Quattrocento giorni all’inizio di Tokyo 2021, i Giochi della XXXII olimpiade moderna. Oppure no?

La pandemia in corso ha imposto la cancellazione o il rinvio di tutti i maggiori eventi sportivi. Tra questi c’è Tokyo 2020, un’Olimpiade nata tra una moltitudine di dubbi e difficoltà e il cui rinvio sembrava sempre più probabile, già all’inizio dell’emergenza coronavirus.

JZsportnews vi accompagnerà verso il prossimo evento olimpico, programmato per l’estate del 2021, cercando riscontri e ascoltando le testimonianze di chi segue da vicino la faticosa marcia di avvicinamento ai primi Giochi rinviati dai tempi della seconda guerra mondiale.

Primo graditissimo ospite è Pio d’Emilia, giornalista e yamatologo, da oltre trent’anni residente in Giappone e corrispondente dall’Asia per Sky TG24. Tra i suoi lavori più apprezzati c’è il docufilm “Fukushima, a nuclear story”, sull’emergenza scatenata dallo tsunami dell’11 marzo 2011. A lui abbiamo rivolto alcune domande per capire quale sia la situazione in Giappone quando mancano poco più di dodici mesi all’ipotetica accensione del braciere olimpico.

Pio d'Emilia

Caro Pio, benvenuto su JZ. Qual è oggi la situazione del Giappone, dopo la Primavera del Covid? Il paese ha retto l’urto?

Sì, pare di sì. Sottolineo pare perché ci sono ancora molti dubbi sul numero dei contagi effettivi (il Giappone è tra i paesi che ha fatto meno tamponi in assoluto, dopo il Messico) e soprattutto sui rischi di nuovi cluster, visto che il lockdown – estremamente “soft” – è stato tolto e non c’è nessuno obbligo in corso (neanche di mascherina).

Dopo l’esplosione dell’epidemia in Asia, il rinvio di Tokyo 2020 era ampiamente annunciato dagli osservatori (tu per primo): quale è stata la reazione più diffusa tra i giapponesi, al momento del rinvio ufficiale?

Sempre più di insofferenza e di critica verso il governo che continuava a rimandare l’annuncio. Ma bisogna premettere che queste Olimpiadi – nate male e che non verranno comunque disputate, come spiegherò più avanti – non hanno mai appassionato più di tanto i giapponesi. Certamente non come le prime, nel 1964. Diciamo che l’eccitazione/entusiasmo era soprattutto da parte di organizzatori, sponsor e varie società di costruzione e immobiliari.

Alcuni personaggi di spicco come John Coates del CIO o Norio Sugawa dell’OMS hanno espresso seri dubbi sulla possibilità di disputare i Giochi nel 2021, non tanto per impreparazione locale, quanto per lo scenario globale, ancora troppo incerto. Ci avviamo verso un clamoroso annullamento dei Giochi?

Proprio così. Sembra oramai evidente – come lo era negli scorsi mesi il fatto che dovessero essere rinviate/cancellate – che le Olimpiadi non si faranno neanche nel 21. E proprio per le ragioni che hai indicato (l’impossibilità di garantire la sicurezza sanitaria per un evento con così vasta partecipazione e le relative difficoltà logistiche, ndr). A questo punto però il CIO dovrebbe davvero prendere l’iniziativa e convincere i giapponese a rinunciarvi. Quanto meno per rispetto a tutti gli atleti che rischiano di allenarsi per nulla.

La megalopoli si stava trasformando per l’evento? Già prima del Covid erano tanti i dubbi attorno a lavori e consegne degli impianti. Al di là del Covid, Tokyo era pronta?

Sì e no. Alcune opere erano pronte, altre no. Ed erano già esplose le polemiche sugli appalti, le bustarelle etc etc. Tokyo era pronta? Mah, non so. Gli addetti ai lavori sì, certamente, anche perché c’erano – e ci sono – in ballo miliardi. Ma la popolazione no, queste Olimpiadi non erano sentite e lo sono sempre di meno.

C’è qualche impianto sportivo che hai già visitato? Tokyo ’64 è ricordata come un’edizione tecnologica e romantica al tempo stesso. Che Giochi potrebbero essere?

Avevo visitato il nuovo stadio: francamente, nulla di che. Quanto a che tipo di giochi potevano essere o saranno: non riesco a rispondere. Sono sempre stato convinto che era stata una scelta sbagliata fin dall’inizio, fondata sull’arroganza e le menzogne al mondo del premier Abe sulla questione Fukushima. E sono convinto che non si terranno.

Almeno a livello morale, Tokyo e il Giappone meriterebbero un’altra occasione, qualora saltassero i Giochi nel 2021? Fino al 2028 le edizioni olimpiche sono assegnate, ma si parla di una candidatura di Sapporo per i Giochi invernali del 2030.

Non in particolare. Mi dispiace, ma non sono un grande estimatore delle Olimpiadi organizzate in paesi ricchi e industrializzati. Preferirei che venissero assegnate e organizzate in paesi in via di sviluppo, dove potrebbero in effetti servire da volano per le economie locali (come lo sono sempre state in passato, compresa Roma 1960 e Tokyo 1964). Ma in paesi ricchi e industrializzati servono solo a devastare, speculare, corrompere etc etc.

Il 10 giugno scorso CIO e organizzatori hanno pubblicato una “road map” che dovrebbe portare a compimento questa faticosa Olimpiade. Tutti i nodi di cui abbiamo parlato verrebbero risolti. Ti sembra una tabella di marcia verosimile?

Francamente non so cosa dire… Partendo dal profondo convincimento che le Olimpiadi alla fine non si faranno, francamente mi sembra una perdita di tempo valutare una più che ipotetica “road map”. Tra l’altro non ci credono neanche loro: nota che sotto tutte le voci/eventi c’è la parolina magica: “tentative”.

Pio d'Emilia

Un ringraziamento speciale a Pio d’Emilia.

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Intervista di Simone Galdi. 

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