L’emergenza CoVid-19 ad oggi ha fermato gran parte del mondo e anche lo sport si è dovuto arrendere. Nel momento in cui sempre più persone sono costrette all’isolamento in tutto il mondo, molti stanno pensando a come si potrà riprendere la vita normale una volta finito tutto. Sperando ovviamente sia il prima possibile. Nello sport le scadenze sono spesso insindacabili e per rispettarle è molto probabile che si dovranno adottare formule alternative per chiudere la stagione. A rendere ancor più stringenti i tempi quest’anno ci sono le Olimpiadi, per ora confermate nelle date previste. Per la pallacanestro a stelle e strisce l’idea che ha fatto più notizia è quella di Dinwiddie: il “Torneo NBA”. Un bracket stile March Madness (che invece non si disputerà) che potrebbe permettere a tutte le squadre di giocare un adeguato numero di partite ed essere allo stesso tempo intrigante per tutti.

Format e criteri d’accesso


Le partite rinviate sono molte e potrebbero non essere recuperate tutte. Perché ogni franchigia giochi un numero adeguato di partite, tutte avranno accesso al torneo NBA. Il torneo è a 28 squadre. Le migliori 4 squadre accedono direttamente al secondo turno, mentre le ultime 4 si giocano l’accesso al tabellone in una serie al meglio delle 3. Il primo turno si giocherebbe al meglio delle 5, mentre dagli ottavi si tornerebbe a giocare al meglio delle 7. Ci sono però due problemi. Non tutte le squadre hanno lo stesso numero di partite e iniziare direttamente con partite ad altissima intensità aumenta il rischio di infortuni. Per sopperire a ciò, tutte le squadre potrebbero giocare alcune partite di stagione regolare. Si potrebbe arrivare a 70/72 partite per ciascuna squadra (più che nella stagione del lockout). In questo modo si rispetterebbero anche gli accordi per i diritti televisivi, che prevedono un minimo di gare trasmesse. In questo caso il calendario dovrebbe essere modificato in modo da far rispettare il più possibile la distribuzione di partite tra casa e trasferta e probabilmente anche degli avversari (division, conference, extra-conference). Con uno sguardo al calendario rimanente e alla classifica, potrebbe uscire un tabellone di questo tipo: Torneo NBA
Le squadre che si giocherebbero gli ultimi due posti sarebbero Cleveland e Detroit ad est, Golden State e Minnesota ad ovest. Per avere una grande cornice di pubblico le qualificazioni potrebbero svolgersi in campo neutro, in palazzetti di grande capienza come per le partite della March Madness.


Playoff con o senza criterio di Conference?


L’idea di mescolare le conference ai playoff circola da tempo. Il livello è stato spesso molto sbilanciato, con l’ovest molto più competitivo e si sono viste squadre qualificate ad est di livello comparabile a squadre nettamente eliminate nell’altra conference. Se si dovesse fare questo torneo NBA, potrebbe essere l’occasione giusta per sperimentare. Tutte le franchigie parteciperebbero, quindi a nessuna verrebbe tolto il posto da un cambio regolamentare. Probabilmente si vedrebbe un tabellone molto più equilibrato. Tutto da dimostrare ovviamente, ma potrebbe essere l’occasione giusta per provare senza particolari controindicazioni. In questo modo si potrà decidere per il futuro sulla base di una esperienza concreta e non solo su qualcosa di immaginario. Senza criteri di conference, il tabellone ipotetico cambierebbe molto. A giocarsi la qualificazione sarebbero Golden State, Cleveland, Detroit e New York. Il derby di LA potrebbe essere una finale NBA, si potrebbero vedere serie tra Lakers e Heat o tra Bucks e Rockets. Insomma, potrebbe essere molto interessante. Torneo NBA


Come si deciderà se e come riprendere?


Il primo fattore è quello sanitario. Nessuno rimetterà piede in campo finché l’emergenza non sarà conclusa. Successivamente, i fattori sono essenzialmente due, quello economico e le Olimpiadi. Il primo in particolare pesa molto. Se non si dovesse riprendere le perdite si aggirerebbero sui 500 milioni di dollari solo per gli incassi delle partite. Il totale potrebbe essere circa il doppio. Per quanto ricca e solida sia la NBA, quelle cifre sono pesantissime. Riprendere, con il format del torneo NBA o meno, sarebbe un grosso argine per le perdite e metterebbe molta meno pressione sul sistema. Quello delle Olimpiadi è un fattore soprattutto a livello temporale. Se dovessero svolgersi quest’anno, il rischio di una sovrapposizione è reale. Ipotesi da scongiurare a livello sportivo, con il rischio di avere assenze pesanti in entrambe le competizioni. Il tutto sperando che si possa superare al più presto questa emergenza che già tanto sta costando a livello umano.

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