Nel panorama del nuoto mondiale l’attenzione, spesso, viene catalizzata su pochi atleti, i più pop. Tra questi non possiamo non citare Adam Peaty e Caeleb Dressel, i due uomini che stanno letteralmente spazzando via la concorrenza a suon di medaglie d’oro. Oltre al miglior ranista di sempre e all’erede di Michael Phelps, ci sono altre superstar nel parterre maschile come il nostro Gregorio Paltrinieri o l’antidivo Daiya Seto che, sottotraccia, ha già collezionato nove ori iridati tra vasca lunga e vasca corta. Tuttavia, oltre a questi pluricampioni, c’è una generazione di nuotatori nati dopo il 1996 che potrebbe fare incetta di medaglie nei prossimi anni. Vediamo assieme i sette prospetti più interessanti del nuoto. Alessandro Miressi, Kristof Milak e non solo.

Zane Waddell

Il sudafricano classe 1998 è entrato a gamba tesa tra l’élite del dorso globale. Con l’oro nei 50m dorso ai mondiali di Gwangju, nella sua seconda rassegna iridata, è riuscito a relegare in piazza d’onore il russo Rylov. La situazione tuttavia tra i dorsisti è abbastanza caotica. Dopo gli inevitabili declini di Lacourt e Greevers si è preso quasi totalmente la scena lo statunitense Ryan Murphy, capace di dominare il dorso ai Giochi Olimpici di Rio ma senza acuti significativi al mondiale in Corea del Sud. A Zane Waddell, per ora, mancano le lunghezze olimpiche dei 100 e dei 200, ma nel giro di qualche stagione potrebbe competere proprio con i vari Rylov, Murphy e Xu nelle due vasche.

Kliment Kolesnikov

Un altro dorsista da tenere d’occhio è il russo classe 2000. In campo iridato il suo miglior risultato per ora è un bronzo proprio dietro a Waddell e al connazionale Rylov. Nonostante la terza piazza, Kolesnikov è il detentore del record del mondo nei 50 dorso (24”00), primato ottenuto ai campionati europei di Glasgow 2018 dove il russo è stato il vero e proprio mattatore della specialità. A livello continentale, nonostante i suoi vent’anni ancora da compiere, il palmarès è già di tutto rispetto con tredici ori tra vasca lunga e vasca corta. Gli manca il sigillo iridato o, addirittura, olimpico per entrare tra i grandissimi del nuoto. Ma il tempo è tutto dalla sua parte.

Alessandro Miressi

Nicholas Pyle

È sicuramente il meno noto, ma il britannico classe 2000 potrebbe essere una scommessa vincente per la nazionale del Regno Unito. Non ha nel palmarès medaglie individuali né a livello mondiale né continentale. Tuttavia, il giovane inglese divenuto a tutto gli effetti “uomo da staffette” potrebbe inserirsi prepotentemente nel panorama del dorso visto che, come detto in precedenza, sembra essere imminente un ricambio ai vertici tra i vecchi big e le nuove stelle. In una nazionale in cui spicca Adam Peaty e dove sono presenti i pluri-iridati James Guy e Duncan Scott non sarà facile emergere, ma noi “mille lire” su Pyle le mettiamo!

Alessandro Miressi

Alessandro Miressi

Nato a Torino nell’ottobre del 1998, il gigante italiano Alessandro Miressi è l’uomo su cui un’intera nazione punterà per il futuro (in campo maschile ovviamente). Oltre 2 metri d’altezza per circa 100 chili di peso e un fisico tagliato per le gare in cui la potenza esplosiva gioca un ruolo fondamentale. È il primatista italiano dei 100 stile in 47”92, lontano un secondo da quel record del mondo di César Cielo datato 2009 e con costume “gommato”. Il primo acuto a livello internazionale c’è stato a Glasgow nel 2018 quando il nostro Alessandro Miressi si è portato a casa l’oro nella gara regina.

Alessandro Miressi

Florian Wellbrock

Questo nome noi italiani ce lo ricordiamo bene per aver sconfitto per due volte consecutive Gregorio Paltrinieri nei 1500. Prima agli europei di Glasgow e poi ai mondiali di Gwangju il tedesco classe 1997 è salito sul gradino più alto del podio lasciandosi alle spalle i due rivali Romančuk e Paltrinieri. Il nativo di Brema nasce come fondista e infatti è riuscito a vincere l’oro mondiale anche nella 10 km in acque libere. Ha un sola freccia al suo arco che sono i 1500 metri a stile e per ora non ha mai deluso le aspettative, anzi! Più difficili invece gli 800, pur avendo conquistato un bronzo europeo alle spalle dell’ucraino (oro) e del nostro Greg (argento).

Andrej Minakov

È il più giovane della lista e quello che stuzzica di più gli osservatori. Il russo classe 2002 è andato ad un passo dal vincere il suo primo oro iridato all’età di 17 anni, fermato solo dallo strapotere di Caeleb Dressel nei 100 farfalla. A livello giovanile ha dominato in lungo e in largo soprattutto nelle gare a farfalla, ma il russo sta migliorando anche nello stile libero dove però il parterre di concorrenti è numeroso e di altissimo livello. Ha compiuto 18 anni a marzo e dimostra già una buona maturità. Il futuro della nazionale russa sembra più che roseo.

Kristóf Milák

E ora, siamo giunti al momento clou. L’ungherese classe 2000 è entrato nella storia per aver tolto a Sua Santità Michael Phelps il record del mondo che più ha caratterizzato la sua carriera senza eguali: quello nei 200 farfalla. L’ultimo nuotatore ad aver detenuto il record dei 200 farfalla prima del Kid di Baltimora era stato Tom Malchow quando Milàk aveva appena quattro mesi. Il nativo di Budapest ha cancellato l’ultimo tempo di Phelps in gommato che risaliva a Roma 2009. Kristóf Milák è un predestinato e su questo non ci piove. Siamo altrettanto sicuri che non farà la fine di Joseph Schooling, l’altro nuotatore emergente che ai Giochi di Rio 2016 si mise dietro Phelps, Le Clos e Cseh. Non sarà pop come Dressel e Peaty, ma l‘ungherese diventerà il divo del nuoto mondiale a suon di ori e di record. È l’uomo del presente e del futuro!

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