Ambiziosa, umile e determinata. Avrei usato queste parole se qualcuno mi avesse chiesto di descrivere Martina Spinelli con tre aggettivi. Eppure i motivi per vantarsi non le mancano. Spiccano sicuramente due ori agli Europei giovanili nel giro di un anno. In A1 ormai è un pilastro del Costa Masnaga (nonostante non abbia ancora compiuto 18 anni), che sappiamo essere una delle squadre italiane migliori nel coltivare giovani talenti (tra i tanti nomi quello di Matilde Villa). Infatti, risale allo scorso febbraio il trionfo delle panterine nella Next Gen Cup (torneo riservato agli U18 e nel quale ha figurato anche Martina), la cui fase finale si è tenuta a Pesaro in concomitanza con le Final Eight di LBA.

Martina Spinelli

Martina ha solo 17 anni eppure tutti i suoi successi potrebbero farla sembrare più grande di quanto non sia. Successi che sicuramente nascondono una grande quantità di lavoro e sacrificio, non solo sul campo. Per quanto mi piaccia elogiare giovani prospetti della pallacanestro femminile è tempo che io lasci la parola a lei, la vera protagonista di questa storia. Grazie Martina per questa splendida chiacchierata, non smettere mai di sognare!

Da dove nasce la passione per il basket?
Il basket è nel mio DNA: tutti in famiglia hanno giocato, da mio nonno a mio fratello. Mi ricordo che quando mio fratello giocava all’Armani Milano (ero alle elementari) io non andavo a vedere solo le partite, ma anche tutti gli allenamenti e passavo due ore con il pallone in mano aspettando che il campo si liberasse per entrare a giocare.”

Martina Spinelli

Frequenti il quarto anno del liceo artistico e giochi in massima serie: qual è il segreto per trovare il giusto equilibrio tra sport e scuola?
“Trovare il giusto equilibrio tra le due cose non è affatto semplice, serve tanta capacità organizzativa e, sicuramente, tanto sacrificio. Le ore al giorno che ho per studiare sono davvero poche, solitamente ho solo un paio d’ore dopo pranzo prima di andare in palestra e in quel tempo devo magari preparare due verifiche o interrogazioni. Non è semplice e, a volte, dopo allenamento mi ritrovo fino alle 2/3 di notte a studiare…ecco cosa intendevo per sacrificio.”

Il ricordo più bello che hai relativamente alla palla a spicchi.
“Non saprei bene quale potrebbe essere il ricordo più bello…ce ne sono tanti. Sicuramente l’Europeo U16 vinto due anni fa, poi la promozione in A1 e l’Europeo U18 vinto l’anno scorso. Questi sono i più belli!”

Martina Spinelli

La prima cosa a cui hai pensato quando hai realizzato di essere salita sul tetto d’Europa la scorsa estate. 
“Realizzarlo è stato difficile. Lo è stato la prima volta due anni fa dove sembrava tutto surreale, ma lo è stato anche l’anno scorso dove vincere per il secondo anno consecutivo un oro all’Europeo sembrava una cosa impossibile. Ancora oggi se penso ai due risultati raggiunti forse non ho ancora ben chiaro ciò che ho vinto, forse ancora non ne comprendo pienamente il valore…ci vuole tempo. Una cosa che mi porto dentro è il rumore della sirena finale della partita: penso che quello sia tra tutti il momento più emozionante. Dopo aver lottato per 40 minuti il punteggio ti dice che sei campionessa d’Europa…un’emozione indescrivibile.”



Un cestista e una cestista ai quali ti ispiri e che secondo te sono un vero e proprio modello da imitare.
“Personalmente non ho un giocatore né una giocatrice preferita. Solitamente cerco di prendere spunto e ispirazione da chiunque, cercando le cose migliori di ognuno. Non sono una che segue tanto l’NBA, ma dopo la morte di Kobe ho incominciato a leggere tantissime cose su di lui e mi ha colpito la sua costanza e il suo spirito di sacrificio, che mi ha portato a riflettere su quello che faccio ogni giorno.”

Com’è stato dover affrontare il Passalacqua Ragusa, tra i club più in forma del momento, in un palazzetto vuoto?
“Non avevo mai provato a giocare a porte chiuse e spero che non ricapiti più. Noi a Costa (Costa Masnaga ndr), anche se siamo in un paesino piccolo, abbiamo tantissimo tifo che ci sostiene e ci dà una grossa mano nelle partite in casa. Affrontare una delle squadre più forti del campionato senza il sostegno dei nostri tifosi non è stato semplice, ma abbiamo cercato di sopperire a questa mancanza con il tifo dalla panchina.”

Martina Spinelli
Avete già pensato con il vostro staff tecnico a quali potrebbero essere degli eventuali metodi alternativi per mantenere la forma e il ritmo agonistico?
“Fin da subito il nostro staff si è messo al lavoro per farci avere esercizi da poter fare a casa per non perdere la forma. Ovviamente non si possono fare grandi cose, ma semplici esercizi che, abbinati al controllo dell’alimentazione, portano ad un mantenimento che ci permetterà, una volta che saremo rientrate (speriamo il prima possibile perché non ne posso più), di essere pronte a darci dentro.”

Martina Spinelli

Visto che in questi ultimi giorni non si può far altro se non augurarsi un avvenire migliore: quali sono le tue ambizioni future?
“Sinceramente non saprei molto bene, sono una a cui non piace guardare troppo in là, ma preferisco “vivere il presente”. Certo, come tutti gli atleti, ho delle ambizioni o piccoli sogni fin da quando ero bambina. Mi piacerebbe, ma non ne sono ancora sicura al 100%, andare a giocare in America. Negli Stati Uniti è tutto un altro mondo, come concepiscono il basket, lo studio e la vita in generale… Poi ovviamente il sogno più grande è quello di giocare in WNBA o comunque in una squadra di alto livello in EuroLega. Concludo con la speranza di poter indossare ancora la maglia della nazionale, magari sognando le Olimpiadi…

Martina Spinelli

Un ringraziamento speciale a Martina Spinelli

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Intervista di Ilaria Petruzzi

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