Il 26 aprile del 1903 un gruppo di studenti baschi residenti nella capitale spagnola fonda l’Athletic de Madrid. Il nome (scritto all’inglese), lo stemma e le maglie erano chiaramente un tributo al più importante club dei Paesi Baschi. Alla sua fondazione era una vera e propria affiliata, che per statuto non poteva affrontare la squadra madre. Addirittura nelle prime competizioni affrontate (e vinte) l’Athletic Club schierava diversi giocatori provenienti dalla compagine madrilena. Nel 1913 i madrileni iniziano rendersi indipendenti, pur rimanendo legati ai colori e alla storia dei baschi. Ma è questione di poco prima che avvenga la prima vera frattura.

1921: l’ultima volta come “sorelle”

Potremmo anche chiamarla Athletic contro Atletico capitolo primo. Fino al 1929 l’unica competizione nazionale era la Copa del Rey. La finale della competizione nel 1921 è tutta a tinte biancorosse e si gioca al San Mames, su richiesta dei bilbaini, anzichè a Siviglia. Alla Catedràl il risultato premia i padroni di casa, che portano a casa la loro nona coppa con un perentorio 4-1. A Bilbao è una festa, a prescindere dal risultato. A Madrid, invece i toni sono meno distesi. Il presidente Julian Ruete viene duramente contestato per aver dato il suo consenso allo spostamento di sede della finale, dando così un enorme vantaggio ai cugini. Da questo momento le due strade si separeranno.

Athletic contro Atletico

Il Franchismo cambia il calcio spagnolo e i suoi equilibri

Con la dittatura franchista il panorama del calcio spagnolo cambia radicalmente. In primis viene proibito l’utilizzo di nomi stranieri, per cui entrambe cambiano denominazione in Atletico. I madrileni si fondono con la squadra dell’aviazione e diventano una squadra vicina al regime, che nel frattempo cercava di soffocare ogni sentimento indipendentista basco. Questa è la definitiva fine di ogni punto di contatto diverso dai colori delle maglie e lo stemma tra le due squadre, tanto che riguardo ai madrileni l’ex membro della giunta direttiva dei baschi Javier Aldazabal ha detto: “Hanno usurpato il nostro nome, il nostro simbolo, i nostri colori”. Da una parte una squadra che rappresentava il popolo basco, con il suo forte senso d’appartenenza e molto spesso idee molto distanti da quelle del caudillo. Dall’altra una squadra schierata e “simpatica” al regime, tanto che la maggior parte dei successi dei colchoneros arrivano proprio durante la dittatura. I rapporti di forza vengono ribaltati. L’occasione della grande rivincita arriva nel 2012, nella finale di Europa League. A Bucarest è di nuovo Athletic contro Atletico, come nel ‘21 e finisce di nuovo con 3 goal di scarto. Questa volta però per i ragazzi di Simeone.

Athletic contro Atletico

Madrid ha dimenticato il suo passato

Almeno così pare. Se si va sul sito dell’Atletico Madrid, il passato di affiliata dei baschi non è mai menzionato, nemmeno nella sezione storica, dando adito alle parole di Aldazabal. Uguale nella sezione legata alle maglie. Addirittura non si fa nemmeno riferimento al fatto che i fondatori fossero baschi e tifosi dell’Athletic e che il logo sia stato a lungo uguale a quello della squadra principale (e ancora oggi ci sono degli evidenti riferimenti). L’unica motivazione plausibile per questa dimenticanza può essere una sorta di vergogna nei confronti del passato di succursale di un club dal palmares oggi meno glorioso. Motivazione che non giustifica il tentativo di oscurare una parte così importante della propria storia. Di sicuro senza questo passo non ci sarà un riavvicinamento nemmeno a livello istituzionale tra le due società. Per il resto è difficile conciliare le anime attuali dei club, forti e orgogliose, ma anche molto differenti tra loro. A Madrid, del passato basco, oltre ai colori è rimasto solo il grido Aupa Atleti.

Athletic contro Atletico

Le tifoserie organizzate

Un aspetto che sottolinea ulteriormente le differenze ormai abissali tra le due squadre è l’orientamento politico delle loro curve. La tifoseria organizzata basca, in particolare il gruppo Herri Norte, è infatti schierato a sinistra, contro ogni tipo di razzismo e fascismo. Quella madrilena ha come gruppo più famoso il Frente Atletico Madrid, considerato il più violento e il più fascista di Spagna. Gruppo momentaneamente bandito dal Vicente Calderon nel 2014 dopo gli incidenti con i tifosi del Deportivo la Coruna in cui venne ucciso un tifoso galiziano.

La partita di oggi può dare una prima sentenza nella lotta europea

Oggi alle 14.00 sarà di nuovo Athletic contro Atletico. Questa stagione, nonostante la miglior rosa, l’Atletico è invischiato nel gruppone in lotta per le piazze europee. L’Athletic è più staccata, oltre ad avere molte squadre davanti. Con una vittoria però si rilancerebbe pesantemente, portandosi a -3 dalla Real Sociedad al quarto posto (seppur con una partita in meno) e metterebbe nei guai i rivali, che vincendo rimarrebbero in scia del Siviglia terzo. La storia recente dice bene ai colchoneros, che hanno vinto 4 degli ultimi 7 incontri a Bilbao in Liga, con un pareggio. L’assenza del pubblico della Catedral sarà un ulteriore vantaggio. Sarà anche la prima dell’Athletic senza Aduriz, che si è ufficialmente ritirato. Soprattutto sarà una partita combattuta e con una posta molto alta in palio. Riuscirà l’Athletic a mantenere la propria casa inviolata e rimettersi in lizza per l’Europa o sarà l’Atletico a portare a casa i 3 punti per rimanere attaccato alla zona Champions?

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