Da quando è arrivato Carlo Ancelotti, l’Everton ha inanellato una striscia discreta di prestazioni (e risultati) che hanno consentito ai Toffees di allontanarsi dalla zona bollente della graduatoria, quella della retrocessione. Il primo successo dell’allenatore esonerato dal Napoli, tornato in pista due settimane dopo la separazione dai partenopei, fu contro il Burnley, nel Boxing Day. Grazie ad una serie importante di risultati utili consecutivi (6 nelle ultime 7 giornate di Premier League), l’Everton, ora, si trova incredibilmente a combattere per un posto in Europa, nonostante l’undicesima posizione occupata. La classifica, infatti, è molto corta. Il Manchester United (quinto) dista appena cinque lunghezze; il Chelsea altalenante di Frank Lampard (quarto), invece, è lontano “solo” otto punti.  

A chi va attribuito il merito della rinascita dell’Everton, che ora può gestire con maggiore sicurezza il vantaggio sulle inseguitrici? Dell’allenatore, certo. Ancelotti, complice la sua esperienza internazionale, ha saputo rivitalizzare un’intera rosa, ma, dall’altra parte, è riuscito anche a scoprire qualche calciatore interessante. Un nome? Dominic Calvert-Lewin. I primi tre punti raccolti sotto la gestione di Carlo Ancelotti, di cui abbiamo già fatto menzione sopra, arrivarono grazie a un suo gol. La rete realizzata, tra l’altro, non è affatto banale. Cross dalla destra di Sidibé, l’attaccante inglese è lasciato libero e dimenticato dalla difesa avversaria. Lo stacco di testa in tuffo è perfetto. Il fatto che la sfera baci il palo, prima di entrare nel sacco, rende il gesto e la marcatura ancor più belli balisticamente.

Due giorni dopo, considerando i ritmi frenetici e supersonici della Premier, l’Everton è di nuovo in campo, impegnato, questa volta, in trasferta contro il Newcastle. A decidere la gara è ancora una volta Calvert – Lewin, autore di una doppietta. Diremmo due gol semplici, perché l’effetto con il quale vengono realizzati è sicuramente inferiore rispetto alla rete contro il Burnley. Eppure, il centravanti 22enne è abile a trovarsi nel posto giusto e al momento giusto, in entrambe le situazioni. Sia quando deve girare in porta un pallone sporco (primo gol), sia quando si fa trovare pronto, nell’area piccola, per mettere la zampata decisiva e segnare la rete della vittoria (secondo gol).

Calvert-Lewin, attaccante dell'Everton

Nelle giornate successive, lo stato di grazia di Calvert-Lewin si materializza ancora. Nel segno della continuità, dunque, il giovane attaccante riesce a segnare, nell’ordine, contro il West Ham, ancora contro il Newcastle, il Crystal Palace, l’Arsenal, il Manchester United. Nella classifica cannonieri, il numero 9 dell’Everton risulta un vero cecchino: 13 gol, nessuno su calcio di rigore.

Alcune sue firme poste nei tabellini finali delle partite, poi, sono davvero illogiche, per la bellezza e la follia contenute in ogni sua giocata, istintiva più che ragionata. Basti pensare al gol contro i Gunners. Respinta goffa e deviata in malo modo da David Luiz. Il pallone rimane vagante nell’area di rigore. Calvert-Lewin riesce a trovare il modo per colpire, con l’esterno destro del piede in volo. Una palla lenta, accelerata da un gesto acrobatico semplicemente meraviglioso dell’attaccante, che vale il vantaggio.

All’Everton, la meteora di Calvert-Lewin arriva nell’estate 2016. Per sfruttare la sua esplosività nel breve e la sua progressione nel lungo, viene impiegato inizialmente da esterno offensivo. Poi, specie nell’ultimo periodo, la sua accelerazione e il suo sacrificio predisposto alla corsa vengono messe al servizio del suo “killer instinct” e di una pressione sempre propizia. Non è un caso che il gol contro i Red Devils, ad esempio, sia nato in questo modo.

Calvert - Lewin con la maglia dell'Everton

Difficile capire il motivo per cui questa promessa non abbia ancora un peso mediatico notevole. Aspetto, questo, che, tuttavia, può anche esser visto come un elemento a lui favorevole: continuare a crescere “nell’ombra” affinché il processo porti i suoi frutti più avanti. Carlo Ancelotti ha apparecchiato il terreno, sul quale Calvert-Lewin potrà migliorare. Ora, sta a lui confermarsi, facendo la cosa che gli riesce meglio. Quale? Fare gol.

 

 

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