È uno dei più grandi nuotatori europei della storia. Ha all’attivo a spanne settanta medaglie internazionali. È stato il migliore del vecchio continente per due anni di seguito. Eppure, la sua carriera ha ancora un grosso neo che forse resterà lì per sempre. Chi ama il nuoto conosce bene Laszlo Cseh, l’ungherese che ha scritto pagine indelebili del nuoto del terzo millennio. Anche gli spettatori occasionali si ricordano di lui, per la precisione della sua testa pelata che l’hanno reso per tanti anni l’unico a non indossare la cuffia durante le gare. Un buffo particolare di un atleta immenso. 

Laszlo Cseh

Un campione strano è Laszlo Cseh. Quell’uomo che al primo impatto visivo non dai una lira. Colui che, non conoscendo le sue capacità natatorie, ipotizzi eliminato in batteria. Un antidivo quasi. Espressione simpatica, sempre sorridente e fisico non esattamente scultoreo. Chiariamo: non “scultoreo” rispetto a tanti altri colleghi ma a occhio e croce i suoi 82 kg per 188 cm farebbero invidia al 90% abbondante della popolazione. Nato a Budapest nel 1985, Cseh fa il suo esordio nel panorama internazionale ai campionati europei in corta del 2002, dove dimostra già una buona tecnica nei misti. Specialità dura i misti, spesso denigrata senza motivo dal dopo Phelps.

Ecco, “dal dopo Phelps” fa da gancio per una delle questioni chiave della carriera di Cseh: la contemporaneità con i più grandi nuotatori di sempre. Sei mesi di differenza con Michael Phelps, il Kid di Baltimora, un anno e mezzo con Ryan Lochte. In realtà le nemesi dell’ungheresi sono state tre: i due statunitensi e il sudafricano Chad Le Clos. In carriera, infatti, Laszlo Cseh ha conquistato ben 13 medaglie iridate, due d’oro, sei d’argento e cinque di bronzo.

Laszlo Cseh

Nelle undici occasioni in cui arrivò a podio senza vincere, ben otto volte ha dovuto lasciare lo scettro a uno dei tre sopra citati. Il primo capitolo della saga si verificò a Barcellona nel 2003, quando Phelps toccò per primo nei 400 misti davanti a Cseh. Due anni dopo invece riuscì a vincere quella gara davanti al nostro Luca Marin, mentre nella distanza dimezzata si posizionò proprio tra Phelps e Lochte. Tra il 2009 ed il 2011 invece l’uomo da battere era l’eccentrico dorsista e Cseh si dovette accontentare di un argento e un bronzo. Dal 2013, con Phelps a metà servizio e Lochte concentrato nei misti, Laszlo Cseh si imbatté in Chad Le Clos, dominatore della farfalla iridata.

A volte si usa dire “il primo degli umani”. Forse in questo caso la descrizione è calzante. Tuttavia, l’ungherese è ricordato per una statistica infelice: il numero zero negli ori olimpici. Ebbene sì, nonostante il dominio assoluto in Europa (33 ori tra vasca lunga e corta), le tante medaglie ai mondiali, i sei podi ai Giochi Olimpici, Laszlo Cseh non ha mai vinto l’oro più importante. Vogliamo provare a indovinare dietro a chi si è posizionato? Ad Atene 2004 vinse il bronzo nei 400 misti, oro al Kid; a Pechino collezionò ben tre argenti, tutti alle spalle di Phelps; a Londra nel 2012 bronzo nei 200 misti dietro sempre al più grande nuotatore di sempre e a Ryan Lochte

Laszlo Cseh

Ma c’è una medaglia che, forse, ha reso un po’ più lieta la carriera di Laszlo Cseh. Ai Giochi di Rio 2016, l’ungherese conquistò l’argento nei 100 farfalla dietro a un nuotatore venuto dal nulla, il singaporiano Joseph Schooling. Argento a pari merito però. E con chi? Con Michael Phelps e Chad Le Clos…

Laszlo Cseh

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