Che fosse un predestinato lo si sapeva sin da quando, nel 2014, iniziò a deliziare il mondo nella nazionale U20 inglese. Che la sua carriera sarebbe stata ricca di successi era altresì scontato. Ma oggi, a quattro anni dal suo esordio “tra i grandi”, ci troviamo di fronte ad un giocatore che potenzialmente potrebbe segnare la storia del rugby continentale. Oggi parliamo di Oghenemaro Miles, per tutti è Maro, Maro Itoje.

Maro Itoje

Nato a Londra il 26 ottobre 1994, il giovane Maro Itoje si avvicina alla palla ovale nel 2005 quando muove i primi passi in un club giovanile della parte nord della capitale. Passa ai Saracens nel 2012 ma debutta in Premiership un anno dopo, nel ruolo di seconda linea. Fisico scultoreo e eleganza senza eguali lo fanno brillare già dai primi test e così diventa una delle seconde linee più chiacchierate d’Europa, creando un hype attorno a lui che non si vedeva dai tempi di Wilkinson. I suoi 195 cm per 115 kg fanno di lui un giocatore estremamente versatile, capace di giocare da 4 al fianco dell’instancabile gregario Kruis, o da blindside flanker all’occorrenza. Una sorta di Courtney Lawes, ma decisamente più qualitativo e tecnico.

Maro Itoje

La caratteristica peculiare di Maro Itoje è senza dubbio la duttilità. Giocatore totale, capace di essere decisivo sia in fase offensiva che in fase difensiva. A dimostrazione di ciò basta prendere in considerazione qualche statistica degli ultimi mesi. Nel 2019 Maro Itoje ha collezionato la bellezza di 93 carries con la maglia dei Saracens e altri 44 con l’Inghilterra. Sempre nel 2019 ha effettuato il 90% dei placcaggi tentati, 267 su 295, numeri da vero fuoriclasse. In questi primi mesi di 2020 ha già realizzato 32 carries e 76 placcaggi su 90.

Con 34 caps con la maglia dell’Inghilterra e 3 nel tour 2017 dei Lions, Maro Itoje è destinato a diventare il capitano della nazionale.  Leadership e carisma non gli mancano assolutamente, anzi. L’esperienza oramai è da veterano, con un palmarès che vede già spiccare 2 Sei Nazioni, 3 European Cup e 4 campionati inglesi, oltre ad un mondiale U20 e una finale di Coppa del Mondo maggiore. Ciò che dovrà senza dubbio migliorare è la sua propensione ad “attaccare briga”. Oltre che il piano fisico, se c’è una caratteristica che ricorda il più esperto Lawes è proprio quella di non essere sempre in mezzo alle contese “a gioco fermo”. Quel ghigno è diventato uno dei più odiati e temuti dagli avversari. Per questo non c’è da stupirsi se in qualche acceso battibecco si ritrova Maro Itoje ad aizzare la contesa.

Maro Itoje

Nel frattempo godiamoci questo talento eccezionale. Maro Itoje rappresenta il presente ed il futuro del rugby. Un fuoriclasse che, con un po’ di esperienza in più, potrà superare anche i mostri sacri dell’emisfero sud. Nel frattempo, la caccia al suo terzo Sei Nazioni è entrata nel vivo!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here