ha tagliato fuori. L’alternativa alla coppia Bonucci – De Ligt, dunque, era ed è tuttora rappresentata da Daniele Rugani.

De Ligt ha sostituito Chiellini accanto a Bonucci

Può aver influenzato l’assenza di Chiellini nel rendimento negativo della difesa juventina? La risposta, logicamente, è affermativa. Sarri, come ha ammesso nelle ultime conferenze stampa, si è adeguato alle caratteristiche offensive dei calciatori, liberi di esplodere il proprio estro creativo, come meglio credono. L’impronta che l’ex allenatore del Napoli ha cercato di dare, seppur con risultati modesti fino a questo momento, riguarda la prima porzione di campo. Uscita da dietro pulita e fraseggio veloce per saltare la prima linea di pressione avversaria.

Chiellini oggi contro il Brescia

Non solo. Anche, come già detto, un recupero immediato del pallone, per sfruttare eventuali errori dell’avversario. Senza dimenticare comunque, i rischi e gli aspetti sfavorevoli. Una difesa alta, che cerca di soffocare l’avversario, deve accettare gli uno contro uno e la velocità delle possibili ripartenze. Demiral, per caratteristiche, aveva svolto questo compito egregiamente. Non era un caso, evidentemente, che Sarri lo avesse preferito a De Ligt per un mese (dicembre-gennaio).

Adesso, con il rientro di Chiellini, una risorsa per lo spogliatoio e per l’ambiente bianconero, si potrà quantomeno rivedere quella “ferocia”, della quale ha tanto parlato l’allenatore della Juventus, e quell’intensità tanto reclamate dal nuovo progetto tecnico. I problemi di questa squadra non li può risolvere tutti e solo Chiellini. Può, tuttavia, metterci una grande toppa. E in questo momento, non è poca roba.

 

 

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