Nell’ottavo d’andata di Champions League di una settimana fa, il Borussia Dortmund ha piegato il PSG per due reti a uno. Una vittoria di misura che, per quello che conta, sposta di poco gli equilibri della sfida. Dalla loro, i tedeschi avranno a disposizione sicuramente due risultati su tre. È anche vero, però, che il PSG avrà il vantaggio di giocare il ritorno in casa e di poter ribaltare “tranquillamente” la situazione.

Trascinata dal bomber Erling Haaland, non più una semplice rivelazione, ma una conferma importante del panorama internazionale, la squadra di Favre ha sorpreso. Dinamismo, leggerezza, freschezza e tanti giovani calciatori. È passato in secondo piano, ad esempio, l’esordio di Giovanni Reyna nella massima competizione europea, proprio durante la partita contro i francesi. Il talento statunitense (classe 2002), subentrato ad Hazard, nel corso del secondo tempo, ha letteralmente spaccato la partita. A soli 17 anni. Un predestinato? Il contesto nel quale si è trovato Reyna può aiutarlo e non poco. In una rosa così ricca di qualità, ma soprattutto di promesse (il già citato Haaland, ma anche lo stesso Sancho), il figlio del più noto Claudio Reyna (ex-capitano della Nazionale USA) può fare benissimo, supportato dai suoi “quasi” coetanei di reparto.

Ma che giocatore è Giovanni Reyna? Per quale motivo, Favre ha scelto di affidarsi a lui in un momento così delicato della partita? Quando l’esterno offensivo del Borussia Dortmund è entrato, infatti, la gara era ancora inchiodata sullo 0-0. Per più di 20’, la scelta dell’allenatore tedesco è stata audace, ma decisiva: affidarsi ad un tridente estremamente creativo e rapido per provare a segnare almeno un gol. Scelta, tra l’altro, azzeccata. L’impatto che ha avuto Reyna è stato determinante, per il contributo offerto negli ultimi metri, ma non solo. Il secondo gol di Haaland è confezionato da un suo passaggio smarcante. Poi, ovviamente, il merito va dato anche al bomber norvegese, capace di finalizzare, siglando una rete capolavoro.

Giovanni Reyna contro il PSG

Prima dell’esordio in Champions, Reyna aveva collezionato solo 104’ in Bundesliga. Nella prima parte di stagione, tuttavia, aveva impressionato nella UEFA Youth League. Il suo score personale recita: 4 gol e 1 assist in quattro gare disputate. Nei suoi confronti, da parte dei componenti della prima squadra, solo commenti positivi, a sottolineare il futuro roseo di questo portento. Burki su tutti, portiere del Borussia Dortmund, aveva dichiarato già a settembre: “Non ti rendi conto che Giovanni abbia solo 16 anni: è molto strutturato fisicamente e anche molto maturo, gioca davvero benissimo.”

Le abilità tecniche e fisiche che lo rendono già ora un atleta completo, come dichiarato dal padre, sono notevoli. Ala sinistra, bravo a disimpegnarsi in spazi stretti e nel creare superiorità numerica, Reyna, per la sua età, è veramente impressionante. Protagonista negli U15 statunitensi e capitano nella Nazionale U17, nell’estate 2019, le Vespe decidono di prelevarlo dal New York City e lanciarlo definitivamente. 

La forza trovata nel superare un momento particolarmente difficile della sua infanzia (la morte del fratello maggiore Jack) deve aver rappresentato un punto di partenza, psicologicamente importante, per (ri)partire dal e nel calcio. Non possiamo sapere cosa abbia fatto la differenza nella vita calcistica di Reyna. Se il superamento di questo momento complicato o il suo talento innato. Quel che è certo è che, da una settimana, accanto a Sancho, Haaland ed Hakimi, a Dortmund brilla una stella nuova. È quella di Giovanni Reyna

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