Allacciate le cinture di sicurezza, si parte per il nuovo viaggio targato #LallaLand. 

Oggi vi presentiamo un libro sui generis, un cofanetto di racconti, diciannove storie che riassumono ottanta anni di Campionati del Mondo. ”Ogni quattro anni il mondo cambia e il calcio cambia prima del mondo, lo anticipa, sia in difesa che in attacco.” si legge sul risvolto di ”Era l’anno dei mondiali” una produzione dalla nazionale italiana scrittori ”Osvaldo Soriano Football Club”, a cura di Paolo Verri. Un appuntamento che scandisce il nostro vivere svegliandoci ogni quattro anni, quello della massima competizione per nazionali è un momento di aggregazione, unione, passione, è il tempo delle grandi emozioni. Le penne azzurre hanno raccontato le edizioni mondiali dal 1930 al 2010 ma noi, e ad una prima lettura è difficile fare altrimenti, lo leggiamo in lingua e ”cuore” italiano.

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I racconti della nostra personale esperienza son così ripartiti:

Grandi trionfi

  1. La Malasorte, 1934 di Emiliano Audisio. 
  2. Rolando e Scalabrino, 1938 di Claudio Menni.
  3. Il mio primo mondiale da tifoso, 1982 di Francesco Trento.
  4. Mora, amore e Takimura,  2006 di Enrico Remmert

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Grandi amarezze

  1. Il Belvedere della signora Rosa,  1970 di Alessandro Perissinotto
  2. Poi non più,  1990 di Davide Longo
  3. Cella di rigore, 1994 di Marco Mathieu 
  4. Li porto con me, 2002 di Gian Luca Favetto 

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Se potessimo tutti aggiungeremmo malinconicamente all’ultima lista un quinto punto: La partita che non c’è, Mondiali 2018 di sessanta milioni di italiani. Certo è che sarebbe più bello e lineare accostare cinque sconfitte ad altrettante vittorie ma non possiamo ancora farlo. Chissà dove saremo la prossima volta che la Coppa del mondo si vestirà col tricolore, chissà in quanti saremo, chissà quale azzurro ricorderemo. Ci vorrà del tempo, noi ci offriamo per scrivere il prossimo racconto a voi suggeriamo questa breve ma intensa lettura.

 

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