Mancano 18 chilometri a Oudenaarde. Alle spalle ce ne sono già 250. I campioni resistono, gli altri danno forfait. Il Paterberg è allo stesso tempo un lontano ricordo e un miraggio, ma prima c’è da affrontare il “vecchio” Kwaremont, il più iconico tra i muri del Giro delle Fiandre. Peter Sagan non è in giornata anzi, resta costantemente nelle retrovie del gruppo dei migliori. L’olandese Mathieu Van der Poel, da tutti considerato il favorito numero uno, arranca e dimostra ancora tanta inesperienza. Il campione olimpico Greg Van Avermaet stringe i denti assieme all’iridato Alejandro Valverde, al vincitore del Fiandre 2015 Alexander Kristoff, e a una dozzina di altri campioni. L’azione che non ti aspetti arriva proprio dal ciclista che non ti aspetti e infatti, sull’Oude Kwaremont scatta in maglia Education First Alberto Bettiol, classe 1993 di Poggibonsi.

Alberto Bettiol

L’essenza dell’outsider

Ottimo sul passo e buoni doti da cronoman rendono Alberto Bettiol un interessante prospetto tra gli juniores. Non ha l’appeal di Remco Evenepoel o dei vari prodigi fiamminghi, ma dimostra di poter competere tra i grandi. Ha le carte in regola, ma i risultati non arrivano. Emergere nelle corse di un giorno è cosa per pochissimi eletti. Passa nei professioni all’età di 22 anni firmando un contratto con la Cannondale, ottimo team con Sagan come faro principale. Alberto Bettiol negli anni ottiene buoni piazzamenti senza mai sbocciare definitivamente e, dopo una stagione alla BMC in squadra con Van Avermaet, nel 2019 firma con la EF. Non arriva di certo per essere l’uomo di punta ma ha dalla sua un capitano che sembra totalmente restio a vincere. Sì, perché Sep Vanmarcke ad oggi è senza dubbio uno dei migliori ciclisti nelle grandi classiche con zero vittorie in carriera. Un podio e tre quarti posti alla Roubaix, due terzi posti al Fiandre.

A un passo dalla storia

Dopo il Kwaremont manca solo il Paterberg, per l’ultima volta, il dente più duro. 360 metri infernali con punte oltre al 20% e una pendenza media del 12. La freschezza nelle gambe dovrebbe essere un lontano ricordo eppure il toscano non soffre e mantiene il vantaggio su un gruppetto di inseguitori poco coordinato e ormai “alla frutta”. Arrivato a Oudenaarde inizia quel rettilineo finale che fa sembrare ancora lontana una vittoria che in realtà è già in pugno. Dietro provano assortite senza speranze, davanti Alberto Bettiol pensa solo a come esultare. Dopo più di sei ore e quasi 270 chilometri di corsa, Alberto Bettiol vince il Giro delle Fiandre 2019 e conquista la prima vittoria da professionista nel tempio del ciclismo mondialie, nella classica universitaria. In quel 7 aprile del 2019, il ciclista toscano scrive una delle pagine più delle del ciclismo italiano moderno, chiudendo in bellezza un decennio sul tetto del mondo.