In questo nuovo appuntamento di #dunkinthefuture andremo a scoprire come sta procedendo la crescita di Alessandro Pajola: un ragazzo che da qualche tempo deve fare i conti con la nomea di “predestinato“. Un bel groppone sulla schiena del ragazzo che tuttavia sembra ormai abituato alle pressioni e che ogni giorno migliora verso orizzonti importanti.

Scalata verso la gloria

Nato ad Ancona il 9 novembre 1999, Pajola ha un approccio alla pallacanestro davvero dei più classici: con una palla a bordo campo durante gli allenamenti del fratello. Un pallone che poi ben conoscerà i campi del capoluogo marchigiano visto che con la “Stamura Ancona” muove i primi passi verso il professionismo. Nonostante questo, quello che è il sogno di diventare giocatore inizia a concretizzarsi solo nel 2015-2016 con il passaggio ufficiale alla Virtus Bologna.

L’approdo a Basket City non è certo dei più semplici. Lo storico club bolognese, infatti, versa in condizioni disastrose ed al termine della stagione è inevitabile la retrocessione. Il clima difficile è comunque l’occasione per fare l’esordio in serie A a soli 16 anni, in quel 2015-2016 le partite con referto saranno ben due.

Nella stagione successiva, 2016-2017, le “Vnere” devono affrontare la cadetteria. Si presentano con una lunghissima lista di giovani in rampa di lancio, affiancati da qualche giocatore esperto con funzione di collante. Alla fine è un’annata trionfale sia a livello di squadra, con l’immediato ritorno in serie A1, che a livello personale per Alessandro che chiude con tanti minuti in campo ed altrettante dimostrazioni che il talento. Nello stesso anno anche l’estate azzurra è altrettanto ricca di emozioni. Centra, infatti, l’argento ai Mondiali Under-19 in Egitto contro giocatori di un anno più grandi, ma trova comunque spazio nelle rotazioni.

Nell’agosto 2017 la Virtus Bologna conferma Alessandro Pajola, non ancora 18enne, anche nel team che affronterà la serie A. Da quel momento sono ormai passate tre stagioni e la crescita del marchigiano, così come quella della società, è stata continua. In neanche tre anni i bianconeri sono passati dalla promozione ad un roster in grado di puntare al successo del campionato. Nel mezzo anche un trofeo europeo in più in bacheca per con un progetto totale che punta in alto, altissimo. Il filo conduttore dalla A2 ad oggi? Il piccolo Alessandro Pajola, che ora dai grandi sta imparando e proprio per questo è voluto rimanere anche discapito di qualche minuto in campo.

Scheda tecnica

Alessandro Pajola è a tutti gli effetti un play-maker, anche se all’apparenza atipico per il campionato italiano. Misura infatti 194 cm, che tornano davvero utili quando in fase difensiva può accettare cambi anche con giocatori di altri ruoli. Con il passare delle stagioni sarà fondamentale aumentare anche la massa muscolare per tenere anche su contatti più fisici. Fino a questo momento ha dimostrato di essere un lodevole giocatore di rottura, il classico uomo per alzare la difesa ed anche l’aggressività sul portatore di palla avversario. Tutto questo sfruttando la rapidità di piede che lo contraddistingue.

Con la palla in mano è un giocatore ancora da definire nonostante si siano già viste cose importanti. Anche grazie al suo splendido compagno di squadra, ex NBA, Milos Teodosic è migliorato tantissimo nel play-making con assist di pregevole fattura che spesso condiscono la partita. Ben visibile il cartello “lavori in corso” nel comparto tiro dove deve dimostrare di essere incisivo.

Prospetti futuri

La speranza è che possa continuare a crescere alla corte della coppia serba Djordjevic-Teodosic. Nel tempo dovrà sicuramente aggiungere minutaggio e, perché no, aspirare anche al ruolo di quintetto base, si spera già dalla prossima stagione. La crescita del club bolognese rimane ossigeno puro anche per Alessandro Pajola, che sta acquistando tantissima esperienza italiana ed europea che tornerà davvero utile nel futuro che si prospetta quanto più roseo. O forse meglio dire azzurro visto che verosimilmente lo vedremo spesso con la maglia azzurra nel quale potrà essere un certo protagonista. Ma ad oggi le uniche parole ammesse sono: “LAVORO; FATICA ED ESPERIENZA”.

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