Se non ci fosse stata la sospensione dei campionati, e il conseguente rinvio delle partite delle Nazionali, tra le altre cose, sarebbe stato interessante vedere gli uomini che Roberto Mancini aveva intenzione di portare con sé per Euro2020. Come ben sappiamo, però, il campionato europeo è stato ufficialmente rinviato al 2021, a causa dell’emergenza coronavirus. Tra i calciatori che più si sono messi in mostra fino a questo punto della stagione, c’è Manuel Locatelli. In una Nazionale, quella azzurra, così ricca di talento, specie in quel settore del campo, il centrocampista neroverde difficilmente avrebbe fatto parte della spedizione europea. Tuttavia, nel corso dell’intervista odierna rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il commissario tecnico della Nazionale Italiana ha voluto menzionare proprio lo stesso Locatelli. “E’ migliorato in continuità e personalità”. 

Manuel Locatelli con la maglia del Sassuolo

Non è stato un inizio di stagione semplicissimo per il classe 1998. Partito titolare nelle prime due partite di campionato (Torino e Sampdoria), Locatelli ha visto abbassarsi il suo minutaggio velocemente nelle successive giornate. I minuti raccolti nei sette turni seguenti sono stati appena 108. Quattro le panchine consecutive tra Atalanta, Inter, Verona e Fiorentina (dalla sesta alla decima giornata). Dopo aver cambiato il sistema di gioco adoperato fino a quel punto della stagione (il 4-3-3), Roberto De Zerbi ha deciso di lanciare Locatelli.

Le prestazioni offerte nel suo nuovo ruolo (vertice basso in un centrocampo a due) sono sempre state eccellenti. Trovandosi accanto ad un compagno di squadra come Pedro Obiang (non tanto distante da lui per caratteristiche fisiche e tecniche), Locatelli ha finalmente trovato una sua dimensione. Bravo ed abile nei disimpegni e nella conduzione del pallone. Qualità, queste, che permettono alla squadra di salire. E di riversarsi nella metà campo avversaria. L’ex centrocampista del Milan è cresciuto in maniera notevole anche nel palleggio.

In una squadra che insiste molto sul fraseggio veloce e che cerca di tenere un baricentro alto, il ruolo del centrocampista diventa centrale. Soprattutto quando deve essere effettuata l’ultima linea di passaggio decisiva. Quello che accade in Napoli – Sassuolo, ad esempio. Adattandosi al posizionamento dei compagni di squadra (ben quattro in area di rigore), Locatelli deve spingersi fino alla trequarti per ricevere la sfera. Pallone telecomandato in area di rigore per Traoré che fa centro. Oltre ad essere stato importante, il suo rendimento è diventato stabile.

Grazie alla sua fisicità (186cm x 75kg), quando si vede giocare il Sassuolo di Roberto De Zerbi, si ha l’impressione che Locatelli sia sempre dentro la partita e in ogni fase di gioco. Non solo in quella di costruzione, per far ragionare anche i compagni che gli sono intorno. Ma anche in quella difensiva. Specie quando devono essere sporcati i passaggi avversari per provare e recuperare la palla. A tal proposito, è rilevante il dato sui contrasti totali vinti a partita (il 56%) che certifica il lavoro svolto (ancora migliorabile) anche in altre situazioni di gioco.

Locatelli con la maglia del Sassuolo

Il fatto che Locatelli abbia acquisito una maturità calcistica tale da sorprendere anche Roberto Mancini è merito della sua intelligenza tattica, ormai consolidata. L’exploit avuto ai primi tempi con la maglia rossonera non poteva essere casuale. I mezzi tecnici per fare bene, Locatelli ha dimostrato di possederli dall’inizio. La sensazione è che gli mancava, probabilmente, la consapevolezza del suo enorme potenziale. Cresciuto in una realtà tranquilla, ora, a Locatelli, qualora arrivassero offerte allettanti quest’estate, sarà richiesto uno sforzo ulteriore. Sopportare le pressioni di un ambiente diverso e dimostrare il suo reale valore, per completare il suo percorso. E consacrarsi.

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