In questo difficile momento le manifestazioni sportive sono ferme in quasi tutto il mondo, e la Formula 1 non fa eccezione. Il GP inaugurale della stagione in Australia è rocambolescamente saltato, i successivi sei sono stati rinviati. L’introduzione del nuovo regolamento è slittata dal 2021 al 2022. Viste le difficoltà logistiche di disputare tutti i GP entro la fine dell’anno, si fa largo il sospetto che la stagione 2020 possa diventare… 2020/2021, con conseguente spostamento dei GP finora rinviati e recupero di quello cancellato nell’anno successivo. Insomma, in un periodo in cui l’azione in pista è totalmente assente, quelle poche volte che si parla di Formula 1 lo si fa non per commentare una gara ma per discutere di voci di mercato, affidabili o meno. Ovviamente, uno degli argomenti più caldi sotto questo aspetto è il possibile rinnovo contrattuale di Sebastian Vettel con la Scuderia Ferrari.

vettel ferrari

Il contratto del tedesco scade il 31 dicembre 2020, mentre quello del suo compagno di squadra Charles Leclerc è stato rinnovato fino al 2024 durante la sosta invernale. Il monegasco si è legato al Cavallino Rampante fino al 2024 e percepirà un ingaggio 9 milioni annui più bonus legati ai risultati. Questa mossa rappresenta un po’ la cartina al tornasole del progetto che la casa di Maranello ha in mente per il futuro: puntare forte su Leclerc per vincere con lui.

E Seb? Questione spinosa. Vettel ha concluso il 2020 alle spalle del compagno e ha sofferto la perdita del ruolo di prima guida del team. Dopo quattro stagioni di assoluta supremazia su Kimi Raikkonen, le certezze del tedesco – già minate dopo la conclusione del mondiale 2018 – sono state ulteriormente scalfite dalla freschezza del giovane Charles, esordiente in Ferrari senza nulla da perdere. Inoltre, il pilota nativo di Heppenheim non è più un giovinotto: il 3 luglio le primavere sul suo groppone diventeranno 33.

Sebastian gode ancora della stima della squadra e dei tecnici, è considerato un ottimo pilota e la sua esperienza è considerata importante per le evoluzioni tecniche future. Il team principal della Ferrari Mattia Binotto ha dichiarato: <<Abbiamo iniziato a discutere del nuovo contratto. È importante affrontare la questione abbastanza presto, certamente non ce la porteremo avanti  fino alla fine del campionato. È importante per lui e per noi avere un quadro chiaro in tempi brevi. Lo vedo in ottima forma, tutto ciò che farà all’inizio della stagione sarà importante per il suo rinnovo. È tutto nelle sue mani>>.

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Ma l’inizio della stagione, come ben sappiamo, è slittato. Quante sono, dunque, le probabilità che Vettel rinnovi con la Ferrari dopo il 2020 (o 2021, attenendoci all’ipotesi di slittamento del mondiale)? Premessa: tutto quello che state per leggere non è una previsione del futuro – anche perché proprio in questo momento è impossibile farlo – ma una serie di supposizioni basate quanto più possibile su circostanze reali.

La sensazione è che il rinnovo sia tutt’altro che scontato. Le probabilità del prolungamento contrattuale sarebbero più alte a condizione che, al momento della decisione, Vettel sia davanti a Leclerc in classifica con un margine non risicato. Questo, per Vettel, sarebbe il modo migliore per rimettere in discussione la scelta del team di puntare tutto su Leclerc. Se Vettel sarà molto vicino a Leclerc in termini di prestazioni e risultati, non è per niente detto che la Ferrari sia disposta a mettere a rischio la scommessa fatta sul monegasco: la competitività interna di Seb rischierebbe di diventare un ostacolo al pilota con cui Ferrari ha progettato di vincere nel futuro.

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E se invece Leclerc batterà Vettel con un margine discretamente ampio? A quel punto il rinnovo del tedesco con la Rossa avrebbe il sapore di una cristallizzazione dei ruoli: Charles prima guida, Seb seconda guida “alla Raikkonen”. Ma davvero un 4 volte campione del mondo come Vettel, sebbene i media lo abbiano spesso irrispettosamente dipinto come un pilota mediocre qualsiasi, accetterebbe le vesti di comprimario? Fa strano pensarci. Seb, dopo tutto, è uno dei piloti più vincenti nella storia della F1.

Ma ammesso anche che Vettel sia disposto ad accettare il ruolo di secondo pilota, passiamo ad analizzare la questione economica, che ha sempre un peso importante in decisioni di questo tipo. Il tedesco attualmente percepisce un lauto stipendio di 40 milioni di euro annui: una cifra decisamente troppo alta per essere una seconda guida. E anche prendendo in considerazione un eventuale decurtazione, rimarrebbe un ingaggio pesante da almeno 25-30 milioni. Avrà un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’auto, direte. Sì, ma non basta per giustificare un ingaggio così grande.

Un’altra ragione che fa dubitare circa il prosieguo dell’avventura di Vettel in rosso sono le potenziali future destinazioni. Ad oggi quella più chiacchierata è la Renault, il cui team principal Cyril Abiteboul non ha escluso un interessamento al tedesco, pur facendo intendere di avere come priortà il rinnovo di Daniel Ricciardo. Altre ipotesi, decisamente meno accreditate, sono la Mercedes, in caso di un clamoroso e improbabile addio di Lewis Hamilton, la McLaren, scuderia in ascesa che tra un anno dovrebbe (condizionale obbligatorio a causa della situazione coronavirus) tornare a utilizzare la power unit fornita dalla casa di Stoccarda e infine, non è da escludere, il ritiro.

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La situazione Vettel-Ferrari, comunque, è assolutamente incerta, così come è incerto il regolare svolgimento del mondiale 2020. Ne sapremo di più tra qualche mese.

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