C’era un ragazzo di soli 18 anni che saliva alla ribalta in BundesligaEra il 2010 e questo calciatore era Mario Götze: appena maggiorenne e già titolare nel Borussia Dortmund di Jürgen Klopp, una squadra che ha lasciato il segno in quegli anni, in Germania e non solo.

In quella magica stagione d’esordio, Götze, con il numero 31 sulle spalle, collezionò un totale di 33 presenza arricchite da 6 reti. Contributo il suo che fu fondamentale nella corsa al titolo dei gialloneri, i quali, al termine di quel campionato, conquistarono il Meisterschale.

Götze

Successo bissato anche nella stagione successiva (2011-2012) nella quale gli uomini di Klopp dominarono la scena in Germania, vincendo anche la Deutscher Pokal (la coppa nazionale).

Götze entusiasmava tifosi ed appassionati per la sua capacità di giocare nello stretto, per la sua inventiva oltre che per le sue indubbie qualità tecniche.

In quegli anni insieme a Marco Reus e Thomas Müller era tra i giovani di migliori speranze del panorama calcistico tedesco.

E proprio Reus lo raggiunse a Dortmund nell’estate del 2012, formando insieme a Robert Lewandowski un trio d’attacco eccezionale. Il BvB però non riuscì a conquistare il terzo Meisterschale consecutivo, vinto invece dal Bayern Monaco di Jupp Heynckes.

In quella stagione la banda di Klopp, piena di giovani forti e sfrontati, fu protagonista di una grande cavalcata in Europa che li portò, ad eliminare il Real Madrid di Cristiano Ronaldo in semifinale e a giocarsi a Wembley la finalissima tutta tedesca contro i soliti rivali bavaresi.

Götze

In quel percorso incredibile i tre tenori d’accatto furono un fattore decisivo.

La favola purtroppo per loro non si concluse con il lieto fine sperato: la finale venne vinta dal Bayern per 2-1 grazie ai gol di Mario Mandzukic e, ad un soffio dallo scadere, di Arjen Robben, che indirizzò definitivamente la coppa dalle grandi orecchie verso Monaco di Baviera. Di Ilkay Gündogan su calcio di rigore (altro protagonista straordinario di quell’annata) la rete del momentaneo pareggio.

Quella partita però, Mario Götze fu costretto ad assisterla dalla tribuna causa infortunioPrima della notizia ufficiale che non avrebbe potuto scendere in campo ad aiutare i suoi compagni, proprio il giovane calciatore fu al centro di discussioni e polemiche per intere settimane, in quanto Mario era già promesso sposo ai rivali del Bayern che lo acquistarono versando 37 milioni di euro nelle casse del club della Ruhr.

E proprio a Monaco il talento di Memmingen rimase per tre stagioni, allenato da Pep GuardiolaMolto positive le prime due nelle quali, nella prima di esse, eguagliò il suo record di gol annuale di 10 già raggiunto a Dortmund.

Götze

La terza ed ultima fu piuttosto travagliata e molto condizionata dagli infortuni del quale rimase vittima e che lo accompagnarono anche in seguito.

Con i bavaresi vinse tre volte la Bundesliga, due Deutscher Pokal ed anche il mondiale per club, ma non riuscì mai nell’impresa di conquistare la Champions League: il sogno della squadra di Guardiola si infranse sempre in semifinale.

L’apice della carriera lo raggiunse però nell’estate del 2014 quando realizzò il gol decisivo nei tempi supplementari della finale mondiale di Rio de Janeiro disputatasi contro l’Argentina di Lionel Messi, regalando così alla die Mannschaft il quarto successo della sua storia.

Götze

E forse proprio quella rete ha rappresentato la fine della prima parte della carriera di Mario Götze, la migliore. Da quel momento in poi, complice soprattutto gli infortuni che lo hanno tormentato negli ultimi anni è iniziato il declino.

Nemmeno il ritorno a Dortmund nell’estate del 2016 ci ha riconsegnato il vero Götze: il primo anno solo 11 presenze in campionato, mentre nelle seguenti, 17/18 e 18/19, è riuscito a trovare maggiore continuità giocando rispettivamente 23 e 26 partite in Bundesliga; nella scorsa annata ha segnato comunque 7 gol in quella che è stata la sua migliore negli ultimi anni.

Dopo una prima parte ai box per infortunio e impiegato poco da Lucien Favre, soprattutto come vice Alcácer, nella seconda metà invece, complice l’infortunio dello spagnolo, ha trovato maggiore continuità di prestazione e di rendimento.

Piuttosto anomala la stagione corrente, con alcuni spezzoni di partita e quasi mai preso in considerazione dal tecnico svizzero, con il quale non ha un rapporto idilliaco.

Götze

Con il contratto in scadenza al prossimo 30 giugno e ormai fuori dai piani della società anche per l’alto ingaggio percepito (circa 7 mln), Mario sta valutando quello che sarà il suo futuro: in Germania varie fonti affermano che il calciatore, desideroso anch’esso di cambiare aria, avrebbe espresso gradimento per la nostra Serie A.

La domanda sorge spontanea: conviene ingaggiare Götze?

L’età è dalla parte del tedesco, dato che il giocatore compirà 28 anni a giugno; inoltre, nell’ultimo anno e mezzo il grosso problema relativo ai continui infortuni sembra essere superato.

Detto dell’elevato ingaggio attuale del numero 10 del Borussia e che può senz’altro costituire un limite per i club della Serie A potenzialmente interessati, è pur vero che, trovando una società intenzionata a porre il trequartista al centro del proprio progetto lo stesso giocatore potrebbe ritrovare anche quella fiducia in sé stesso che sembra aver perso a Dortmund.

Anche se la verità, probabilmente, sta nel fatto che il Götze visto nella sua prima esperienza di Dortmund ed in grado di sbalordire il panorama calcistico europeo, purtroppo, non lo rivedremo più.

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