Potrebbe essere questa la sintesi descrittiva del progetto WITNESS 1:1 di Marco Craig che, con un work in progress (il lavoro non è ancora compiuto), va costruendo la storia dello sport attraverso una raccolta dei cimeli dei campioni. Oggetti inseriti in una busta sottovuoto e accompagnati da una targhetta identificativa che funge da didascalia. 

Ogni foto (a grandezza naturale) rappresenta non solo un’icona, ma una vera e propria storia. Un simulacro, una reliquia che innalza l’atleta a uno status semidivino. 

 

Marco Craig (Milano 1970) è fotografo professionista dal 1990 e giornalista pubblicista. Ha realizzato servizi e copertine per Wallpaper, Vogue, Elle, Vanity Fair, Brutus Japan e molte altre riviste di moda e design, firmando anche lavori per grossi brand come Audi, Lavazza, S. Pellegrino, Trussardi, Vodafone, Montblanc. Nel 2015-2016, assieme a Almostthere e Leica, realizza il progetto Do Not Cross, in cui racconta dall’interno la maratona di New York, correndola con la macchina fotografica in mano per ritrarre il vero motore della gara: il pubblico. Nel 2016 il progetto diventa un libro edito da Damiani Editore, distribuito in Italia e Stati Uniti; sempre nel 2016, con il gruppo Leica, Marco inaugura due mostre personali a Milano e Roma. Nel 2017 prende vita il nuovo progetto WITNESS, in mostra al SI FEST.

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