It’s the end of the world as we know it. Era il novembre 1987 quando usciva il brano omonimo dei R.E.M. A distanza di quasi 33 anni è più che mai azzeccata. Ci si poteva aspettare una free agency NFL con qualche botto, ma non così tanti. La separazione tra Brady e i Patriots è sicuramente la notizia più pesante, ma paradossalmente non la meno clamorosa. Un rapido viaggio tra le novità di questa stagione per scoprire com’è cambiato il panorama NFL.

Bandiere ammainate: Tom Brady, ma non solo

Dopo 20 anni Tom Brady lascia il New England. Gli eventi delle settimane immediatamente precedenti all’inizio della free agency NFL lasciavano sempre più spazio a questa ipotesi, ma vederlo con una maglia diversa sarà strano. Ancora più strane sono state tempistiche e destinazione. Ci si aspettavano lunghe trattative e una lotta a due tra Patriots e Chargers, con i primi favoriti. Con pochi innesti (pur complicatissimi a livello di mercato e salary cap) potevano essere ancora una contender, cosa impossibile oggi per i Chargers. A spuntarla abbastanza inaspettatamente è stata Tampa. Spazio salariale per firmarlo senza sconti, squadra giovane e talentuosa. Un’ottima occasione per andare all-in, con la speranza che sia Tom a far fare il salto necessario per essere a livello delle altre big della NFC. Discorso simile ha coinvolto Rivers, che lascia LA dopo 16 anni. Il QB dei Chargers si è accasato ai Colts, alla ricerca di una guida dopo l’improvviso addio di Luck. Certo, non sarà come l’acquisto di Manning. La division però non è la più competitiva e l’anno prossimo i Colts avranno molto spazio salariale, Rivers potrebbe togliersi ancora soddisfazioni. L’altro grande matrimonio interrotto è stato quello tra Witten e i Cowboys. Dopo due anni sabbatici era rientrato l’anno scorso. Nonostante un’annata solida il rinnovo non è arrivato e così si è accasato ai Raiders. Per lui potrebbe essere l’ultimo contratto senza grossi obiettivi.

Appiedati eccellenti

Le leghe americane sono spietate e questa free agency NFL lo dimostra. La franchigia va sempre oltre il singolo giocatore. Può quindi capitare che un ex MVP venga tagliato e non abbia ancora un contratto. O che lo stesso destino capiti a chi ha guidato la classifica delle yard lanciate, cosa mai successa prima. Cam Newton non fa più parte dei piani dei Panthers, ma sano vale molto più di molti starter della lega. Difficilmente troverà un accordo prima del draft e forse sarà costretto ad accontentarsi di un contratto al ribasso. Magari di un anno per rilanciarsi. Per Winston, il discorso è diverso. Stagione da 30 TD e 30 intercetti è un unicum nella storia, ma non una grande dimostrazione di solidità. Così Tampa ha colto al volo l’occasione Brady. Operazione a brevissimo termine per loro, bocciatura per Winston. È ancora giovane, ma dovrà sfruttare la prossima occasione se vorrà proseguire la carriera. Il solo talento, non basta nemmeno ad una prima scelta. A fargli compagnia un Jadeveon Clowney che probabilmente ha chiesto troppo in questa prima parte di free agency, ma che farebbe comodo a praticamente chiunque, anche a costi non di saldo. free agency NFL

Arizona e Hopkins: la grande sorpresa

Con Deshaun Watson a un anno dalla scadenza, dopo un anno chiuso ai playoff, tutto ci si aspettava tranne che questo. Spedito assieme ad una quarta scelta in Arizona per David Johnson, una seconda scelta e una quarta futura. Le scelte non compensano la differenza tra i due giocatori. Uno dei migliori WR della lega per un RB che non è più riuscito a ripetersi dopo lo straordinario 2016. Se è un piano lungimirante, si dovranno fare i complimenti ai texani. Al momento pare più una follia. Per Arizona una grande mossa invece. Con Murray ancora nel contratto da rookie e Fitzgerald che rimarrà un altro anno, potremo vedere un attacco esplosivo. Se i rinforzi in difesa saranno sufficienti a renderla competitiva per i playoff in una division tostissima è però da vedere. Sulla carta il miglior colpo di questa free agency NFL.   free agency NFL

Il declino (economico) dei runningback

Se in passato erano le star, in questo periodo storico le loro quotazioni sono ormai ai minimi storici. Le eccezioni si contano sulle dita di una mano. Zeke Elliot è l’unico vero contratto pesante. Derrick Henry ha ricevuto il franchise tag dopo una stagione stratosferica ai Titans, che hanno preferito rinnovare Tannehill. Il contrattone però arriverà. Discorso diverso per McCaffrey. Diventerà probabilmente il più pagato, ma giocatori da 1000 yd sia su corsa che su ricezione non se ne vedono molti. Ed elude la definizione del ruolo di semplice RB. Chi si è guadagnato cifre pesanti negli ultimi anni è pian piano finito nel dimenticatoio. Bell ai Jets ha giocato una discreta stagione, ma che non vale i soldi che prende. Gurley addirittura è stato tagliato dai Rams per poi firmare ad Atlanta alla metà. Il ruolo è logorante e sono ormai pochi ad essere decisivi e condizionanti più di un ricevitore. 

L’ascesa dei ricevitori e l’esplosione dei tight-end

Ricevitori e tight-end sono quelli che invece stanno riuscendo a monetizzare davvero. Dallas ha scelto di piazzare l’exclusive tag su Prescott prendendosi un anno di tempo per negoziare il suo contratto, mentre hanno chiuso in fretta il rinnovo per Cooper. Per il WR 100 milioni in 5 anni. 20 l’anno, per farne il più pagato, appena davanti a Thomas dei Saints. E se si guarda alla maggior parte dei WR1 della lega, le cifre non si discostano molto. Chi vive l’età dell’oro sono i tight-end. Le cifre sono più basse, ma probabilmente il vero boom lo avremo l’anno prossimo. Se Hooper si è guadagnato un contratto da circa 10 milioni l’anno, nella prossima free agency NFL per i vari Kelce, Hunter Henry, Engram, Njoku parleremo probabilmente di cifre superiori.   free agency NFL


Cambiamenti ce ne sono stati e anche il draft sarà eccezionalmente a “porte chiuse”. Il mondo forse sta cambiando, di sicuro lo fa la NFL. Una NFL senza il binomio Brady-Belichick, in cui un giovane che vince la classifica delle yd lanciate può restare a piedi e in cui essere un buon TE paga molto più che essere un ottimo RB. Ma i motivi per seguire con interesse la prossima stagione sono tantissimi. It’s the end of the world as we know it. But I feel fine.

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