Erano state indiscrezioni l’estate scorsa, prima che Lamberto Zauli diventasse ufficialmente il nuovo allenatore della Juventus primavera. Lo sono ancora quest’anno. Eppure, nonostante possano essere considerati prematuri i discorsi sulla stagione futura, specie in questo momento di stallo totale, le conferme sul profilo in questione continuano ad essere rilanciate. Secondo La Stampa e Sportmediaset, Andrea Pirlo potrebbe essere un serio candidato a guidare la Juventus U23 il prossimo anno.

Andrea Pirlo

Nel suo secondo anno “di vita”, la seconda squadra bianconera non sta facendo affatto male. Decima in classifica nel girone A di Serie C. Ma in piena corsa per le posizioni di vertice. Anche perché tra la quarta e la stessa Juventus ci sono appena sei punti di differenza. A dire il vero, raggiungendo la finale di Coppa Italia di Serie C, dopo aver rimontato la Feralpisalò, gli uomini di Fabio Pecchia avranno già la possibilità di accedere ai play-off. La finalista del torneo, la Ternana, infatti, seppur virtualmente, considerando il distacco ampio semplicemente da gestire sulle inseguitrici, non dovrebbe avere difficoltà ad arrivare agli spareggi finali.

Non basterebbero poche righe per rievocare il genio calcistico di Pirlo. Classe immensa. Stile di gioco ineguagliabile. Quando si pensa al calcio, non si può non pensare ad Andrea Pirlo. Alla sua eleganza inconfondibile in ogni movimento e in ogni mattonella del campo, alla sua calma olimpica che gli permetteva di uscire con freddezza da qualsiasi pressione avversaria. Alla sua leadership tecnica trasmessa sul rettangolo verde, alla sua precisione chirurgica nel battere i calci da fermo, nel trovare sempre il compagno posizionato meglio. Insomma, Pirlo ha rappresentato una luce dal bagliore intenso. Non solo per il calcio nostrano. Ma anche per quello europeo ed internazionale. Capace, cioè, di illuminare l’intero reparto di centrocampo con giocate e gesti tecnicamente formidabili.

Andrea Pirlo nel Mondiale 2006

Nelle ultime settimane, l’ipotesi suggestiva di vedere Pirlo nelle vesti di tecnico è stata riscontrata prepotentemente nelle sue stesse parole: “Ho già parlato con qualcuno. Da luglio comincio. Ho grandissima voglia di iniziare un percorso nuovo e totalmente diverso. Credo di poter diventare un buon insegnante di calcio, di poter trasmettere le mie idee. Ho la mia personalità. Mi sono sempre fatto sentire e capire. Giocare bene aiuta ad arrivare al risultato. E se non vinco, mi inc…”.

In un’era calcistica molto distante da quella vissuta da Andrea Pirlo, diventa fondamentale, specialmente per le nuove leve, capire sin da subito quale sia ora la situazione nella quale bisogna operare. Che sia giusta o sbagliata questa rivoluzione, che riguarda la visione del calcio moderno, sempre più dinamico, rapido ed associativo, non possiamo saperlo nell’immediato. Di sicuro, i ritmi in un mondo così ricco di sfaccettature, come quello del pallone, sono talmente veloci che diventa difficile controllarli.

Ecco perché qualsiasi presunto confronto (già teorizzato peraltro) con Zidane e Guardiola è destinato a naufragare. L’unico aspetto che potrebbe accomunare i tre riguarderebbe il percorso. Qualora si rivelassero fondate le voci su Andrea Pirlo, ovviamente. Partiti dalle “squadre B” e lanciati in prima squadra nei medesimi club di appartenenza (rispettivamente Real Madrid e Barcellona), Zidane e Guardiola hanno poi inaugurato due cicli importantissimi di vittorie. La lungimiranza della Vecchia Signora andrà in questa direzione con Pirlo?

Nell’intervista rilasciata un mese fa alla Gazzetta dello Sport, dopo aver citato Conte (“è per lui che ho pensato di iniziare ad allenare”), l’ex numero 21 della Nazionale Italiana ha rivelato che avrebbe seguito da vicino gli allenamenti di Maurizio Sarri. Risulta ora, dunque, più chiaro quel pensiero finale menzionato poc’anzi. Le parole “giocare bene aiuta ad arrivare al risultato” potrebbero essere sintomatiche delle idee calcistiche di Andrea Pirlo.

Andrea Pirlo

Certo, provare ad immaginare già ora la sua filosofia può essere sbagliato. E potrebbe rivelarsi totalmente errato, se facciamo riferimento ad una sola dichiarazione. Però, è anche vero che risulta complesso pensare ad un Pirlo allenatore che sia diverso dal Pirlo giocatore. La sua natura calcistica improbabilmente riuscirà a trasmetterla. Perché i più grandi non possono essere imitati, neanche lontanamente. Tuttavia, insegnare ciò che è calcisticamente difficile in maniera semplice, questo sì, Andrea Pirlo può farlo. Ci è riuscito da giocatore. Ha l’opportunità di riprovarci da allenatore.

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