In vista della ricorrenza del suo cinquantatreesimo compleanno andiamo a ripercorrere la carriera di Heinz-Harald Frentzen, pilota che ha corso in Formula 1 per dieci stagioni tra la metà degli anni novanta e i primi del duemila.

Il tedesco fece il suo esordio nella classe regina nel 1994, a 27 anni, al volante della Sauber motorizzata Mercedes.

E proprio con la scuderia elvetica colse il suo primo podio l’anno seguente nel Gran Premio d’Italia, disputatosi come da tradizione sul circuito di Monza, tagliando il traguardo in terza posizione.

Dopo aver trascorso un’altra annata alla corte di Peter Sauber, nel 1997 ci fu il grande salto: Frank Williams infatti, scelse il pilota originario di Mönchengladbach per sostituire Damon Hill, laureatosi Campione del Mondo con la scuderia inglese al termine del 1996 e trasferitosi in seguito alla Arrows.

Frentzen

Nel team con sede a Grove Frentzen trovò come compagno di box Jacques Villeneuve, al suo secondo anno in Formula 1 e che proprio al termine di quel campionato vinse il Mondiale avendo la meglio sulla Ferrari di Michael Schumacher.

Al volante della Williams-Renault Frentzen conquistò la sua prima vittoria in carriera nel Gran Premio di San Marino. Unico successo del ‘97 per lui, anno nel quale non riuscì a reggere il confronto con il suo vicino di box, nettamente superiore.

Incredibile fu l’epilogo di quel campionato. Nelle qualifiche del Gp d’Europa sul circuito di Jerez de la Frontera, Villeneuve, Schumacher e Frentzen realizzarono esattamente lo stesso tempo al millesimo, con il canadese che ottenne la pole position in quanto fu il primo a fermare il crono. A completare la prima fila il rivale nella corsa al titolo Michael Schumacher, con Frentzen che dovette accontentarsi della terza posizione.

Gara che diventò celebre per il tentativo del tedesco della Ferrari di spingere fuori pista Villeneuve speronandolo. Mentre l’ex Benetton terminò la sua corsa nella ghiaia, il canadese la concluse con la monoposto danneggiata tagliando il traguardo in terza posizione dietro alle due McLaren, laureandosi in questo modo Campione del Mondo del 1997. Il suo compagno di team, non in lotta per il Mondiale, arrivò sesto.

Frentzen

Schumacher pagò quella manovra scorretta con la squalifica dal campionato e così al secondo posto della classifica iridata si posizionò Frentzen, che per i punti ottenuti durante l’annata avrebbe concluso terzo con 42, ma molto lontano da Jacques che terminò la stagione a quota 81.
Nonostante l’esclusione dalla classifica finale, al ferrarista non vennero comunque tolti i 78 punti totalizzati, i quali vennero considerati per il calcolo della graduatoria relativa alle scuderie.

Ancora oggi si tratta dell’ultimo successo per il team fondato da Frank Williams e Patrick Head, sia per quanto riguarda il Mondiale piloti che per i costruttori.

Dopo un 1998 anonimo, salvo il podio nella gara inaugurale in Australia, in cui la Williams in seguito al passaggio ai motori Mecachrome non seppe fornire ai suoi piloti una macchina competitiva, Frentzen nel 1999 decise di accasarsi alla Jordan Mugen-Honda.

Con la scuderia irlandese l’ex Williams disputò la miglior stagione della carriera ottenendo anche due vittorie, a Magny-Cours in Francia e a Monza, fornendo con un rendimento in termini di prestazioni nettamente superiore a quello del compagno e Campione del Mondo 1996 Damon Hill, al suo ultimo anno prima del ritiro.

Frentzen

E proprio dopo la vittoria in Italia Frentzen si trovò incredibilmente in lotta per il titolo distanziato di soli dieci punti dalla coppia Mika Hakkinen-Eddie Irvine appaiati in testa alla classifica.

Nell’appuntamento successivo sul circuito del Nürburgring, in occasione del Gp d’Europa, il tedesco della Jordan confermò il suo stato di grazia ottenendo la pole position, ma in gara, mentre era al comando, Frentzen fu costretto al ritiro per un problema elettrico della sua vettura.

Il fatto incredibile è che a più di vent’anni di distanza la verità sull’episodio venne a galla: come dichiarato da Mark Gallagher (capo del marketing della scuderia all’epoca), non fu un inconveniente di tipo elettrico alla monoposto a costringere il pilota al ritiro, bensì un errore commesso proprio da quest’ultimo che, dopo il pit stop, dimenticò di disattivare il sistema anti-stallo che veniva attivato al momento della sosta per evitare che il motore si fermasse, costringendolo così a parcheggiare la macchina subito dopo l’uscita dalla pit-lane.

Un vero peccato perché con quella vittoria Frentzen avrebbe raggiunto Irvine al secondo posto della classifica, ad solo un punto di distacco da Hakkinen: a due gare dal termine avrebbe avuto delle chance di poter conquistare il titolo iridato, che invece fu vinto ancora dal finlandese della McLaren-Mercedes bissando così il successo del 1998.

Frentzen

Il pilota della Jordan concluse l’annata al terzo posto in quello che fu il campionato nel quale ottenne più punti nella sua carriera, 54.

Le due stagioni successive nel team di Eddie Jordan non gli regalarono grandi soddisfazioni, salvo due piazzamenti a podio nel 2000.

Tra il 2001 (anno in cui fu licenziato dal team irlandese a metà stagione per forti dissapori) ed il 2002, Frentzen guidò vetture non performanti come la Prost e la Arrows.

Nel 2003, sua ultima stagione in Formula 1, decise quindi di tornare dove tutto ebbe inizio, alla SauberCon la scuderia elvetica, tutt’altro che competitiva, ottenne un incredibile terzo posto negli Stati Uniti, alla sua penultima corsa della carriera nella classe regina del motorsport.

Frentzen

Parliamo quindi di un buon pilota che nei suoi dieci anni di esperienza in Formula 1 ha corso 160 Gp e conquistato 3 vittorie, 2 pole position e 18 piazzamenti a podio e che forse, senza quell’errore pesante come un macigno commesso al Nürburgring, si sarebbe potuto laureare Campione del Mondo.

In ogni caso, tanti auguri Heinz-Harald Frentzen.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here