La finale di Coppa Italia sarà Juventus – Napoli! Bianconeri e campani volano a Roma dopo i pareggi rispettivamente contro Milan e Inter e i risultati favorevole nelle gare di andata. Dopo più di 90 giorni di stop la differenza di valori tra le squadre potrebbe essere molto ridotta, entrambe le compagini non hanno espresso un grande gioco nella prima uscita post-covid, per questo, come spesso accade nelle finali, anche Mercoledì potrebbero essere i campioni a risolvere la partita. Se da una parte Sarri si affiderà a Cristiano Ronaldo, Gattuso risponderà puntando tutto sul nuovo miglior marcatore della storia del Napoli, nonché bandiera azzurra: Dries Mertens.

Mertens

Da ieri sera Mertens è ufficialmente il capocannoniere della storia del Napoli con 122 gol, superato l’amico e l’ex capitano Marek Hamsik, che nonostante abbia impiegato più di 10 stagioni per superare lo storico record di Maradona, si è visto togliere lo scettro di top scorer partenopeo dopo un solo anno. Dries Mertens sta riscrivendo la storia del club azzurro a suon di reti, molte delle quali spettacolari, e ora vuole regalare la seconda Coppa Italia e il terzo trofeo dell’era De Laurentiis. In questi giorni passato e futuro del belga si incrociano col presente, prima la rete che ha eliminato l’Inter che sarebbe potuta essere la sua prossima squadra e poi la sfida alla Juve del suo “mentore” Maurizio Sarri. Se “Ciro” è entrato nella storia del Napoli diventandone miglior goleador, lo deve anche e soprattutto, all’attuale allenatore bianconero, che in assenza di una vera e propria punta centrale dopo “il tradimento” di Higuaìn e l’infortunio di Milik, ha trasformato l’ex PSV da ottima ala sempre in ballottaggio con Insigne, a fenomenale vero “falso 9”.

Mertens

Il numero 14 sotto la guida dell’ex Empoli è diventato una vera macchina da gol sfiorando il titolo di capocannoniere nella stagione 2016-17 alle spalle solamente di Dzeko e sfornando prestazioni strepitose,,, segnando anche diverse triplette e addirittura qualche poker. Oltre alla quantità di gol, che è comunque impressionante, è la qualità degli stessi a lasciare a bocca aperta; memorabili per esempio, un gol alla Lazio con un pallonetto da posizione praticamente impossibile, o anche uno al Torino. Aldilà delle perle italiane, il connazionale di Lukaku ha fatto vittime illustri anche in Champions, quest’anno è andato a segno prima nella straordinaria vittoria contro il Liverpool campione in carica e poi, prima della sospensione per Coronavirus, ha bucato Ter Stegen per il momentaneo vantaggio contro il Barcellona, prima del pareggio finale di Griezmann, permettendo a Gattuso di potersela giocare al ritorno al Camp Nou.

Mercoledì Mertens insieme ai suoi compagni, farà di tutto per regalare il primo trofeo da allenatore a Gattuso, che per la terza volta in altrettante finali, si trova ad affrontare lo scoglio più duro, la Juventus. La prima volta nel 2018, l’ex numero 8 rossonero e il suo Milan vennero pesantemente sconfitti per 4 a 0, complice anche un periodo no di Donnarumma. Questa volta Rino vorrà fare di tutto per dedicare la vittoria alla sorella Francesca da poco scomparsa, e per riuscirci, punta tutto su Mertens, che vuole il secondo sigillo in una finale di Coppa Italia, dopo quello del 2013, quando con un suo gol e una doppietta di Insigne, la squadra di Mazzarri aveva sconfitto la Fiorentina, nella notte che si ricorda per la tragica morte di Ciro Esposito.

In un calcio dove non c’è quasi più spazio per le bandiere e il romanticismo, Mertens e il Napoli rappresentano una bellissima eccezione, il nuovo numero uno dei cannonieri azzurri è pronto a rinnovare e chiudere la carriera al San Paolo, ma prima vuole continuare a scrivere la storia con le sue magie e nell’immediato, riportare un altro trofeo nella “sua” Napoli.

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