A Martina Spinelli il basket scorre nelle vene. Una passione di famiglia che dal nonno si è trasmessa alla madre, al fratello e poi a lei. L’amore per questo sport ha iniziato a farsi spazio dentro Martina quando, da piccolina, seguiva tutte le partite e gli allenamenti del fratello all’Armani Milano, aspettando impazientemente che si liberasse il campo per provare a fare qualche tiro. Da quel momento ne è passato di tempo e l’attuale ala del Costa Masnaga ha avuto modo di crescere sia cestisticamente che come persona. Tanti sacrifici e successi che sono serviti a portarla dove è ora e ad essere ciò che è: portento in A1 del Costa Masnaga e giovanissima promessa azzurra.

Martina Spinelli

Nazionale

Protagonista di ottime prestazioni in nazionale nel corso delle ultime due estati. Dopo essere salita sul tetto d’Europa insieme alle sue compagne a Kaunas nel 2018, ha potuto ripetere l’esperienza la scorsa estate. Due ori europei in un anno per le ragazze “dorate” che hanno contribuito a classificare l’Italbasket giovanile femminile al quinto posto nel FIBA World Ranking.

Martina Spinelli

Proprio la panterina numero 12, conseguentemente al doppio oro, ci ha rivelato“Realizzarlo è stato difficile. Lo è stato la prima volta due anni fa dove sembrava tutto surreale, ma lo è stato anche l’anno scorso dove vincere per il secondo anno consecutivo un oro all’Europeo sembrava una cosa impossibile. Ancora oggi se penso ai due risultati raggiunti forse non ho ancora ben chiaro ciò che ho vinto, forse ancora non ne comprendo pienamente il valore…ci vuole tempo. Una cosa che mi porto dentro è il rumore della sirena finale della partita: penso che quello sia tra tutti il momento più emozionante. Dopo aver lottato per 40 minuti il punteggio ti dice che sei campionessa d’Europa…un’emozione indescrivibile.” 

Costa Masnaga

Ci ha saputo deliziare con le sue doti cestistiche anche durante la stagione invernale vestendo la maglia delle pantere e ricoprendo un ruolo più esterno piuttosto che interno, o viceversa, in base alle esigenze della squadra. La contraddistinguono, quindi, un grande spirito di adattamento e attaccamento alla maglia che ci hanno permesso di apprezzare maggiormente le sue qualità tecniche. Come saremmo potuti rimanere indifferenti davanti al perno e sottomano di Spinelli, che per come è eseguito sembra la cosa più spontanea e facile da fare in assoluto? O dinnanzi ai suoi tiri fuori dall’arco dei tre punti? 

Se è vero che l’ala 2002 ha spesso dichiarato di non avere una figura preferita o a cui ispirarsi nel mondo della palla a spicchi e di trarre il meglio da ogni giocatore e situazione, noi speriamo che questo possa contribuire alla formazione della migliore versione di Martina Spinelli che possa esistere. 

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