Come tutti gli sport anche lo snooker in questo periodo è in stand-by a causa dell’emergenza coronavirus. Da qualche giorno avremmo dovuto iniziare ad osannare il nuovo campione del mondo, ma il World Championship 2020 è stato rinviato di qualche mese e per questo motivo oggi proveremo a fare qualche riflessione su colui che, attualmente, mantiene ancora lo scettro, oltre al primato nel ranking mondiale: Judd Trump.

La carriera

L’inglese nato a Bristol nel 1989 è tra i migliori del circuito da ormai molti anni. Il momento di svolta della sua carriera si è verificato nel 2011 quando, da semi-sconosciuto, è riuscito ad andare ad un passo dal titolo iridato, perdendo in finale al Crucible contro John Higgins. Nello stesso anno Judd Trump riuscì anche a conquistare il primo trofeo della Triplice Corona vincendo lo UK Championship. Da quel momento in poi, quel giovane che tanto stava entusiasmando il pubblico, ha subito una netta inflessione uscendo parzialmente dai radar per qualche stagione, fino alla definitiva maturità raggiunta attorno al 2016/2017. Inoltre, dopo aver completato la Triple Crown con il Masters 2019 e il mondiale del 2020 si è definitivamente consacrato, entrando una cerchia ristrettissima di campionissimi.

Le vere domande su Judd Trump sono: riuscirà ad imporsi in questo decennio? Chi saranno i suoi avversari principali? Per quanto tempo potremmo considerare i “tre gemelli” come dei potenziali numeri uno del ranking?

Judd Trump

Lo stile di gioco e le prospettive

Lo stile di gioco dell’inglese ha da sempre diviso il grande pubblico. Judd Trump è l’emblema del giocatore offensivo, colui che in gergo “tira tutto”. Non ha mai sviluppato un grande senso tattico, basando la sua strategia principalmente sul talento puro che in pochi hanno. Spesso si dice che Trump sia l’erede di O’Sullivan così come Selby lo sia di Higgins. Io non mi sono mai trovato d’accordo per diversi motivi.

Innanzitutto, l’impostazione di gioco di O’Sullivan non può essere paragonata a quella di Judd Trump, considerando che il primo ha costruito il suo mito attorno al gioco di posizione e alla sua eccezionale predisposizione per la costruzione di serie, cosa che invece Trump fa, ma con qualità non paragonabile a The Rocket. Allo stesso modo, il gioco sulle lunghe distanze di O’Sullivan, nonostante sia migliorato nell’ultimo lustro, non è ancora e non sarà mai all’altezza di quello dei vari Trump, Robertson e Murphy.

Le carte in regola per dominare gli anni Venti di questo millennio il classe ’89 le ha tutte. Ciò nonostante a detta di chi scrive, senza un’evoluzione importante sul piano tattico e difensivo sarà molto difficile costruire un filotto di successi. “Gemelli” a parte, il dominatore degli ultimi anni è stato senza dubbio Mark Selby, colui che ha fatto del gioco in serie (che in pochi gli riconoscono) e soprattutto della tattica le basi per arrivare ai tre titoli iridati e otto slam.

Judd Trump

I rivali e il ruolo dei “gemelli”

Da anni sul circuito si sta aspettando un ricambio generazionale che tuttavia stenta ad arrivare. Gira e rigira i top 16 restano in linea di massima sempre gli stessi. In molti si chiedono quanto potranno durare ancora ai massimi livelli i “tre gemelli” O’Sullivan, Higgins e Williams, i quali con i loro 45 anni non sono più esattamente di primo pelo. Ma resta il fatto che, finché decideranno di restare in attività, non ci sarà nessun giocatore più talentuoso di loro nel panorama mondiale.

Nel pieno della maturità troviamo Mark Allen, anch’egli estremamente dotato sul piano tecnico ma mai in grado di trovare costanza. L’uomo che potrà mettere in seria difficoltà Judd Trump sul lungo periodo è Ding Junhui, classe 1987 e ai vertici del ranking da oltre un decennio. Il possibile outsider invece è Kyren Wilson, inglese classe 1991 che gode di ottima costanza ma ad oggi è ancora a secco di vittorie negli slam. Ovviamente non bisogna sottovalutare i campionissimi come Mark Selby (1983), Neil Robertson e Shaun Murphy (1982 entrambi) che fanno già parte dell’élite dello snooker avendo completato la Triplice Corona. Tra i giovani invece è obbligatorio monitorare i due giovani cinesi che stanno facendo scintille, Yan Bingtao (classe 2000) e Zhou Yelong (1998).

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