Quando si pensa alle migliori coppie backcourt/frontcourt del basket vengono di certo in mente Kobe e Shaq, Parker e Duncan, e molti altri. Tuttavia, ci sono due giocatori che hanno scritto la storia della NBA e che sono diventate delle vere e proprie leggende nello stato di Utah. Il primo è  Karl Malone, The Mailman, numero 2 della classifica di realizzatori all-time e due volte MVP della regular season. Il secondo è John Stockton, un playmaker di statura media, che negli anni Novanta ha rivoluzionato il gioco. L’era della Stockton to Malone fa parte dell’epopea del basket statunitense, uno dei punti più alti mai raggiunti nello sport. Oggi John Stockton compie 58 anni e vogliamo ricordare la sua carriera senza eguali attraverso dei momenti che l’hanno portato di diritto nella Hall of Fame.

I numeri di un giocatore inarrivabile

Lo storico numero 12 degli Utah Jazz viene spesso ricordato per un fondamentale di cui è considerato il massimo esponenente: l’assist. Nella classifica all-time troviamo al terzo post un certo Steve Nash, due volte MVP e playmaker dal talento cristallino, a quota 10335. Al secondo posto un giocatore che con la vittoria del titolo NBA del 2011 con i Mavs ha coronato una carriera straordinaria: Jason Kidd, a 12091.

John Stockton

Oltre diecimila assist: numeri senza senso che solo in cinque fino ad oggi sono riusciti a raggiungere, e solo altri due ci riusciranno nel breve termine (CP3 e LeBron). Eppure, John Stockton è riuscito a portare l’asticella dove nessun’altro umano potrà mai arrivare. E quando diciamo “nessuno” non è per falsa retorica. Dopo poco più di 1500 partite in NBA, John Stockton si è “fermato” a quota 15806 assist! 10.5 di media… Solo un giocatore ha tenuto i suoi livelli, un tale nato Earvin Johnson ma conosciuto come Magic, che in 906 partite ha ottenuto una media di 11.6 apg.

Lo steal ed il tabù

Una carriera iniziata in sordina in quel Draft del 1984 passato alla storia come il migliore di sempre. Alla numero 1 viene scelto Hakeem The Dream Olajuwon, alla numero 3 The Air, Michael Jordan. Passano i turni e qualche gran giocatore viene chiamato, da Charles Barkley alla 5 a Kevin Willis alla 11. Ma il vero steal of the draft arriva con la sedicesima chiamata, quando proprio i Jazz selezionano John Stockton da Gonzaga, colui che sarebbe diventato uno dei più grandi playmaker della NBA. A 41 anni si ritira dal basket giocato dopo un ventennio a deliziare il pubblico di tutto il mondo.

10 volte All Star, 9 volte miglior assistman della stagione e 11 volte All-NBA, numeri che fanno invidia al 99% dei cestisti, eppure Stockton avrebbe potuto fare ancora meglio se non si fosse scontrato con l’onnipotenza di MJ. Quelle due finali perse consecutivamente pesano tatno e ancora oggi rappresentano il più grande rimpianto di John Stockton: l’anello mai conquistato. Buon compleanno a John Stockton, il più grande assistman della storia del basket!

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