Il lancio d’agenzia è semplice e stringato:
Olimpia, accesa la fiamma per i Giochi di Tokyo 2020”.

Wow, ci siamo, si comincia! Comincia il viaggio della torcia, dal Peloponneso verso l’estremo oriente. Il sogno di una vita che si mette in moto: quello di una generazione di atleti, di appassionati, di addetti ai lavori. “Il braciere che arde e che incendia i nostri cuori”, nel filo retorico del commentatore. Perdoniamolo. Ci siamo!

Fiamma olimpica

Mentre scorrono le immagini di sacerdotesse in bianco e potenti vari, schierati seri e sereni davanti alle tre bandiere (Grecia, Giappone, CIO), mentre i primi tedofori sorridono per il parto felice, vibra una notifica sul telefono. Una news mi ricorda il numero di contagiati da coronavirus, il numero di malati nelle terapie intensive, la cifra dei guariti e la situazione generale che circonda noi, voi, Olimpia e tutto il mondo. La cerimonia si conclude e torno alle mie solitarie inquietudini.

Prima tedoforo

È inutile fingere: i Giochi di Tokyo sono in pericolo, come tutto il genere umano in un momento tanto drammatico. Altrettanto inutile smettere di sognare, perché senza sogni restano solo gli incubi.
Per chi ama lo sport, Olimpia sarà sempre il luogo dei sogni. Dove nasce la scintilla, nasce la parte migliore di noi. Ne avremo davvero tanto bisogno, la prossima estate, perché tornerà l’estate e torneranno i Giochi.

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