Parlare di sport agonistico in questi tempi ha contorni utopistici. Pensare alla ripartenza e a quello che sarà il futuro è, allo stesso tempo, un dovere morale. Infatti, qualsiasi evento sarà importante per far sì di tornare ad una parvenza di normalità . Ecco perché anche il tennis, con i suoi più di un miliardo di tifosi sparsi in tutto il mondo, deve capire dove potrà rincominciare e con quali regole. Certo non una scelta semplice, anche perché ad oggi è impossibile stabilirne i tempi. Andrea Gaudenzi, chairman dell’ATP, sta cercando di mettere insieme i calendari.

Al momento l’unica certezza è che fino a metà luglio non si tornerà in campo. In quei giorni era in programma Wimbledon, uno dei quattro tornei più prestigiosi al mondo. Sui campi d’era alle porte di Londra per la prima volta dalla seconda Guerra Mondiale, però, non si giocherà. Questa volta a trionfare non saranno grandi campioni con una racchetta tra le mani, ma la Pandemia di Covid-19. Una decisione che, così come quella di interrompere qualsiasi torneo, presa con largo anticipo, fa onore ad una federazione.

Il 13 luglio 2020 è una data simbolica. Un lontano presagio di quando finalmente si potrà tornare a vedere tennis. Fermo restando che ancora non si sa quale sarà la situazione tra tre mesi esatti. L’intenzione di Gaudenzi e di tutto il tennis internazionale è quella di ripartire con la stagione americana, affrontando 2 Masters 1000 prima degli US Open. Poi si penserà a come gestire un’eventuale stagione sul rosso, con Roma che proverà a rientrare per non veder completamente andar in fumo l’edizione di quest’anno. L’ipotesi sarebbe quella di fare a cavallo tra settembre ed ottobre quattro settimane di terra con incluso il Roland Garros che, con una certa prepotenza, si è accaparrato date a piacimento. Sembrerebbe immutato invece il calendario Indoor, con le Finals di Londra sempre fisse nella seconda metà di novembre.

I problemi sono comunque molteplici. In questo momento diversi giocatori non possono allenarsi sul campo, ma solamente a livello fisico. Inoltre, anche quando si potrà iniziare ci sarà il problema dei trasferimenti visto che il tennis si gioca davvero ad ogni latitudine ed in tutti i continenti. Ultimo, ma non per importanza il fattore delle persone mobilitate per i tornei. Difficile pensare di veder sin da subito il pubblico in loco. Tuttavia anche pensando ad eventuali porte chiuse, all’organizzazione degli eventi serve tantissimo personale e diventerebbe quindi estremamente complicato il mantenimento delle distanze di sicurezza.

Insomma sono tanti i temi da affrontare di qui alle prossime settimane. Decisioni difficili anche dal punto di vista economico dovranno essere prese. Tutti vorremmo rivedere presto in campo i protagonisti del circus, ma ad ora serve solo riorganizzare la ripartenza affinché sia più veloce ed efficiente possibile.

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