Nella giornata di lunedì 8 Giugno è stata dichiarata definitivamente chiusa la stagione 2019/2020 della Serie A femminile ma la coppa scudetto è rimasta sugli scaffali della FIGC. A questa prematura fine si è arrivati con una classifica matematicamente ancora aperta sopratutto, verosimilmente, in zona Champions. 44 i punti della Juventus prima della classe, 35 quelli di Fiorentina e Milan con una partita in meno e 34 quelli della Roma, staccato di dieci lunghezze il gruppo centrale e a 11, 10 e 1 punto rispettivamente Pink Bari, Tavagnacco e Orobica; tutto questo a sei giornate dal termine con una sola partita da recuperare.

L’algoritmo italiano

Per chiudere il sipario e provare battezzare vinti e vincitori è servito un algoritmo, lo stesso che verrebbe usato come piano C per il maschile. Retrocessione quasi annunciata per l Orobica, amara per il Tavagnacco che stava in tre punti con Pink Bari e Hellas Verona. La serie A saluta così una delle squadre storiche, che è stata la casa di atlete come Ilaria Mauro e Sara Gama – per dirne solamente due -, dopo 19 anni consecutivi di permanenza nella massima serie.

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Ai piani alti l’algoritmo ha dovuto faticare di più. La partita che manca all’appello infatti è quella tra Milan e Fiorentina. Si fosse giocata, nel computo delle valutazioni finali sarebbero potuti entrare i tre punti in palio o gli scontri diretti. Si è stati costretti invece a prendere in considerazione la differenza reti media che con un 1,67 contro l 1,33 rossonero ha premiato la Viola con la qualificazione in Champions League.

Solitaria, a nove punti sulle inseguitrici, la Juventus campione in carica e imbattuta. Il primo posto vale per le bianconere solo come pass per la partecipazione alla prossima Champions League. Nessuno scudetto quindi per questa stagione, nessuno sulle maglie nella prossima. Nel resto d’ Europa però sono state incoronate le regine di Spagna, Francia e Inghilterra.

L’Europa

In Spagna la Primera Iberdrola è stata sospesa il 7 maggio. Il Barcellona ha conquistato il titolo con 9 punti di vantaggio sull’Atletico Madrid che va di diritto in Champions. Bloccate invece le retrocessioni di Valencia ed Espanyol e previsto un campionato a diciotto squadre per la prossima stagione, inglobando le due società salite dalla Serie Reto Iberdrola.

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In Francia, da già più o meno trenta giorni, il Lione si è laureato ancora una volta campione in virtù delle tre lunghezze guadagnate sul PSG al momento dello stop della competizione. Retrocesse Marsiglia e Metz e pronte a giocare nella massima serie Issy-les-molineaux e Le Havre. 

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In Inghilterra la situazione più spinosa vede l’Arsenal clamorosamente escluso dalla Champions League a vantaggio del Manchester City. Il calcolo della media punti è stata la soluzione British. Il City, a 40 punti, con una partita in più, ha visto trionfare il Chelsea con 39 punti e un partita in meno. Per il Liverpool che scende, c’è l’Aston Villa che sale.

Signora, regina senza corona

In mancanza di regole comuni, con le decisioni affidate alle federazioni nazionali, gli scenari che si sono aperti sono stati molteplici e tutti matematicamente legittimi. Senza contare che in Germania il calcio femminile, così come l’apripista maschile, è già ripartito e si avvia verso una normalissima conclusione della stagione.

Più giusto abbonare le retrocessioni e premiare la prima della classe come in Spagna o congelare tutto come in Francia dichiarando un vincitore e condannando i vinti? Più giusto utilizzare la media punti e avere campioni e declassati come in Inghilterra o aver declassati senza campioni con l’algoritmo come in Italia? 

Risposte certe non esistono, ad ogni opzione si possono avanzare giuste critiche ed altrettanto giusti elogi. La Juventus di Rita Guarino ha totalizzato più punti di tutte le altre squadre ma resta in Europa l’ unica regina senza corona. In ogni caso, in merito alla situazione maschile, era emersa la volontà della società bianconera di rifiutare il titolo qualora fosse stato assegnato senza concludere i giochi; si può dedurre, conoscendo la politica identitaria del club, che il discorso sia valido anche per la la selezione femminile.

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