I riflettori del tennis mondiale e nazionale oggi sono forse più rivolti altrove. Dove ci sono campioni senza età, Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic che continuano a scrivere pagine importanti di storia. Dove due azzurri, Matteo Berrettini e Fabio Fognini, si rendono di esaltati risultati con la ritrovata top-10. C’è poi Jannik Sinner, il “pel di carota” che già flirta con i grandi, un anno più “vecchio” dell’oggetto in questione, ma sul quale i tanti tifosi hanno addossato tutte le speranze per vincere uno slam nei prossimi anni. Poi, dopo tutto questo arriva Lorenzo Musetti, classe 2002, proprio oggi diciottenne e nativo di Carrara. Uno che se avesse mosso i primi passi qualche anno fa, forse sarebbe stato massacrato ad ogni sconfitta e che invece oggi può proseguire il suo percorso di crescita senza tutte le pressioni.

Un grande punto di partenza per uno che ha comunque tutto per essere definito un predestinato. Musetti, infatti, nel 2018 agli US Open Junior, contro avversari due anni più grandi di lui si spinse fino alla finale, mentre ad inizio 2019 colse il successo sempre tra gli Junior nel primo slam dell’anno in Australia. Poi l’approccio con il professionismo, una serie infinita di ITF e Challenger a cercare una proprio dimensione, prima di affermarsi nei tornei con contano per davvero.

In questo primo anno i risultati positivi si sono alternati ad alcune sconfitte durissime, un passaggio fondamentale nel percorso di crescita. Il 2020 è comunque iniziato in maniera estremamente positiva. Ad illuminare il percorso c’è l’ultimo turno di qualificazione agli Australian Open e l’esordio ATP, primo classe 2002 a riuscirci, nel torneo di Dubai. Due passi in avanti importanti che gli permettono di essere oggi n.286 del ranking mondiale, con una scalata che sembra inesorabile.

Il futuro dunque sembra essere tutto dalla parte di Musetti, anche se la strada è ancora lunga. Non tanto sotto l’aspetto fisico, quanto nella gestione del match dove ancora risulta piuttosto acerbo. Il suo gioco si prospetta molto spettacolare, con il rovescio ad una mano incrociato da lustrarsi gli occhi. Il vero salto in avanti, però, verrà fatto quando saranno limate le leziosità, con la conseguente costanza di rendimento. Dunque, mentre il ragazzo giustamente stappa una bottiglia per la maggiore età, noi scaldiamo la sedia per divertirci tanto.

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