Sceneggiatura perfetta? Sì. Nonostante le polemiche, il finale di stagione del biathlon e degli sport invernali è stato davvero da Oscar. A distanza di un paio d’ore Martin Fourcade e Dorothea Wierer hanno incantato tutti i tifosi italiani e non dopo una settimana davvero complicata. Un film che però ha avuto la partecipazione di tanti, per quella che è a tutti gli effetti una festa.

Siamo a Kontiolahti nel cuore della Finlandia, temperature fredde ulteriormente irrigidite dal vento che soffia con una certa arroganza e taglia l’atmosfera silente delle porte chiuse. Una situazione in cui forse non si doveva arrivare, ma organizzatori e soprattutto la federazione internazionale (IBU) hanno deciso di voltare le spalle alla dichiarazione di pandemia per il Coronavirus giunta dall’OMS. Decisioni che hanno fatto storcere il naso agli atleti, anche perché alcuni sono stati costretti a tornare a casa anzitempo.

Insomma, alla partenza della competizione maschile c’è ben poco da festeggiare. Gli atleti quasi si presentano in ritardo, con Johannes Thingnes Bø con una faccia ben diversa dal solito. Al suo fianco si schiera una pattuglia niente male di Francesi, inframmezzata dai soliti “norge”. Una sfida tra le due grandi potenze della stagione arrivata ormai alla resa dei conti. In palio ci sono la Coppa del Mondo generale e quella di specialità dell’inseguimento, ma soprattutto c’è da onorare Martin Fourcade. Uno che la disciplina l’ha cambiata a suo modo, dominandola e conquistandosi con i successi la nomea di “Monsier le Biathlon”.

Le raffiche d’aria gelida rendono il poligono una vera lotteria. Il campione norvegese mostra qualche crepa e ne approfittano i rivali transalpini con in testa il loro “capitano”, Martin Fourcade, che forse per qualche secondo sogna di vincere il “Coppone” per l’ottava volta in carriera. Ma mentre taglia il traguardo a braccia alzate, e i compagni di squadra Émilien Jacquelin e Quentin Fillon Maillet completano la tripletta che onora il vincitore, pochi passi più indietro il grande rivale di sempre Johannes Thingnes Bø amministra e finisce quarto. Quanto basta per vincere, per la seconda stagione consecutiva, la Coppa del Mondo generale.

 

Passa qualche secondo ed è la volta degli italiani: 10° Lukas Hofer, 22° Dominik Windisch, 26° Thomas Bormolini. Prima dei due “bocia” che alla loro terza gara in Coppa del Mondo chiudono rispettivamente: 39° Tommaso Giacomel e 51° Didier Bionaz. E’ il verde speranza che dà ancor più gusto a quello che avverrà poco dopo.

Dorothea Wierer parte con il pettorale n.19, il distacco è di 1’19” ma dalla sua ci sono da difendere 8 punti nella classifica generale su Tiril Eckhoff, norvegese. Quest’ultima, però, è ben più favorita visto che al via è 3°, dovessero finire così la gara la Coppa del Mondo generale prenderebbe la via della Norvegia. Le altre principali protagoniste sono: Kaisa Mäkäräinen, padrona di casa e all’ultima gara di una carriera di peso, e Lisa Vittozzi, che dopo una stagione difficile vuole chiudere comunque con una gioia.

 

La corsa sembra seguire due filoni paralleli, quello per la generale e quello per il successo nell’inseguimento. A cambiare il trend è il terzo poligono dove Eckhoff trova uno zero nella bufera di vento, prendendo la testa della corsa, mentre Dorothea Wierer sembra alzare bandiera bianca con due errori che la portano lontana, lontanissima dalla zona d’interesse.

C’è una legge non scritta nel biathlon che dice ci sarà sempre una nuova opportunità. Eckhoff arriva all’ultimo poligono con margine, ha tutta la possibilità di gestire, ma dopo il primo colpo a segno, sbaglia tre volte. Wierer ha l’occasione di prendersi la seconda coppa generale consecutiva, sbaglia sul secondo bersaglio ma il quattro su cinque gli permette di essere davanti alla scandinava all’uscita del quarto poligono. Sì, perché come un frullatore da casa l’ultimo poligono della stagione ha ridisegnato la classifica mettendo davanti Wierer nella lotta alla generale e lanciando Julia Simon alla vittoria dell’inseguimento.

Tutto finito? No, macché. Wierer deve comunque spingere nell’ultimo giro perché non può perdere troppe posizioni. Vitozzi deve difendere il podio, da un’indemoniata Kaisa Mäkäräinen all’ultima gara della vita.

“Andrà tutto bene”, “vinceremo insieme” recitano le frasi sulla carabina della campionessa azzurra. Chiaro il messaggio di conforto alla madrepatria Italia in un momento così complicato. Parole comunque profetiche, visto che alla fine nonostante mille patemi ed un ultimo giro al cardiopalma è riuscita a centrare l’obiettivo. Lo stesso vale per Vittozzi cha ha chiuso terza centrando il secondo podio della stagione. Una boccata d’ossigeno vera in una situazione difficilissima. Grazie ragazze!

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