È il 20 ottobre del 1991. Il teatro è la Rugby World Cup. La posta in palio è il trofeo più ambito della palla ovale: la Webb Ellis Cup. La parte alta del draw è monopolizzata dalle nazionali dell’emisfero nord, vincitrici dei due quarti di finale del giorno prima. L’Inghilterra ha vinto contro la Francia a Parigi. La Scozia ha spazzato via Samoa in casa a Murrayfield. A Lille gli All Blacks hanno di fronte il Canada, partita senza storie che porta avanti la Nuova Zelanda. Ma la partita più attesa dei quarti è Irlanda-Australia. Wallabies favoriti, trifogli che giocano con il fattore campo considerando che la sfida si tiene a Lansdowne Road di Dublino, fortezza verde. L’Australia schiera in campo un XV fenomenale con alcuni giocatori passati alla storia del rugby.

Lynagh

Ci ricordiamo in particolare di tre talenti. Il mediano di mischia, Nick Farr-Jones. L’apertura, un certo Michael Lynagh che a Treviso ricordano molto bene per le cinque stagioni alla Benetton. Il n.10, tra l’altro di origini irlandesi, è da considerarsi come uno dei migliori realizzatori di sempre, ed è attualmente ottavo con 911 punti internazionali in carriera. Dopo il suo ritiro nel 1995 prese il suo posto da apertura Andrew Mehrtens, sesto a quota 970. Il terzo è David Campese. Il suo nome fa parte della leggenda del rugby, è uno dei giocatori più forti della storia quindi non necessita di particolari presentazioni. Soprattutto a noi italiani, e a maggior ragione ai padovani, visto che la sua classe ha scritto la storia del Petrarca Rugby negli anni Ottanta.

Il quarto di finale

Ma ritorniamo al pomeriggio del 20 ottobre ’91. Una partita che ha segnato i primi anni Novanta e che avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Perché quello storico quarto di finale a Lansdowne Road ha visto gli Wallabies vincere di un solo punto contro i trifogli, 19 a 18. Il primo tempo si è concluso in perfetto equilibrio, 6 a 6, per l’Irlanda due piazzati di Keyes, mentre per l’Australia una meta proprio di Campese trasformata proprio da Lynagh (meta che valeva ancora 4). I protagonisti della seconda frazione? Sempre gli stessi. Keyes che piazza di tutto e infila un drop del provvisorio vantaggio, Campese che fa il fenomeno e Lynagh che chiude il cerchio. La meta decisiva arriva, come in ogni drama che si rispetti, allo scadere. Al minuto 79 Michael Lynagh riporta i canguri davanti firmando il 19 a 18 finale che li manda direttamente in semifinale contro i rivali storici, gli All Blacks neozelandesi.

Lynagh

La semifinale

Ci sono tante partite con un appeal monstre, soprattutto in relazione al momento storico in cui si disputano. Tuttavia, pochissime sfide sono destinate alla storia indipendentemente da tutto, per il solo blasone delle contendenti. Nell’emisfero sud sono due: Springboks vs All Blacks e Wallabies vs All Blacks. E proprio Australia e Nuova Zelanda, in quel 27 ottobre di Dublino, ancora a Lansdowne Road si sono giocate l’accesso alla finale. Da un lato gli stessi fuoriclasse citati in precedenza. Dall’altro dei veri mostri sacri: Sean Fitzpatrick, storico tallonatore degli All Blacks; John Kirwan, uno dei talenti più cristallini al mondo che ha deliziato la Benetton Treviso nella seconda metà degli anni Ottanta; e, a chiudere il triangolo allargato, da estremo, l’attuale tecnico bianco-verde Kieran Crowley.

Primo tempo dominato dall’Australia che indirizza subito la sfida con una marcatura pesante tanto per cambiare di David Campese. Dopo pochi minuti, ci pensa Michael Lynagh a piazzare in mezzo ai pali un calcio che porta gli Wallabies sul 7 a 0. Nel finale della prima frazione Tim Horan, storico centro australiano, firma la meta (poi trasformata da Lynagh) del parziale 13 a 0. Il secondo tempo comincia con la Nuova Zelanda che arranca per recuperare lo svantaggio e un Australia che fa breccia in difesa. A sbloccare il tabellino degli All Blacks ci pensa Grant Fox con due piazzati che però non bastano ai campioni del mondo in carica per riportare la semifinale nei binari neri. L’Australia vince la partita per 16 a 6. 4 punti di Campese, 4 di Horan e 8 di Lynagh significano finale per gli Wallabies.

A contendersi la Coppa del mondo ci sono Australia e Inghilterra, a Twickenham, davanti a 56mila spettatori! La settimana prossima torneremo con il racconto minuto per minuto di quella fantastica partita che ha portato l’Australia sul tetto del mondo e il duo Campese-Lynagh nell’olimpo del rugby.

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