Per l’ottava puntata torniamo negli states per parlare di Paolo Banchero. Classe 2002, nato e cresciuto in America, ma di chiare origini italiane, è uno dei migliori prospetti liceali. A febbraio si è concluso l’iter per l’ottenimento del passaporto italiano. Dopo i contatti con Riccardo Fois, ambasciatore FIP negli USA, Banchero ha scelto di giocare per la nazionale italiana. Nonostante la giovanissima età, potremmo vederlo in campo già a Belgrado, rendendo poi impossibile la convocazione da parte degli USA. La grande speranza della Federazione è che la FIBA lo consideri italiano a tutti gli effetti, lasciando libero lo slot da passaportato.

Lo sport nel DNA

Paolo Banchero è infatti l’ennesimo figlio d’arte nel giro della nostra nazionale. La madre Rhonda Smith ha giocato all’Università di Washington, chiudendo la carriera NCAA come miglior marcatrice dell’epoca per le Huskies, e successivamente nelle leghe professionistiche americane (ABL e WNBA). Anche il padre Mario era uno sportivo alla Washington University, dove giocava tight end. Dai genitori eredita un fisico statuario (2,06 m per 107 kg) e un gran talento. Dopo essersi cimentato in entrambi gli sport, ha (fortunatamente) optato per il basket. Lo scorso anno ha portato la sua high school alla vittoria del titolo statale dopo 12 anni, guadagnandosi la convocazione alla Nike EYBL. Tutto ciò da protagonista assoluto, attirando le attenzioni dei grandi college.

Paolo Banchero

The next big thing of the West Coast

Così viene descritto sul sito dell’EYBL nell’articolo in cui si annuncia la sua premiazione come miglior “underclassman”. Al torneo partecipano solo i migliori liceali d’America e Paolo Banchero vi accede un anno più giovane. Nonostante ciò porta per la prima volta i Seattle Rotary alla fase finale (Peach Jam). Chiude il torneo con 23 punti, 11 rimbalzi, 4 assist e 2 stoppate di media. È il miglior rimbalzista del torneo e viene inserito nel secondo quintetto del torneo (unico underclass). Le cose che più hanno colpito è stata la costante crescita nell’arco del torneo e la leadership. Il talento, la versatilità e l’energia sui due lati del campo sono state invece una conferma.

Paolo Banchero

Il futuro al college

Tutti i migliori college sono su di lui, dalla Kansas di coach Calipari alla Duke di coach K, passando per Washington, alma mater dei genitori. Molti lo vorrebbero addirittura con un anno d’anticipo, ma dovranno aspettare il 2021. Paolo e la famiglia hanno così deciso, per completare il percorso scolastico e quello di crescita sportiva. Ciò gli permetterà anche di essere sicuramente disponibile in estate per il preolimpico. Poi starà a lui scegliere il programma migliore. I favori del pronostico, per gli esperti, sembrano spettare a Washington, con Kansas subito a ruota. In ogni caso c’è da stare tranquilli riguardo la sua crescita. College e coach interessati sono infatti il meglio del meglio. Inoltre può contare sui genitori, che hanno grande peso sulle sue decisioni, in particolare la madre, che ha fatto il percorso dal college al professionismo.   

Paolo Banchero

Le prospettive a livello tecnico

Paolo Banchero è indicato da tutti come una futura “point-forward”. In parole povere un’ala con visione di gioco e capacità di portare palla. Al college potrà giocare anche da centro, grazie al fisico, ma anche alle doti tecniche, ma preferisce giocare da 4 o da 3. Fortissimo a rimbalzo (come visto anche all’EYBL), può contare su un solido gioco in post alto. Oltre a sfruttarlo per trovare il canestro con grande efficacia, lo usa per servire i compagni, in particolare sui tagli. La visione di gioco è infatti il vero quid di questo ragazzo. Dal post, ma anche a campo aperto. È molto abile a spingere la transizione da rimbalzo difensivo, caratteristica sempre più importante nella pallacanestro moderna. La cosa che più impressiona è la solidità del suo gioco e il numero limitato di scelte errate. Nell’ultimo anno ha mostrato notevoli e costanti miglioramenti a livello difensivo, mostrando grandi abilità attorno all’area pitturata, che lo hanno portato ad essere uno dei migliori stoppatori dell’EYBL. A livello offensivo ha disposizione ottime armi. Grande atletismo e forza, ottime mani, capacità di crearsi il tiro dal palleggio, ma anche sugli scarichi. Probabilmente il prossimo passo sarà rendere più efficace il suo tiro dall’arco, ma ne ha tutte le possibilità. La strada è ovviamente tanta ancora. Le differenze tra liceo, college e poi professionismo sono enormi e il livello si alza esponenzialmente in ogni aspetto del gioco, ma i mezzi per superare le difficoltà li ha tutti. Potenzialmente potrà essere un ottimo giocatore NBA, un vero all-around, come si richiede ad un’ala moderna. Se le previsioni si avvereranno, sarà uno dei perni di una nazionale che potrà farci sognare.

L’Italia ha trovato il lungo del futuro

Se c’è un reparto in cui la nazionale è spesso stata corta o con meno talento, è quello dei lunghi. Paolo Banchero potrebbe essere una enorme iniezione di talento in quel reparto. Certamente andrà aspettato e lasciato crescere con la giusta pazienza, che spesso manca. In America è visto come uno se non il prospetto più completo a livello di high school ed è in costante miglioramento. Come lui stesso ha dichiarato, è cresciuto spinto costantemente a lavorare su sé stesso dai genitori. Lavorare sui propri punti è fondamentale, il gioco si sta evolvendo a gran velocità e i giocatori devono stare al passo. La coscienza del suo potenziale, ma anche dell’importanza del lavoro lo porteranno molto lontano. In poche parole, possiamo stare tranquilli. Per la nostra nazionale del futuro potremo contare su uno dei migliori prospetti al mondo anche tra i lunghi. E tutto sommato questo futuro potrebbe non essere così lontano.

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