La stagione 2019/20 doveva essere quella del riscatto per il movimento della Lega basket serie A; tra ritorni in Serie A di piazze importanti come Treviso, Roma e la sponda Fortitudo di Bologna (con conseguente ritorno del derby nella massima serie), progetti ambiziosi ed arrivo di affermati campioni come Milos Teodosic o il Chacho Rodriguez. C’era poi da sfruttare l’onda lunga del ritorno degli azzurri ad un mondiale che pareva aver riacceso la passione del basket nel nostro paese.

In effetti, fino a febbraio, qualche segnale incoraggiante si intravedeva: i palazzetti, soprattutto quelli con maggiore tradizione si riempivano ed i successi di squadre da troppo tempo lontane dai fasti del passato alimentavano la passione delle tifoserie. Poi, con l’avvicinarsi del clou della stagione, la tempesta coronavirus ha investito l’Europa, costringendo anche lo sport a fermarsi e a ripensare a se stesso, causando danni economici comuni ad ogni azienda che non produce. 

Innanzitutto una premessa è d’obbligo: la pallacanestro in Italia muove un giro d’affari enormemente minore rispetto al calcio, soprattutto per quanto riguarda i diritti TV, e quindi dipende molto di più dai biglietti e dagli sponsor. Una situazione già di precarietà dunque; che è stata ovviamente amplificata dallo stop del campionato ed ha allargato ancora di più la forbice tra le big, che potendo contare su management abbastanza potenti riescono non solo a rimanere a galla ma addirittura a rinforzarsi, e le realtà più piccole, magari sorrette da imprenditori locali quando non proprio da un azionariato popolare, che devono invece fare salti mortali per sperare addirittura di iscriversi al prossimo campionato.

Cremona e Roma: ultima chiamata 

Tra le più in difficoltà vi è la Vanoli Cremona, che si stava confermando ormai da anni ai vertici del nostro campionato, oltre che presenza fissa in Europa. Il patron Aldo Vanoli ha dichiarato che al momento le possibilità di vedere la squadra ai blocchi di partenza della prossima serie A sono circa un 20%. Sarebbe possibile solo con l’ingresso di nuovi capitali che però, ad oggi non si sono visti.

Situazione simile alla Virtus Roma, che stava vivendo la stagione di ritorno nella massima serie in maniera tutto sommato decorosa. Il club è in vendita e al momento il patron Claudio Toti non vuole sentir parlare di auto retrocessione. Ciò  però potrebbe diventare una più che plausibile opzione nel caso in cui al 31 luglio (termine ultimo per l’iscrizione al prossimo campionato) non saltasse fuori un compratore. Infine, con le retrocessioni sul campo, almeno per il momento, congelate, probabile la discesa in categoria di Pistoia mentre Pesaro potrebbe trovare un’ancora di salvezza grazie al rinnovo del contratto di sponsorizzazione con Beretta (proprietaria del marchio Carpegna Prosciutto). In caso contrario Napoli salirebbe in A. 

Europa e tradizione: chi è tutelato

Se queste sono le piazze più in difficoltà, c’è invece chi tutto sommato sta dimostrando di riuscire a reggere l’urto del disastro economico in atto e non dovrebbe avere grossi problemi a rimanere ai vertici del nostro basket. È il caso di quelle squadre che, pur ridimensionate, possono contare, oltre che su buoni capitali, anche su un bacino di utenza tale da garantire la giusta dose di introiti ed interesse, tali da permetterne la sopravvivenza quando non addirittura Qualche rinforzo.

È il caso dunque di Venezia, una delle dominatrici delle ultime stagioni nonché campione in carica; e di gran parte dei team di vertice, le cui casse ricevono qualche boccata di ossigeno grazie anche alle competizioni europee (vedi Brindisi, Sassari, Trento o Brescia). Realtà come Varese, Reggio o Cantù poi, possono contare anche sull’alto prestigio del brand in città, che fa sì che difficilmente tali nomi vengano lasciati andare.

Virtus-Olimpia, voglia di Eurolega

Infine, c’è chi invece sembra non aver patito più di tanto la crisi coronavirus, ed anzi pare addirittura pronta a rinforzarsi in vista della prossima stagione. La Fortitudo Bologna ad esempio, per il ritorno in Champions League si è assicurata il colpaccio Adrian Banks, vero top player delle ultime stagioni. Ma sono soprattutto le due squadre più vincenti della storia della Lega basket Serie A a sembrare scatenate sul mercato: Olimpia Milano e Virtus Bologna

La società di proprietà di Giorgio Armani è continuamente alla ricerca dei colpi che possano permettere a coach Messina di avvicinarsi ai vertici dell’Eurolega. In effetti le prime settimane di mercato hanno visto già grossi movimenti: salutati Luis Scola, Della Valle, Burns e Nedovic infatti, sono arrivati top player del calibro di Davide Moretti, da Texas Tech (Ncaa), Malcolm Delaney, ex Barcellona e Kyle Hines, uno dei nomi più importanti del basket europeo e detentore dell’Eurolega vinta col CSKA

E Proprio il massimo livello della pallacanestro europea è l’obiettivo della famiglia Zanetti, che vuole riportare la Virtus Bologna dove merita. Infatti, mentre prosegue il lavoro diplomatico per entrarvici (ricordiamo in questa prospettiva anche il progetto dell’avveniristica Virtus Arena), è stato rinforzato il reparto lunghi della squadra con l’arrivo di Alibegovic e Tessitori, che difficilmente saranno gli unici volti nuovi sotto le torri.

Doveva essere la stagione della rinascita e si è fermato tutto; ora che la stagione 2019/20 è ufficialmente finita però la domanda ancora senza risposta è: chi ci sarà al via della Lega Basket Serie A 2020/21?

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